Battlefield 1 – Recensione

La guerra non cambia mai, ma i giochi che la trattano sì, per fortuna, ed è questo il caso. Battlefield 1 è l’ultimo FPS di casa DICE, che affonda le sue radici nel lontano 2002. Un passo alla volta ha sempre apportato qualcosa di nuovo al suo gameplay, così come al comparto grafico. Prima di iniziare la nostra recensione, molti si saranno chiesti: perché hanno scelto proprio “1” come numerazione visto che l’ultimo uscito è il “4”?

La risposta è duplice. Innanzitutto, questo videogioco, multipiattaforma, segue una linea cronologica, è ambientato nella Prima Guerra Mondiale, quindi non solo prima di Battlefield 4 (ambientato in una guerra tra Stati Uniti e PLR in Asia) ma anche del primo capitolo uscito per PC, ossia Battlefield 1942, ambientato come suggerisce il nome nella Seconda Guerra Mondiale. In secondo luogo con questo numero la Dice dichiara l’intento di ricominciare, quell’1 dimostra la volontà di creare un capitolo che sia unico, spettacolare. Ma perché è stata scelta come ambientazione la Prima Guerra Mondiale? Perché DICE nella ricerca di qualcosa di nuovo e di sensazionale da offrire al pubblico, è approdata all’idea della Prima Guerra Mondiale, quale primo scontro globale dello scenario moderno, quindi quale ambientazione migliore di questa.

Battlefield 1

La guerra è dolore

La guerra che avrebbe dovuto porre fine alle guerre. Non pose fine a un bel nulla. Eppure cambiò il mondo per sempre

Iniziamo questa nostra recensione col parlare della modalità Storia. La Storia, in quasi tutti gli FPS, è una modalità sempre un po’ tralasciata, dismessa, basti pensare che più gli FPS di guerra si evolvevano, più la storia diventava breve e malfatta, quasi banale (ovviamente ci sono le dovute eccezioni). Questo perché, con l’avvento del multiplayer ed il graduale evolversi, i programmatori concentravano le loro forze per far sì che il giocatore in questa modalità, pressoché infinita, potesse essere sempre stimolato e mai annoiato. Però dobbiamo essere sinceri: la storia di Battlefield 1 ci ha colpiti, seppur questo ragionamento di fondo continui a permanere a giusto titolo. Facendoci calare nei panni di eroi vissuti nella Prima Guerra Mondiale, fa capire come la guerra non sia un gioco, dove vai li, spari e si è tutti contenti, ma è dolore. Verranno affrontati temi come la logorante guerra di trincea, la disperazione nel perdere un amico caro e la precarietà della vita anche se si è “al sicuro” all’interno di un carro armato. Purtroppo però i pregi della storia finiscono qui, il tentativo è magistrale e più che apprezzato, ma (ci permettiamo di dirlo) si poteva fare di più: l’intento è notevole ma le storie sono davvero brevi, troppo.

La modalità è tranquillamente completabile in un pomeriggio e le 6 storie con i relativi personaggi che impersoneremo sono trattate in modo un po’ troppo superficiale. Quando pensi di star entrando in sintonia col personaggio, quando pensi di esserti calato oramai nei suoi panni e nel suo mondo, è lì che la storia si interrompe e tocca al prossimo e così via. Questo, dobbiamo essere sinceri, ci ha sinceramente un po’ deluso. Inoltre riguardo all’intelligenza artificiale… togliamo pure tranquillamente “intelligenza” e lasciamo “artificiale”. Le ultime due trame inoltre non ci sono sembrate molto inerenti o adatte il titolo. Ciò non toglie che la storia sia comunque interessante da affrontare e gradevole da seguire, gli scenari sono vari e curatissimi, non mancheranno i momenti dove ci incanteremo ad ammirare il lavoro svolto. Se si vuole completare al 100% qualche altra ora la guadagna.

Battlefield 1

Questione di classe

Oltre le modalità classiche, troveremo una nuova modalità denominata ”Operazione”, missioni dalla durata di circa 30-40 minuti affrontabili fino ad un massimo di 64 giocatori contemporaneamente. Già dalla durata si coglie lo scopo di tramettere l’idea dello scontro interminabile, difficile, logorante che la guerra causa, lo stesso vale per il numero massivo di player che posso parteciparvi.Lo scopo sarà quello di conquistare e difendere obbiettivi in mappe dalle dimensioni davvero considerevoli, quello che ne uscirà sono veri e propri scontri armati, muniti di anche tutti i mezzi possibili aerei e terrestri. Come precedentemente detto, oltre le classiche conquista, corsa, deathmatch a team e dominio spicca anche per il nome “Piccioni di Guerra”. In sintesi è una rivisitazione in chiave “Prima Guerra Mondiale” della classica modalità “Conquista la bandiera”. Un assaggio di questa modalità viene dato anche nella modalità Storia.

Passiamo ora a trattare il gameplay che per lo più è rimasto invariato, migliorati vari aspetti e reso un po’ più reattivi i comandi. Ottima la varietà di mezzi a cui possiamo fare affidamento tra mezzi terrestri come carri armati, furgoni e cavalli e aerei come bombardieri e caccia. L’alchimia del multiplayer di Battlefield 1, nonostante il numero (per molti) discutibile di armi, non intacca minimamente la godibilità del gameplay. Mentre le 9 mappe sono realizzate magistralmente, immersive, alcune sono davvero enormi e curate nei minimi dettagli, tra queste salta subito all’occhio il Monte Grappa. Le classi base sono quattro: Assalto, Medico, Scout e Supporto, poi avremo il Carrista e il Pilota d’aereo; a questi già elencati si aggiungono i tre d’élite: il Fiammiere, la Sentinella e il Cacciatore di carri.

battlefield 1

Tecnicamente…

La grafica di Battlefield 1 è degna della serie, a colpo d’occhio perfetta, infatti hanno avuto una grande attenzione al dettaglio. Peccato solo per i video di intermezzo che a volte sono un po’ legnosi. Per il comparto sonoro invece non c’è dubbio: raggiunge i pieni voti, tra spari, bombe, urla e musiche avvolgenti il gioco ci catapulterà totalmente in quel mondo.

[stextbox id=”alert” caption=”COMMENTO FINALE”]Battlefield 1 è senza dubbio il frutto maturo, uscito da una pianta che ha fatto tanta esperienza nel campo degli fps bellici. Ma questo, comunque, non lo rende esente da piccoli difetti: al lancio i server erano un po’ ballerini e per PC il launcher è capitato che potesse dar qualche problema. Ma Battefield 1 ci è piaciuto? La risposta è decisamente sì: non ci delude minimamente, fatta eccezione per qualche già spiegata riserva. Una storia accattivante ma un po’ troppo compressa, una grafica da rimanere sbigottiti ed un audio coinvolgente. È sicuramente consigliato a tutti gli amanti degli fps in generale.[/stextbox]

Sull'autore

Valerio Esposito

Grande amante di videogame, fumetti, musica e dell'arte in generale. Dà il massimo per le sue passioni, sperando di trasformarle nel suo futuro.

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