Le Stagioni del Commissario Ricciardi: Il Senso del Dolore

Le stagioni del Commissario Ricciardi: Il Senso del Dolore – Recensione

Sergio Bonelli Editore sta guardando il futuro, sempre più radioso per gli amanti del fumetto. Con le serie nuove in uscita, i graphic novel in continua evoluzione e tantissime serie d’epoca che continuano a regalare emozioni, si fa fatica a dare una fiducia quasi totale alle nuove uscite. In questo caso però vi parlo di una fumetto tratto da un romanzo dello scrittore napoletano Maurizio de Giovanni, specializzato nei gialli. I più scaltri avranno capito che sto parlando ovviamente del buon Commissario Ricciardi. Presentato al Napoli Comicon con una piccola anteprima, il prestigioso primo volume è disponibile in tutte le librerie e fumetterie con la storia Il Senso del Dolore. Storia tratta dall’omonimo romanzo uscito nel 2007 per la Fandango Edizioni, Il senso del dolore. L’inverno del commissario Ricciardi.

Un commissario un po’ particolare

Parlare di Commissario Ricciardi non è una cosa cosi semplice come si potrebbe pensare. Si tratta di un uomo molto particolare. Potrei dire che Ricciardi possiede un dono, o una maledizione. Riesce a percepire e vedere gli ultimi pensieri e le evocazioni dei morti. Non si tratta di qualcosa semplice da digerire, sopratutto quando si è bambini, ma Ricciardi ha sempre cercato la giustizia in tutto questo e anche durante i suoi casi la giustizia assume un ruolo leggermente diverso da quello che qualcuno di noi potrebbe pensare.

In questa prima storia, ambientata negli anni a Napoli, durante il governo fascista e quindi il dominio Benito Mussolini. La vita prosegue in modo tranquillo, più o meno, ma i furti, gli omicidi sono all’ordine del giorno e l’apertura dell’albo vede il passato del Commissario e del suo futuro compagno di lavoro nonché amico il brigadiere Maione. Dopo un sfortunato caso in cui morì il figlio di quest’ultimo, andremo direttamente nel futuro, con i due che lavorano fianco a fianco per stanare la criminalità. Stavolta il caso è però leggermente diverso. Al testro San Carlo muore misteriosamente il tenore più famoso del mondo, Arnaldo Vezzi, che oltre tutto era un grande amico del Duce. La sua morte avviene poco prima della messa in atto dell’opera Pagliacci e toccherà al nostro tormentato protagonista scoprire il vero colpevole e cercare una giustizia.

Il senso del dovere

Maurizio de Giovanni confeziona una storia interessante e non scontata, ma sopratutto, un senso di giustizia e del dovere che raramente vediamo. Il finale potrebbe lasciare basito qualcuno, ma si tratta di una scelta che potrebbe rappresentare sia il passato dell’Italia, ma anche qualcosa di più profondo. Pensiamoci un attimo: consegnando alla giustizia una persona, quante ne condanniamo? Si tratta di un discorso lungo e complesso, ma trova una sua ferrea logica all’interno dell’albo e ringrazio Maurizio per una tale scelta.

La sceneggiatura è stata scritta da Claudio Falco, che crea una fedele trasposizione del romanzo sotto forma del fumetto. Le parti salienti sono tutte mostrate al grande pubblico, che cosi può godersi di una storia avvincente e particolare. I dialoghi possiedono quella giusta maturità, necessaria per l’ambiente in cui si muove il personaggio e grande cura è stata posta anche verso la lingua napoletana. Certo, ne vediamo solo pochi sprazzi, ma altrimenti sarebbe impossibile comprendere il testo per qualcuno del nord. Arrivo quindi ai disegni di Daniele Bigliardo, che da essenzialmente vita al personaggio e a una Napoli che oggi esiste solo in parte. Come per ogni opera ambientata in un passato realistico, ricreare i vecchi palazzi e le vie è un lavoro che comporta uno studio da non poco. Sfogliando le tavole ci tuffiamo direttamente nel passato, con i suoi modi e l’abbigliamento (che personalmente apprezzo fin troppo). I personaggi possiedono la loro staticità, ma riescono nell’arduo compito di muoversi senza problemi in un universo dipinto. Grande attenzione Daniele l’ha riservata ai volti dei personaggi, che non solo differiscono uno dall’altro, ma alla fine si crea una certa empatia con alcuni di questi. Non parliamo poi della signora Vezzi, che rappresenta già il mio amore. Forse poco incisive sono le tavole che ci raccontano i flashback. Queste sono contrassegnate dalle vignette dai bordi arrotondati, ma leggendo l’albo è possibile perdere un attimo il segno di questa particolarità

Ovviamente bisogna parlare anche della particolare tecnica di coloring utilizzata all’interno dell’albo. Questa ricorda vagamente quella di Morgan Lost (o il futuro Nomen Omen di Jacopo Camagni), ma utilizza la monocromia in modo differente. Le colorazioni sono state fatte da Ylenia Di Napoli e Andrea Errico e rappresentano il mondo che vediamo attorno a Ricciardi. Alcuni personaggi assumono una colorazione differente dagli altri in base al momento della storia, ma sopratutto in base alla necessità di avere un contrasto. Detto questo, non vedo l’ora di leggere la seconda storia dedicata al buon Commissario e vi consiglio l’acquisto del primo numero.

Autore:Maurizio de Giovanni (Soggetto)

Claudio Falco (sceneggiatura)

Daniele Bigliardo (disegni)

Ylenia Di Napoli, Andrea Errico (colori)

Editore:Sergio Bonelli Editore
Genere:Giallo, Soprannaturale
Prezzo:€ 19.00
Data:Ottobre 2017

Sull'autore

Rostislav Kovalskiy

Un giovane appassionato del mondo videoludico e di tutto ciò che lo circonda. Cresciuto con i videogiochi e libri tra le mani ha deciso di unire la sua passione per la scrittura con quella per i videogiochi ed ecco perché si trova qui.

Instagram