Recensione – Shadow of the Tomb Raider

La serie Tomb Raider  da tempo è diventata una delle colonne portanti del mercato videoludico ottenendo una schiera di fan incredibile nel corso degli anni. Nel 2013 però, ci fu la rivoluzione per l’archeologa più famosa di tutti i tempi grazie a Crystal Dynamics. Lara Croft non era più l’archeologa matura e senza paura ma, era semplicemente una giovane donna alle prime armi, in grado di sopravvivere ai pericoli mortali, non più dotata di doppie pistole, ma iniziando la sua avventura con arco e frecce alla scoperta di nuovi manufatti e nuove avventure.

Con Shadow of the Tomb Raider per la prima volta troviamo Eidos Montreal mentre, Crystal Dinamics fa da publisher. Dal 2013 al 2018 abbiamo avuto tre titoli che compongono questa trilogia: Tomb Raider, Rise of the Tomb Raider e l’ultimo arrivato Shadow of the Tomb Raider. Riuscirà la nostra Lara a diventare la Tomb Raider che noi tutti conosciamo? Scopritelo nella nostra recensione.

Il primo incontro con la tigre mi ha ricordato i vecchi capitoli di Tomb Raider, a voi no?

Benvenuti nella giungla!

In questo capitolo la nostra archeologa Lara Croft dovrà sopravvivere a una giungla selvaggia, viva e piena di pericoli. La ragazza infatti dovrà fronteggiare la maledizione Maya che potrebbe portare alla fine del mondo Lara cercherà di addentrarsi in varie tombe ed enigmi alla ricerca di scoperte sensazionali,  viaggerà spesso tra la giungla, le rovine del Perù e vari villaggi.

Ho trovato questo capitolo più definito con più coraggio sotto ogni forma. Particolare novità e ben apprezzata e lo stealth, seppur basilare. Lara attraverso cespugli e muri fatti di erba riesce ad eliminare col coltello o piccozza il nemico che gli si pone davanti a lei. La fa da protagonista in questo capitolo il fango, Lara si sporcherà e si nasconderà tra la giungla per non farsi vedere dai nemici, un’altra novità che ho apprezzato tantissimo. Ci sono sempre gli stessi stratagemmi per distrarre i nemici come per esempio il lancio di una bottiglia. L’unica pecca è l’intelligenza artificiale che ho trovato troppo semplice in alcune situazioni. Mentre sono davvero strabilianti le sezioni sott’acqua e rispetto a Rise of the Tomb Raider stavolta sono molto più aperte con la possibilità di trovare materiali, erbe e tesori e con l’aggiunta di qualche nemico che ci farà sobbalzare dalla sedia se non si è preparati. Tornano in grande stile i monoliti da tradurre, ma stavolta bisogna andare alla ricerca di vari monumenti per conoscere le varie lingue antiche del posto.

Io pensavo davvero che con Eidos Montreal ci fosse anche un miglioramento per quanto riguarda la trama e invece anche qui come per Rise è raccontata molto superficialmente con dialoghi che non portano nessuna curiosità ma sopratutto non spicca mai. Dopo aver giocato tutti e tre i capitoli di questo reboot posso chiaramente dire che per mio gusto personale la miglior trama scritta davvero benela possiede il titolo uscito nel 2013 su PlayStation 3, Xbox 360 e PC per poi arrivare in versione remastered anche su PlayStation 4 e Xbox One. Si vedeva che c’era un filo conduttore che teneva il giocatore incollato allo schermo dall’inizio alla fine.

Lara e la profezia Maya

A differenza dei due precedenti capitolo Shadow of the Tomb Raider sembra essere davvero il gioco di Tomb Raider “classico” e più completo che tutti noi stavamo aspettando. Sono tornate le trappole, una delle cose che distingueva i vecchi Tomb Raider, difatti se non si sta attenti rischiamo di morire. Prima di morire in modo vergognoso possiamo notare per una corda quasi per terra. Tornate in grande forma anche le tombe e gli enigmi, davvero sensazionali. Tanta libertà sulla scelta della difficoltà infatti, se giocate a livello difficile le tombe che andrete ad affrontare non avranno aiuti, Lara non potrà dare suggerimenti e non avremo a disposizione l’istinto di sopravvivenza per vedere esattamente cosa fare. Le fasi shooting sono rimaste pressoché identiche ai capitoli precedenti, nel bene e nel male.

Lara e Jonah in questo bellissimo panorama!

Difficile a dirsi ma questo capitolo di Shadow of the Tomb Raider sembra aver preso parecchio spunto dalla serie Uncharted di Naughty Dog, questo perché sembra essere di gran lunga molto più cinematografico. Jonah, il caro amico della ragazza è quasi sempre, tanto da avere alcune interazioni tra di loro come l’aprirsi un varco o affrontare un enigma assieme.

