Ratchet & Clank – Recensione

Scorre voce che un carismatico Lombax e il suo compagno metallico siano tornati a distanza di quattordici anni. E, se mente e cuore non ingannano, sembra che facciano parte di una delle coppie più emblematiche all’interno del mondo di PlayStation. Sì, sono proprio loro: Ratchet e Clank. Ne è passato di tempo, eppure sono veramente tornati. Gli storici capitoli riversati sulla seconda console avevano conosciuto un successo senza pari, invogliato a trascorrere molte ore di rimpetto alla televisione, svuotare e ripristinare la voglia di giocarci. A dire il vero, la promozione del rinnovamento del franchise, nei successivi passaggi generazionali, ha ceduto al peso della discrepanza degli appassionati, delusi dai risultati dei prodotti di rado convincenti. Insomniac Games si è disimpegnata dai fatiscenti canoni, affrancata da quel modus operandi, per una nuova ripartenza con Ratchet & Clank. Quello che una società deve tener presente quando si contempla un rifacimento di un titolo è di far presagire la grafica ai tempi odierni; e di cogliere l’opportunità di aggiungere nuovi contenuti senza adombrare il materiale originale. E Ratchet & Clank non prende stangate: coagula con un perfetto equilibrio questi due presupposti, unendo il meglio del passato e del presente.

Si riparte!

Prima di cominciare a scrutare le qualità ludiche offerte da questo reboot, bisogna ricordare che in parallela c’è il film d’animazione ispirato alle avventure tremendamente dinamiche dei due iconici personaggi; e pronto ad occupare le sale cinematografiche anche nel Bel Paese nel corso della prossima sessione estiva. In seguito a queste delucidazioni, possiamo dirottarci verso la recensione vera e propria: Ratchet & Clank è un conglomerato di elementi cardini della saga, un rinnovamento del marchio, un progetto che si basa su una potenziale tecnologia da sfruttare. Nonostante questi svecchiamenti, nel suo cuor può sembrar un titolo datato: perché è un’avventura diretta e immediata, in grado di ammaliare l’utente dall’inizio alla fine, soprattutto a quelli più intrasingenti. Queste tipologie di opere creative abbondavano in passato, in un’epoca generazionale ove la spensieratezza regnava sovrana e l’azione si mescolava perfettamente con il platform, successivamente dissoltisi al punto di mutarsi nel termine “nicchia”. Opere che hanno quasi sempre destato gli animi e lasciato un sorriso sul volto.

Dal primo momento che impugniamo il controller, possiamo notare al fulmicotone che nel gioco vengono narrati gli stessi eventi della versione base. Ma niente è dato per scontato: alcuni spicchi narrativi differiscono, in merito all’aggiunta di nuovi personaggi ed elementi che arricchiscono la confezione. La storia prende il largo con il giovane Ratchet che, di rimessa dal pianeta Veldin, incontrerà il “difettoso” robot Clank. Insieme saranno impegnati nel solo e unico obiettivo: mandare a monte i piani del malvagio Drek, grazie al supporto del carismatico Quark. La storia viene narrata da una voce scorrevole: esatto, quella dell’idolatrato capitano, grazie ad un doppiaggio impeccabile del canonico Gianni Gaude. In conformità al gioco originale, possiamo rilevare nel corso dell’avventura frequenti rimandi, citazioni e riferimenti al passato, con succulenti novità: in Ratchet & Clank tornano prorompenti il dottor Nefarius e i rangers galattici. Per i neofiti questo è il validissimo modo per avere confidenza e approcciarsi alla serie.

Operazione nostalgia: riuscita!

