Assassin's Creed Rogue Remastered

Assassin’s Creed Rogue Remastered – Recensione

Lo ammetto, dopo aver giocato ad Assassin’s Creed: Origins, tornare su un capitolo della “vecchia scuola” risulta molto difficile. Tuttavia, per Assassin’s Creed Rogue ho voluto superare questo scoglio. Ho un legame particolare con questo gioco: è stato l’ultimo gioco che ho acquistato sulla mia console old-gen. Inoltre, a testimoniare il mio apprezzamento per questo capitolo della saga, vi potrei rimandare al mio articolo in cui il gioco sfiora per un pelo il podio dei migliori Assassin’s Creed secondo il sottoscritto. Ma insomma, com’è stata questa operazione di rimasterizzazione?

Una vista di New York dall’alto.

Ma prima un po’ di storia…

Assassin’s Creed Rogue è – insieme ad Assassin’s Creed III ed Assassin’s Creed IV: Black Flag – facente parte della “trilogia” americana della serie. Il gioco si svolge in concomitanza con la guerra dei sette anni che fa da sfondo alle vicende. Il filone narrativo è il vero punto forte di questo capitolo, che mostra una storia alquanto inusuale. Qui, infatti, impersoneremo un Templare piuttosto che un assassino. Shay Patrick Cormac è da poco entrato nelle fila degli assassini quando si fa complice di un tragico evento. Questo sommato all’insistenza del suo mentore lo porterà ad allontanarsi dal loro mondo ed entrare a far parte di quello a loro opposto. Da qui, poi, si dipinge la storia di quello che dovrebbe essere il “cattivo” ma che in realtà è solo buono dal suo punto di vista. Infatti il maggior pregio di Assassin’s Creed Rogue è proprio questo, un gioco che fa riflettere il giocatore. Chi sono i buoni? E chi i cattivi?

E una bottiglia di rum

Il gameplay del titolo non è mutato di una virgola, è rimasto ciò che era una copia carbone di Assassin’s Creed IV: Black Flag con tutti i pro e i contro che ne derivano. Il vero problema è che questo stile di gioco “sa di vecchio” ed è molto macchinoso da giocare oggi e (soprattutto) è una sofferenza riprenderlo dopo Origins. Lo stesso però non si può dire per le sezioni in nave che sono rimasti la cosa più divertente del gioco. I viaggi in nave, infatti, continuano a ricoprire la maggior parte dell’esperienza: l’open world di Rogue è per buona parte fatto da acqua. Mentre si è sulla nave, poi, potremmo comandare la nostra ciurma di cantare delle Sea Shanties tra la vasta scelta di queste. Oppure, ingaggiare battaglie navali all’ultima palla di cannone dove – dopo un abbordaggio – potete decidere il destino della nave nemica, usandola per riparare la morrigan, inviata alla flotta di Cormac o rivenduta. Per il resto, le meccaniche di gioco, quali i punti di sincronizzazione e simili, nonché il sistema di movimento meno libero di ciò che abbiamo oggi, sono del tutto riconducibili al vecchio canone degli Assassin’s Creed.

Ah… i cari vecchi Assassin’s Creed.

Si, ma…

Tuttavia, il punto fondamentale di questa recensione deve essere – trattandosi di una remastered – il comparto tecnico: ecco, quanto è migliorato? Innanzitutto partirei dal punto di vista prettamente grafico dove è stato fatto un grande lavoro. La risoluzione passa dai 720p delle versioni PS3 ed Xbox 360 ai 1080p per PS4 ed Xbox One fino ad arrivare al supporto del 4k su PS4 Pro ed Xbox One. Ma non ci si ferma qui, di fatti, queste versioni rimasterizzate sono paragonabili alla versione PC al massimo del gioco del 2014. Ci troveremo, per esempio, delle texture migliorate, le ombre ben più definite un sistema di illuminazione più realistico ed effetti particellari di tutto rispetto.

Tutto ciò influisce in modo particolarmente positivo sull’impatto grafico generale che non sembra così lontano dai canoni grafici odierni quando si guarda un bel paesaggio. Certo però che non molto poteva essere fatto con i modelli poligonali che, invece, non subiscono variazione e – soprattutto se guardiamo gli NPC dei cittadini – ci ricorda la provenienza di questo titolo. Il frame rate non scalfisce i 60. Anche se, inizialmente, questa scelta mi ha fatto un po’ storcere il naso, giocandolo l’ho trovato comunque molto più fluido di come lo ricordavo con i suoi frequenti cali. Questa versione, per lo meno, ha un frame rate granitico.

7/10

Commento finale

Ubisoft ha certamente svolto un buon lavoro nel restaurare Assassin’s Creed Rogue con questa remastered. Il titolo in sé è stato il più “sfortunato” della serie perché colpevole di essere troppo poco originale, ricalcando in tutto e per tutto Assassin’s Creed IV. Tuttavia, questo capitolo della saga ha ancora qualcosa da dire. Se siete pronti a scendere a qualche compromesso e (ri)adeguarvi ad un sistema di combattimento “vecchio” stile, potreste scoprire un piccolo gioiello grezzo con questo titolo.

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