Steel Ball Run #8 – Recensione

Ci siamo, tutte le informazioni sono state messe in comune da quelli che ora non faticheremmo a chiamare i nostri tre protagonisti. Lucy, già coinvolta nelle sottotrame della corsa, entra a far parte della squadra “Jojo”, nella quale vede l’unica speranza di sopravvivenza per lei e suo marito. Salvata dal sicario del presidente Valentine, la giovanissima signora Steel diventerà una nuova e subdola arma nelle mani di J.Lo che la convince ad avvicinarsi al presidente e sottrargli il cuore della reliquia. L’ottavo volume si fa carico delle aspettative prodotte nell’albo precedente: tutti i tasselli sono al loro posto, i ruoli ben definiti, nuove collaborazioni nascono e si abbattono sui nostri eroi; sarà un volume soddisfacente.

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Forgia dell’umanità 

Iniziamo ovviamente con la seconda parte di uno scontro che lascia l’amaro in bocca per via dei suoi partecipanti: sulle sponde di un fiume Johnny e J.Lo vengono attaccati da Diego Brando (per via dei dinosauri) e da quello che presumibilmente sarà il suo nuovo collaboratore a soldo del presidente Valentine. Tante (troppe) cose “spiacevoli” accadono su quelle sponde: chi muore, chi viene brutalmente ferito e chi rivela le proprie intenzioni; ma per ognuna di queste condizioni avverse, se ne verificano altrettante di favorevoli. Quello che avviene lungo il fiume provoca un’ambivalenza emotiva, come se qualcosa di potente e positivo debba nascere in seguito ad uno stimolo brusco e violento: il miglioramento deriva dalla sofferenza.

Il Dio Denaro

Un tema già sentito nei volumi precedenti torna bruscamente a sollecitare la nostra morale: il denaro. A prescindere dal suo nobile o meno impiego, il denaro è la creazione umana che più di tutte ha soggiogato il suo creatore. Tutti i concorrenti, tranne forse Johnny Joestar, competono per il montepremi di cinquanta milioni di dollari: per godersi i piaceri della vita, per salvare una vita, per salvaguardare la propria terra o redimersi agli occhi del mondo. In questo volume, il capitale economico spadroneggia portando gli esseri umani alle più bieche meschinità nei confronti del prossimo. Qui non c’è onore o una faccenda personale, come spesso si giustifica l’antagonista di turno: qui c’è solo denaro.