Hitman – Episode 4: Bangkok – Recensione

In tutta sincerità, dopo Marrakech e il Summer Bonus Episode, la nostra voglia di giocare a Hitman era drasticamente scemata. Le carenze a livello di level design, mascherate dallo sfoggio di muscoli di un motore grafico che nonostante tutto funziona molto bene, ci facevano ancora più rabbia, visto che gli sviluppatori con i primi due capitoli avevano dimostrato di saper creare livelli ed atmosfere interessanti. L’attesa e le speranze sono state in buona parte ripagate da Bangkok, con la missione Club 27.

HItman Bangkok 1

Figli di papà

Anche stavolta un doppio bersaglio: uno spietato avvocato che ci ricorda vagamente un certo politico americano, e un odioso cantante, figlio del proprietario dell’albergo che farà da scenario alle esecuzioni; proprio quest’ultimo ispira il nome Club 27 che battezza l’episodio: il musicista Jordan Cross ha 27 anni, età funesta per i musicisti, soprattutto se hanno una “J” come iniziale del nome o del cognome…
Come ormai da tradizione, la missione è a due velocità. L’avvocato segue un pattern predefinito e vaga per l’albergo scortato da una guardia del corpo, situazione che ci consente di allestire sia agguati semplici che opportunità studiate, ma si sa, in questi casi, più complessa è la trappola, più soddisfazione se ne ricava. Sarà proprio Cross infatti a darci più soddisfazione da questo punto di vista, con ben cinque occasioni uniche, di cui un paio davvero ben studiate.

HItman Bangkok 2

Piani e palcoscenici

Ovviamente portare a termine il perfetto omicidio non è semplice; un intero piano dell’albergo di lusso (perfettamente arredato e realistico, con una vera differenziazione degli ambienti), è completamente blindato, visto che viene usato come quartier generale e studio di registrazione dai membri della band. Club 27 dimostra che per fare un buon livello non servono trecento npc ben animati e dal cervello di gallina per creare un buon risultato; il level design fa praticamente tutto, e la mappa si lascia giocare bene, con un livello di difficoltà coerente con l’esperienza dei giocatori e il realismo della situazione. Stavolta la mappa e le occasioni non evidenziano così tanto l’idiozia dell’IA, aumentando l’immersione dell’esperienza di gioco.

[stextbox id=”alert” caption=”COMMENTO FINALE”]Che dire, senza tirare in ballo ancora una volta quell’episodio considerato da tutti il migliore, Club 27 rimette la serie sulla retta via, riempiendoci di speranza, stavolta senza il senso di illusione nel quale la seria ci aveva piombati da un po’. Se i prossimi due capitoli saranno ameno a questo livello, allora Hitman entrerà negli store in forma completa in maniera trionfale. Auguriamoci quindi che gli sviluppatori, come durante una buona cena, abbiano lasciato il meglio per ultimo.[/stextbox]

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Sull'autore

Michele “Azzie"

Ho la straordinaria capacità di inventare cose che già esistono e di dire cose incredibili che diventano ovvietà pochi anni dopo. Inoltre mi piacciono i videogiochi, motivo principale per cui scrivo qui.

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