Super eroi nello spazio – Recensione

Super eroi nello spazio
Super eroi nello spazio Book Cover Super eroi nello spazio
Supereroistico
Panini Comics
01/11/2018
19.8X28.8
256

 

"Un'unica e vasta selezione delle più belle storie Marvel legate all'esplorazione spaziale! Unisciti agli eroi più potenti e vivi con loro delle avventure tra le stelle in questo volume creato in collaborazione con l'Agenzia Spaziale Italiana."

“Spazio, ultima frontiera.”

Questa frase porta con sé un grande fardello introdotto da una serie fantascientifica che ha letteralmente cambiato il mondo della televisione, Star Trek. La utilizzo perché è proprio lo spazio intenso come un luogo fisico che verte a un certo punto sul metafisico grazie alla nostra immaginazione. Lo spazio ha creato leggende, ha dato il via a delle saghe fantastiche ed è quella parte sconosciuta che ci circonda e accende le fantasie di tutti. Anche nel mondo del fumetto questo tempo è stato sfruttato appieno nel corso delle decadi e alcune volte ha cambiato la vita delle persone. Marvel e Panini Comics hanno voluto ricordarci l’importanza dello spazio e di ciò che ha la capacità di trasmettere con una raccolta parecchio interessante per diversi motivi, Super Eroi nello Spazio.

In assenza di gravità

In primis bisogna dire che questa raccolta non è firmata solo da Panini – Marvel, ma anche da ASI (Agenzia Spaziale Italiana) e questo rappresenta il primo motivo dell’interesse. Grazie a questa collaborazione possiamo leggere un’introduzione parecchio interessante di Francesco Rea, il responsabile della comunicazione dell’Agenzia Spaziale Italiana. Alla fine del volumone troviamo invece alcune curiosità sullo spazio, sull’ASI e sugli astronauti italiani. Si tratta di piccolezze, ma molto piacevoli per tutti i fan.

Le storie rappresentano il secondo motivo per cui è molto interessante questa raccolta. A comporre l’albo sono 14 storie diverse datate di anni totalmente diversi, ma vi parlerò solo di alcune storie. Ad aprire l’albo non poteva che esserci la storia che bisognava inserire per il rispetto verso la scienza e lo spazio, ossia, il primo numero dei Fantastici Quattro. Scritta da Stan Lee e disegnata da Jack Kirby questa storia rappresenta la nascita di uno dei più grandi gruppi supereroistici del mondo. Lo stile unico di Kirby si presta a una storia forse un po’ troppo semplice, ma che lascia quei brividi per il peso storico che porta sulle proprie spalle.

Dirigiamoci un attimo nel 2012 con la storia “Il Più Grande Super Eroe della Galassia”, apparsa sulle pagine di Amazing Spider-Man 680-681. Stavolta i Fantastici Quattro hanno un ruolo marginale come quartetto in quanto Peter è aiutato da Johnny Storm. Si tratta di una storia in due parti in cui sarebbe meglio conoscere le storie di Spidey con i Fantastici Quattro, ma la sceneggiatura di Dan Slott e Chris Yost fa il suo lavoro in ogni caso. A migliorare il tutto ci pensano poi i precisi e dettagliati tratti di Giuseppe Camuncoli.

Ora torniamo indietro nel 1976 (nemmeno fossimo nel Ritorno al Futuro) con la storia apparsa in X-Men 99, “Nessun X-Man Ha Mai Amato Tanto”. La storia di Chris Claremont coadiuvata con i disegni di Dave Cockrum inizia con un’azione da capogiro ed è un vorticoso crescere di emozioni. Si tratta di una storia in cui si parla di Fenice e con questo argomento si prosegue con il numero 100. Successivamente si va verso “Io Sono Fenice!” del 1987 per poi tornare nuovamente nel 1976 con “Come Una Fenice Dalle Ceneri”, una storia apparsa su X-Men 101.

In definitiva si tratta di una raccolta dedicata agli amanti dello spazio oltre che degli eroi, ma è qualcosa di più. Grazie a una tale varietà di storie e di eroi potrebbe essere il modo perfetto per far avvicinare il vostro figlio, fratellino o cuginetto (ovviamente vale lo stesso discorso anche per il sesso femminile) allo spazio, alla scienza e ai fumetto. Lo spazio ci insegna parecchio sull’umanità, sull’importanza di collaborare e di lottare per il bene comune. Per questo motivo i Fantastici Quattro rappresentano un baluardo di grande potenza grazie ai protagonisti scienziati e piloti che in primo luogo cercano le scoperte e non solo il combattimento. Detto questo, torno all’ultimo episodio di Star Trek Discovery.

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