Steel Ball Run #1

Le bizzarre avventure di JoJo: Steel Ball Run #1 – Recensione

Steel Ball Run, composta nell’edizione italiana da 24 volumi con 3 capitoli l’uno ed in ristampa dal 28 Marzo 2018 con un nuovo formato che ne comprende 16 da 8 capitoli più una postfazione, è la settima stagione del manga “Le bizzarre avventure di JoJo” del mangaka (nonchè presidente della commissione di esame per autori esordienti giapponesi) Hirohiko Araki il quale rivisita la prima serie (Phantom Blood) in seguito agli avvenimenti della sesta (Stone Ocean). Il nome deriva dall’omonima, e fittizia, corsa a cavallo coast to coast a tappe organizzata dal magnate e promoter esperto Stephen Steel (51 anni) con partenza dalla spiaggia di San Diego il 25 settembre 1890 e arrivo a New York previsto in circa settanta/ottanta giorni con un montepremi finale di 50 milioni di dollari conteso da 3852 partecipanti contro i 500 ipotizzati durante l’organizzazione dell’evento.

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Si corre

Fin dai primi disegni ritroviamo tutti gli elementi che contraddistinguono la testata e che l’hanno portata al successo nel corso dei decenni, ossia uno stile molto appariscente da parte dei protagonisti spesso ritratti in pose eccentriche che rafforzano il loro carattere o la loro volontà agli occhi del lettore, informazioni o chiarimenti scientifici rapportati alla fisica presente nel mondo del manga e dei background corposi, e spesso tragici, che forgiano quasi ogni personaggio, principale e non. Il primo volume si presenta al lettore portando alla sua attenzione fatti risalenti a qualche giorno prima della gara vera e propria con lo scopo di presentare alcuni personaggi ed introdurre un contesto socioculturale del quale dovremo tener conto per tutto lo svolgimento della serie.

Nelle primissime pagine Araki ci mostra quello che possimo definire il background di un particolarissimo personaggio, l’indiano Sandman il quale si iscrive alla gara per vincere il premio in palio e riacquistare le terre dei suoi antenati per la sua tribù, quella stessa tribù che lo condannò allo scotennamento perchè in possesso in possesso di libri dell’uomo bianco (tra i quali anche la Bibbia). Leggendo di questo personaggio già in poche pagine possiamo constatare un uomo dall’animo nobile e progressista in un contesto selvaggio che vuole conoscere il suo nemico per affrontarlo al meglio e tanto sicuro di sè da partecipare correndo in prima persona sfornito di un cavallo per sfruttare la sua agilità sui terreni più impervi dai quali un cavallo non potrebbe mai passare.

Prima di procedere con gli altri personaggi il volume stesso ci fornisce dati e stime sulla competizione elencati durante una conferenza stampa dallo stesso Stephen Steel che, pur in preda ad una forte angoscia dimostrata solo con la moglie (quattordicenne) Lucy Steel, mantiene il controllo della situazione con aria autoritaria e colmo di orgoglio per lo spirito pionieristico sul quale si basa la gara. Durante questa fase esplicativa entriamo in possesso di molte informazioni come la tratta, le disposizioni, l’organizzazione e gli sponsor facendo al contempo due importanti riferimenti: al secondo emendamento molto discusso ancora oggi negli Stati Uniti e all’immaginaria compagnia petrolifera Speedwagon dell’omonimo fondatore e co-protagonista nelle prime due serie del manga.

Andando avanti nell’opera vengono finalmente presentati quelli che saranno i due protagonisti della serie, Johnny Joestar di cui l’autore ci fornisce un discreto contesto e J.Lo Zeppeli personaggio molto più misterioso ed ecco cosa sappiamo:

Johnny “Joe Kid” Joestar (o semplicemente Jojo) cominciò ad andare a cavallo all’età di 5 anni e non scese più,le sue abilità da fantino non fecero altro che forgiarsi sempre più portandolo ad innumerevoli vittorie al prestigio e all’essere circondato da nobili e conoscenti che vedevano in lui un ottimo investimento. Tutte queste attenzioni e lodi accrebbero la sua autostima ma,contemporaneamente, anche la sua arroganza fino al giorno del tragico incidente fuori da un teatro che gli costò la mobilità dalla vita in giù e che lo costrinse su di una sedia a rotelle. Due anni dopo l’incidente, Johnny si ritrova sulla spiaggia della partenza spinto dalla curiosità e dalla passione per i cavalli ed è proprio qui che incontra J.Lo.

– J.Lo Zeppeli (probabile riferimento musicale a Jennifer Lopez), personaggio appariscente estremamente sicuro di sè ed eccentrico tipico dello stile di Araki, viene presentato con due sfere di metallo ai fianchi ed un sorriso dorato con inciso “Go!Go!” nell’arcata superiore e “Zeppeli” in quella inferiore. Durante il pagamento della quota di partecipazione mostra una strana capacità che, col solo tocco della mano, mette in ginocchio un ladruncolo mentre cerca di sottrargliene una parte. Dando credito alle minacce del borsaiolo gli lancia una sfida a duello che vince grazie ad una sola delle due sfere di metallo legate al cinturone. Johnny assiste al duello di J.Lo ed incuriosito dall’accaduto si appresta incautamente a toccare la sfera al fianco di J.Lo la quale sta ancora roteando su se stessa e,contro ogni parere medico, lo fa scattare in piedi facendogli muovere per un attimo le gambe ormai paralizzate.

Questi avvenimenti riempiono di speranza Johnny a tal punto di convincerlo ad acquistare un cavallo e ad iscriversi alla Steel Ball Run per seguire J.Lo che si offre di insegnargli qualcosa sulla rotazione delle sfere di metallo. Dopo tutto ciò, con i nostri due concorrenti in sella sulla linea della partenza, si entra nel vivo della competizione vera e propria con migliaia di cavalieri che si lanciano a più non posso verso il primo checkpoint situato a 15 km dalla partenza ed è solo qui che cominciamo seriamente a vedere le abilità equestri forgiate in anni di esperienza dei vari concorrenti, alcuni più in vista di altri, come Diego “Dio” Brando (erede spirituale del Dio Brando di Phantom Blood), il già noto Sandman o Pocoloco un partecipante che sembra basare la sua intera vita sulla fortuna. Già dal primo volume tra i cinefili più accaniti si sarà accesa la scintilla che li porta chiedersi se l’autore non abbia trovato l’ispirazione nella trilogia cinematografica “La corsa più pazza d’America (The Cannonball Run)” iniziata nel 1981 che trae spunto dalla corsa nota come “Cannonball Baker Sea-To-Shining-Sea Memorial Trophy Dash” e che abbia voluto rappresentare la cresita dei personaggi tramite un viaggio non solo spirituale.

Nella post-fazione troviamo una “giustificazione” abbastanza convincente da parte di Araki per la scelta di riprendere e ridefinire il contesto storico che coinvolse la famiglia Joestar alla fine del XIX secolo visto nella prima parte del manga, ossia di come si sia convinto che l’esistenza abbia una natura ciclica (appare evidente in Stone Ocean) quindi anche la sua opera sarebbe dovuta ritornare all’inizio. Concludendo posso senz’altro affermare da questo primo volume che la storia coinvolge fin da subito il lettore il quale non può evitare di immergersi totalmente nelle vicende con un climax sempre crescente di interesse ed empatia per quasi tutti i personaggi presentati portandolo a divorare l’intero volume tutto d’un fiato, privo di refusi e mantenendo sempre alto l’interesse senza cadere nel ridicolo, tutt’al più nel bizzarro.

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