Code Vein, Pokken Tournament DX e SAO: Fatal Bullet provati al Lucca Comics & Games 2017

Code Vein, Pokken Tournament DX e SAO: Fatal Bullet: provati al Lucca Comics & Games 2017

Attraverso il grande caos del sabato al Lucca Comics and Games 2017, io e il mio team di fancazzisti siamo riusciti a farci strada fra le infinite file dell’evento, raggiungendo gli stand più interessanti per i giocatori: quelli di Bandai Namco e di Everyeye. Ebbene, siamo riusciti a provare diversi giochi prossimi all’uscita, fra i quali l’attesissimo Code Vein, Pokken Tournament DX e Sword Art Online: Fatal Bullet. Ecco a seguire le mie brevi impressioni e considerazioni a riguardo.

Code Vein, un Bloodborne in stile anime

In primis, la mia attenzione era rivolta alla nuova IP di Bandai Namco, Code Vein, un soulslike multipiattaforma che per molti è rimasto un grande interrogativo già dal suo annuncio, un po’ per il suo stile troppo di parte nei confronti dell’animazione giapponese e un po’ per le sue similitudini incerte ai giochi targati From Software. Posso dire di essere rimasto abbastanza soddisfatto dei pochi minuti nei quali sono riuscito a provarlo, pur non sapendo i tasti che, comunque, sono leggermente più complicati dei Souls, in quanto molte mosse speciali si eseguono premendo insieme almeno due tasti o tenendone premuto per qualche secondo uno (in particolare il tasto x). Come gameplay, già dallo stile di combattimento, mi ha ricordato tantissimo appunto i souls, in particolare Bloodborne: con la stessa impostazione, schivi per difenderti, recuperi i punti esperienza persi morendo e raccogliendo quel che sembra essere la tua “anima”. La grafica è sembrata molto carina, seppur non abbia rivelato particolari scorrettezze a livello di programmazione nel dungeon affrontato, ma ha qualche problema di fasci di luce e particellari che, durante l’azione, non fanno capire facilmente al giocatore cosa stia succedendo, coprendo i movimenti del mostro da noi affrontato. Per il resto, Code Vein si è mostrato come un progetto interessante e degno di un po’ della nostra fiducia.

SAO: Fatal Bullet, un tentativo con scarsi risultati

Passando invece a un argomento meno scottante, ma più dolente, quello del secondo gioco provato: Sword Art Online: Fatal Bullet, il nuovo sparatutto RPG derivante dall’omonima serie di libri/anime. Che dire, considerando anche il fatto che fosse comunque una demo, non mi ha entusiasmato in quasi nessuna delle sue meccaniche. La demo consisteva nel provare un singolo dungeon piuttosto breve giusto per dare un assaggio del gameplay che, a dirla tutta, si è rivelato molto grezzo e poco interessante. Il sistema di mira in particolare è molto approssimativo, soprattutto nel personaggio standard che dovresti impersonare, essendo forse più adatto al gioco su tastiera rispetto a quello su controller. In più, è stato molto difficile mirare con la dinamicità piuttosto alta dell’azione, e questo mi sarebbe andato giù se anche gli altri personaggi avessero le stesse difficoltà. Purtroppo, specialmente il personaggio di Kirito l’ho trovato molto sbilanciato in confronto agli altri personaggi: la spada laser ti permette di non mirare e fare dei danni non indifferenti, la pistola in mano sua diventa un fucile da cecchino in grado di colpire ogni nemico senza nemmeno impegnarsi. A rendere il tutto più disastroso sono stati i numerosi glitch sia dei nemici che dei personaggi, che spesso si bloccavano “magicamente” in modo molto poco naturale. Spero veramente che SAO: Fatal Bullet venga migliorato, perché ha le carte in regola per un titolo interessante soprattutto per gli appassionati della serie.

Pokemon Tournament DX, forse un nuovo futuro per il brand

Pokken Tournament DX è stato l’ultimo titolo che sono stato in grado di provare per più di una manciata di minuti, riuscendo a fare un incontro intero di cinque round con un amico. Devo dire che sono rimasto piuttosto contento di come sia stato trattato. Pur non essendo un’eccellenza in quanto a combo, pur avendo piccoli problemi di gestione del match (o meglio, a volte si capisce poco o niente di chi sta colpendo cosa) ammetto che è stata veramente un’esperienza divertente e che la ripeterei senza alcun problema. Graficamente molto piacevole e colorato, Pokken Tournament DX incentra tutta la sua essenza sul divertimento in sé nello sfidare il proprio avversario e, controller alla mano, ti regala veramente una bella sensazione che ti spinge a continuare a giocare. Mi ha fatto piacere l’avere un set di personaggi piuttosto vasto, anche fra i support, anche se io avrei messo meno leggendari e più Pokemon standard. A mio parere, un titolo del genere su Switch lo vorrei esattamente così: niente battaglie strategiche e più picchiaduro. Nonostante il picchiaduro ne risenta a livello di startegia, sarebbe davvero incredibile assistere in futuro a una miglioria in quanto a immersione e a divertimento, visto che questo tipo di combattimento è molto più dinamico e meno pesante del classico strategico. Tuttavia, questa formula va alla grande. Spero che le vendite di Pokken Tournament DX influiscano positivamente sul futuro del brand.

Sull'autore

Gabriele Gemignani

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