Mob Psycho 100

Mob Psycho 100 #1 a 5 – Recensione

Mob Psycho 100 è l’ultimo battle shonen di ONE, l’ormai famoso autore di One Punch Man che ha disegnato e scritto la sceneggiatura poi ridisegnata da Murata nella versione cartacea del manga. Conclusosi di recente in madre patria, Mob Psycho ha riscontrato successo fin da subito, ricevendo un eccellente adattamento animato dallo studio Bones che è andato a eliminare quasi tutti i difetti dell’opera originale.

La storia di Mob si apre con un sipario piuttosto bizzarro, con la presentazione del personaggio più importante e maestoso, Reigen, il ghostbuster dei poveri. Reigen è il proprietario di un’azienda acchiappafantasmi che riceve qualsiasi tipo di richiesta. Usando Mob, un giovane psichico, come aiutante (e principale arteficie degli esorcismi), Reigen porta avanti i suoi affari in modo egregio, creando richiesta anche dove non ve n’è, mentre Mob subisce passivamente tutti i teatrini messi in piedi dal suo capo, che in quanto a balle è anche superiore a Stan di Gravity Falls.

Un personaggio diviso tre

Reigen e Mob sono due personaggi eccentrici, che relegano tutta la loro essenza nelle loro unicità. Mob è un ragazzo parecchio tranquillo che pare non provare alcuna emozione, ma è quando non può più trattenere i suoi sentimenti che esplode in una furia di poteri psichici. Quando la barra raggiunge il 100% Mob smette di essere uno psichico e diventa un mostro assassino, ma solo se lo fate arrabbiare…
Queste particolarità tuttavia non sono abbastanza per delineare un buon personaggio. La scrittura di un protagonista è una delle cose più difficili che un autore possa affrontare. Non solo il protagonista deve sembrare il più umano possibile (nei limiti della trama, in modo da servire come modello per i lettori), ma deve pure essere carismatico e interessante. Per quanto Mob possa essere interessante e Reigen carismatico, entrambi hanno qualcosa che non funziona. Mancano di una vera umanità. Umanità che è rappresentata da Ritsu, il fratello di Mob.

Ritsu è un semplice ragazzo senza poteri, vissuto all’ombra del fratello psichico ma dotato anch’egli di grande intelligenza e di dignitose doti sportive. Un giovane sopra la norma, si direbbe, ma la sua percezione del mondo continuerà a schiacciarlo fino a ridurlo a uno straccio, cambiandolo da dentro e facendogli perdere la retta via. Ritsu l’umano, Reigen il carisma e Mob l’interesse. Ogni parte di un buon personaggio è divisa in questi tre “protagonisti”, che ONE mette in mostra in modo piuttosto intelligente, dandogli abbastanza spazio da farceli conoscere ma evitando che risultino ridondanti. Soprattutto con Mob, le esplosioni di emozioni sono un modo brillante per far uscire il personaggio dai suoi binari.

Rabbia, disperazione, gratitudine… L’esplosione di emozioni di Mob.

La storia procede con degli eventi apparentemente sconnessi fra di loro, che portano Mob ad affrontare diversi spiriti sempre più molesti e altri psichici piuttosto bizzarri, rendendo però intensa ogni situazione, facendo rimanere il lettore incollato alle pagine del fumetto.

Per quanto non lo possa sembrare, lo storytelling è una disciplina difficile da padroneggiare. Una buona idea senza una grande forza narrativa non arriverà mai da nessuna parte, basta prendere in considerazione Bleach di Tite Kubo. ONE ha dimostrato più volte anche con One Punch Man di essere bravo nel creare situazioni nuove e originali, ponendosi come primo obiettivo il divertire il lettore. Mob vince in tutto questo, dimostrandosi un prodotto divertente da leggere e accattivante in quasi ogni sua parte.

“Quasi” perfetto

“Quasi” è la parola chiave. Benché non manchi di personaggi carismatici e di una forte componente narrativa,  Mob Psycho 100 non riesce a spiccare il volo a causa dei disegni ONE, che sono fin troppo grezzi e semplicemente brutti per far sì che il lettore apprezzi veramente anche quel lato. Murata ha salvato One Punch Man con il suo immenso talento,  ma Mob non ha possibilità di competere. Nonostante questo, ONE riesce comunque a trasmettere ciò che vuole attraverso le tavole di Mob Psycho 100, che per quanto brutte non mancano di certo di intensità.
La regia de è piuttosto lineare e non presenta particolarità degne di nota, rientrando nel mediocre.

Mob Psycho 100 è un ottimo manga che ha riconfermato il talento dell’autore nel narrare le sue storie, ma sicuramente un miglior aspetto grafico lo avrebbe reso molto più apprezzabile dal grande pubblico. Lo consiglio comunque a tutti, specialmente ai ragazzi.

Sull'autore

Gabriele Gemignani

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