Monster Hunter World

Monster Hunter World: un vento che soffia verso il futuro

Monster Hunter World, senza mezzi termini, è il gioco del momento. Condiviso appassionatamente da tutti i suoi giocatori, le vendite e gli apprezzamenti di questo titolo sono senza dubbio sopra la norma e, almeno per l’occidente, non di certo agli appassionati storici del gioco.
Infatti, nonostante il successo di questo nuovo Monster Hunter, la saga non ha mai ricevuto così tanto successo, rimanendo in occidente una saga di nicchia dove o ne sapevi vita, morte e miracoli o l’avevi solo sentita nominare per sbaglio da qualche sconosciuto.
Ma allora… Da dove viene tutto questo successo?

Il segreto, in breve, sta nel futuro.
Monster Hunter World non è altro che la base per un futuro solido e ricco di speranze per il mondo videoludico, perché racchiude in esso tutte le potenzialità per essere, di fatto, il gioco definitvo.
Senza perdersi in troppi discorsi, la Capcom è riuscita a proporre un prodotto pressoché finito con un gameplay solido, un open world efficiente e una storia lineare che non intralcia il gameplay stesso.
Ormai da troppi anni i titoli stanno cercando di proporre un’idea contorta e malsana di “open world”. Questa si traduce in uno spazio enorme con degli spazi di interesse sempre più limitati che non fanno altro che danneggiare la pazienza stessa del giocatore, inducendo quindi un senso di stress e una relativa mancanza di interesse.

Nella botte piccola ci sta il vino buono

Una mappa più vasta non è sinonimo di “più contenuto”, anzi, significa solo “dispersione”.
Doversi perdere in chilometri di mappe spesso tutte uguali, prive di un numero decente di segreti e possibili interazioni è il modo peggiore per proporre un gioco che ha come base l’esplorazione. La ricompensa e il rischio per il giocatore devono stare mano nella mano, per creare un connubio talmente intrigante che nessuno sano di mente potrebbe sdegnare.
Questo è il caso di Monster Hunter World.
Allontanandosi da tutto e da tutti, il brand Capcom fa il suo trionfale ritorno su console Sony rispettando non solo le aspettative, ma riuscendo anche ad essere sincero con i fan e i nuovi giocatori.
Difatti, giocando non vi è praticamente nessuna differenza fra teaser, annunci vari e gioco vero e proprio. Vi sembrerà una stupidaggine, ma per quanto assurdo possa essere l’onestà nel presentare un videogioco non è mai stata tanto violentata come in questi anni.
Basti pensare a No Man’s Sky, Final Fantasy XV, Battlefield Hardline…
Pretese e bugie solo per vendere di più.
Ma Monster Hunter non ha bisogno di questi sotterfugi, no, lui almeno riesce a essere sincero, a mostrarsi per quel che è fin da subito.
Monster Hunter World è come la risata di un bambino: sincera, felice e priva di malizia.

Il gioco ti viene presentato come una grande caccia in un mondo nuovo dove puoi staccare a mazzate le corna, le braccia e la coda di belve feroci e preistoriche? Bene, Monster Hunter World non solo ti permette di farlo, ma riesce a esaltare quel contenuto facendolo diventare ancora più divertente di quello che è.
Persino il livello di sfida è ben bilanciato in modo da far divertire i giocatori meno esperti e a impegnare quelli veterani. Tutto si basa sui dettagli, dai piccoli ai grandi, che ti permettono di goderti a pieno un’esperienza che, nonostante la sua semplicità, non è possibile trovare in altri giochi.
Poco importa se il farming dei materiali consiste nel ripetere decine di volte la stessa missione, perché non sarà mai la stessa missione. Le varie mappe di gioco divise per flora e fauna possono pure sembrare piccole viste dall’alto, ma quando sei dentro di esse tutto può capitare: scontri per il territorio, fughe roccambolesche da Anjanath particolarmente irritati dallo sterco che gli lanciate, ricerche ossessive di animali rari da tenere nel proprio alloggio… Tutto in Monster Hunter World è creato appositamente per appagare e divertire il giocatore.

Verso il domani, salutando ieri e oggi

Sinceramente, ripensando a quello che è Monster Hunter sono arrivato a commuovermi, rivedendo nell’essenza del gioco tutto ciò che l’industria videoludica ha sempre rappresentato per me. Una storia d’amore che, per lungo tempo, è stata completamente a senso unico. Un racconto triste, fatto di brevi ma intensi momenti di luce che le nuvole arrivavano sempre a oscurare.
Come ben saprete, la piega presa dall’industria non è per niente piacevole. Le polemiche e l’avarizia hanno creato un muro quasi invalicabile fra giocatori e sviluppatori, una barriera crudele e totalmente priva di stima reciproca.
Forse è colpa della massa, dei nuovi giocatori sempre meno invogliati a impegnarsi nei giochi.
Forse è colpa degli sviluppatori, così affamati dal dare retta anche a quel tipo di pubblico.
Per me, è solo una reazione ovvia all’espanzione del media che – nonostante le solite stupide polemiche – è riuscito a conquistare i cuori di sempre più persone che si erano tenute lontane dal mondo videoludico.
Non tutti sono nati giocatori, ma questo non giustifica le aziende a trattarci come dei semplici portafogli ambulanti.

La dedizione sincera della Capcom allo sviluppo del gioco e al suo mantenimento al momento completamente gratuito dimostra quando l’azienda ci tenga veramente al suo pubblico, dicendo chiaramente a tutto il mondo “sì, siamo qui, e ci sappiamo fare”. Un modo di vivere i videogiochi che è velocemente svanito dalla piazza, fra contenuti a pagamento continui dell’EA, ai soliti giochi riciclati di Activision, a quelli fallati e con scarso contenuto di Ubisoft.
Ovviamente, Monster Hunter World è ben lontano dall’essere perfetto.
E’ palesemente più semplice di altri per quanto riguarda la sceneggiatura, è povero di soundtrack, è vittima di alcuni piccoli problemi tecnici relativi alla programmazione e ha un’eccessiva limitatezza nell’editing del personaggio per quanto riguarda statura e fisico.

Nonostante tutto, Monster Hunter World è uno dei migliori giochi mai usciti nella storia del media stesso, capace di sorprendere, divertire e appassionare chiunque.
Poco importa se non ha una narrazione solida e intrigante, tutto ciò di cui abbiamo bisogno è del vento che questo gioco porta con sé.
Un vento che soffia verso il futuro, un futuro dove si spera i giochi tornino a essere divertenti e onesti.
Un vento che, spero, cambierà le carte in tavola dell’intero mondo videoludico.

Per questo, vi dico di chiamare in raccolta i vostri amici, mettere da parte i vostri soldi e investirli in questo magnifico progetto che, sicuramente, non vi deluderà e vi saprà appassionare come poco altro.
Seguite il vento.

Sull'autore

Gabriele Gemignani

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