Come da prassi, Ratchet & Clank garantisce un’esperienza appagante e compiacente. Il sistema di gioco si aggancia ai pilastri essenziali, focalizzati sui salti e combattimenti, senza dimenticare che l’elemento portante è lo scenario, dettagliato in maniera esorbitante. La mano di Insomniac Games si percepisce, l’intonatura grafica è sontuosa e parificabile ad un film moderno interamente in computer grafica. Per puntellare questa virtù, è innegabile e comprensibile che alcuni livelli siano stati eliminati. La durata della campagna è stimata per una quindicina di ore: in aggiunta alle missioni extra e sfide inedite, durerà ancor di più. Ciò che impreziosisce il reboot è la capacità di gestire un variegato arsenale incredibile. È questo il punto chiave del cambiamento e dell’evoluzione della sua struttura in questa prospettiva: il modo tradizionale per migliorare le armi è sconfiggere i nemici e, conseguentemente, guadagnare esperienza possibile. Ora, sono presenti ulteriori competenze sbloccabili e i cristalli Raritarium ne costituiscono un palmare esempio. Il tasso di stravaganza ed estrosità viene inflazionato dalla disponibilità di nuove e sfolgoranti armi: tra queste, quella che ha colpito maggiormente è il Pixelizador, in gradi di convertire i nemici in versioni a 8-bit.

Non vi è nulla di sgradevole in questo viaggio, bensì qualcosa di impressionante per un titolo che combina anche nuovi espedienti ruolistici, introdotti per aderire ad un sistema di progressione più screziato alle armi. Quindi se si aderisce ad ottenere il massimo, teniamo stretti i nostri arsenali e polverizziamo una caterva di nemici. E non finisce qui: il nuovo Ratchet & Clank vanta un inedito set di carte collezionabili, una sorta di album di figurine, ricavabili dai mostri o esplorando diverse aree segrete. Inconfutabilmente è l’unico vincolo per affilare il mezzo più potente della galassia, il Ryno. Esplorando i pianeti, le basi spaziali e molto altro, apprendiamo che quest’incarnazione ha più da offrire; più di quanto pensassimo. Infatti, durante la storyline, possiamo incorrere in gare di hoverboard, enigmi ambientali molto impegnative, molature lungo le rotaie, puzzle: il tutto coronato con magnifici scontri con i boss, e pensato appositamente per rallegrare l’avanzamento di gioco.

Abituale è la vasta esplorazione, in quanto l’esperienza di gioco ci regala anche molteplici ore di gioco aggiuntive e divertenti, per lanciarci nella ricerca dei bolt d’oro e le oloschede. Quest’ultime saranno fondamentali per la creazione del Ryno, dapprima citato. Tra i contenuti allacciati troviamo anche la sezione extra del menu nel quale sono raccolti i bozzetti con una miriade di chicche degli episodi passati. Quanto alla difficoltà di Ratchet & Clank, invece, non ci esimiamo nel constatare che la modalità Sfida, una modalità di “New Game +” che mantiene intatto il nostro arsenale e pianta un efficace moltiplicatore di punteggio, è accessibile soltanto dopo aver concluso il gioco, ma rischia di essere danneggiata dalla poco regolata e misurata struttura delle armi, calibrata con un andazzo riprovevole. Un fattore tollerante più per gli sfegatati, meno al contrario. È indubbiamente notevole lo sforzo condotto dai vertici di Insomniac Games, proclamatosi ormai inappuntabili in questo settore.

Commento finale

Ratchet & Clank è una lettera d’amore per un genere tradizionale quasi in decadenza, incasellato con un film come esperienza complementare. È un vero e prelibato riavvio della serie, in grado di farci godere ogni momento, passo, cammino che intraprenderemo con le attuali tecnologie. È uno dei migliori esempi di come creare un reboot, senza snaturarne l’essenza, contornato da novità: l’estensione dei livelli, modelli dei poligonali più compatti, texture più definite. L’unica carenza è rappresentata dall’aliasing, ma la cura sul fronte tecnico è davvero maniacale. Ratchet & Clank è insomma un’avventura divertente, un valore di produzione incontenstabile, raccomandata per tutti, ad un prezzo irresistibile.

Sull'autore

Luigi Fulchini

Studente e uno dei fondatori di HavocPoint.it. Scrive di videogiochi.

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