Tornano i falò che sono diventati ormai un punto focale per questo reboot, qui hanno rinnovato l’albero delle abilità rendendolo più personalizzabile. Stavolta ci troviamo di fronte a tre abilità principali: Esploratrice, guerriera e saccheggiatrice. Per quanto riguarda l’Esploratrice, serve appunto a migliorare l’abilità dell’esplorazione e dell’istinto di sopravvivenza; poi troviamo le abilità dedicata alla Guerriera che serve a migliorare il combattimento e le sue armi ed infine; Saccheggiatrice che serve a migliorare le sue abilità stealth e quelle di fabbricazione. Vi ricordo infatti che, come detto più su, troverete dei materiali e questi serviranno appunto a creare e potenziare le nostre armi quali: arco, pistola, fucili, fucili a pompa. Il tutto avviene in maniera molto facile nulla di così complicato, il problema però avviene quando, arrivati a un punto della storia saremo svuotati di tutto l’armamentario e tutta la fatica che abbiamo fatto per sbloccare abilità e potenziamenti sarà servita a poco e niente. Fortunatamente però, verso la fine recupereremo il nostro equipaggiamento per affrontare gli ultimi istanti del gioco diventando il classico reboot di Tomb Raider che abbiamo conosciuto negli anni e che sinceramente ha sempre divertito. Devo dire che le fasi shooting sono pensate davvero bene, stavolta non è tutto un sparare a destra e a manca come si potrebbe pensare. Per ultimo ma non per questo meno importante, nei villaggi troveremo i mercatini, qui grazie all’oro che andremo a raccogliere avremo la possibilità di acquistare: armi, vestiti che ci daranno qualche potenziamento in più, borse per avere più munizioni per pistole e fucili e cosi via.

Una volta portata a termine la storia si potrà continuare a cercare i collezionabili, scoprire i monoliti che vi siete persi durante la vostra avventura e affrontare le tombe opzionali. Non è tutto si sblocca anche la Nuova Partita + dove potremo iniziare la nuova partita con abilità e armi già potenziate della partita precedente, inoltre si ha la possibilità di scegliere tre cammini ossia: Il cammino dell’aquila, del giaguaro e del serpente. Per ogni cammino scelto si avrà un arma esclusiva e un vestito che vi porterà un tipo di potenziamento.

Lara Croft alle prese con il primo enigma

Panorami da mozzare il fiato

A livello tecnico su PlayStation 4 Fat si comporta davvero bene, notevole la fluidità dei movimenti di Lara, delle piante, degli animali è stato fatto un ottimo lavoro. C’è stato un notevole miglioramento dal punto di vista grafico anche se, gli npc sembrano abbiano subito un copia incolla nelle espressioni facciali. Diciamo che da questo lato gli sviluppatori potevano sicuramente osare di più. La colonna sonora è davvero avvolgente e convincente ma con qualche riserva. Mi direte: “in che senso”? Ho notato che il più delle volte quando andiamo in esplorazione alla ricerca di collezionabili che la musica diventa leggermente pesante da ascoltare, il più delle volte lo si nota quando parliamo con un personaggio e il volume aumenta. Pensate che verso il finale mentre Lara parla con Jonah e non sono riuscito a capire cosa dicevano perché il volume era davvero alto. Non riesco a concepire come abbiano fatto il campionamento dell’audio ma, al dil à di questo, nulla a che vedere col divertimento che riserva il gioco.

I trofei di Shadow of the Tomb Raider

I trofei di Shadow of the Tomb Raider si basano principalmente sulle uccisioni in stealth, scoprire tutti i monoliti, fare tutte le tombe, sbloccare tutte le abilità al 100% e tanti altri ancora. In tutto sono 64, di cui 60 di bronzo, 2 d’argento e l’immancabile platino.

  • 8.5/10
    VOTO - 8.5/10
8.5/10

Commento Finale

In Shadow of the Tomb Raider per la prima volta entrano a lavorare gli Eidos Interactive apportando qualche innovazione al reboot di Crystal Dinamics creato nel 2013. Un capitolo che da tanta libertà all’esplorazione, tante tombe ed enigmi da scoprire. Interessanti fasi stealth e buone fasi shooting che sono rimaste pressoché identiche ai capitoli precedenti. Il gioco offre diversi livelli di difficoltà con molta personalizzazione, se giocato a difficoltà elevata vi ricorderà assolutamente i primi Tomb Raider in quanto le tombe saranno davvero difficili da affrontare senza suggerimenti e senza istinto di sopravvivenza. Dal punto di vista tecnico è eccezionale, da rimanere a bocca aperta. Qualche nota negativa per il campionamento audio che in diversi momenti ho trovato fastidioso ed irritante. E’ comunque un Tomb Raider che pone le basi per una prossima trilogia che quasi sicuramente ci sarà.

Pubblicità

Pubblicità