Monkey Punch: i ricordi di un genio scomparso e del suo Lupin III

Lupin III

Pensare a Lupin è un po’ come pensare alla Girella, ai Kinder Pinguì e ai pomeriggi passati al parco con gli amici. Pensare a Lupin è un po’ nostalgia, un po’ spensieratezza, un po’ amarezza. È un po’ ricordare tempi passati che mai più torneranno, immersi nella dolce fragilità dell’infanzia.

Pensare a Lupin è amabile dolcezza, contrapposta alla frenesia e alle difficoltà della vita adulta.

Basette, cravatta e giacche dai colori stravaganti, il ladro gentiluomo ha saputo narrare una generazione (o forse anche due) con le sue rocambolesche avventure fatte di furti, intrighi e mistero.

Ricordare la bellezza de “Il Castello di Cagliostro” narrato da un giovane Miyazaki riempie tutt’ora gli occhi di meraviglia per un riarrangiamento del personaggio e dell’anima dell’opera originale, sicuramente meno action e più riflessiva, ma al contempo piena di amore.

Amore. Pensare a Lupin è amore.

E pensare che Lupin non sarà più… È un colpo al cuore.

(Marta Gravina)

Ricordo quando tornavo da scuola, il mio pranzo accompagnato da quella serie animata che però non sono mai riuscito ad inquadrare: Lupin. La serie mi piacque da subito, Lupin era geniale e astuto, le pensava tutte, eppure bastava una bella ragazza e il suo piano più geniale falliva in pochi secondi. Nella maggior parte dei casi era Fujiko la causa dei problemi e fallimenti, ed io non riuscivo mai a capire perché Lupin ne fosse così innamorato.

Arsenio Lupin III mi colpì per la sua goffaggine, il suo altruismo e lealtà e per i suoi “particolari” e fedeli amici Jigen e Goemon.

Difficile poi trovare un film preferito, ne sono usciti tanti, ma quello che all’epoca mi colpì sicuramente subito, appena visto, fu “Il Castello di Cagliostro”. La prima volta che lo vidi, infatti, rimasi sbalordito per la qualità tecnica, i colori e le animazioni. Solo in seguito poi scoprii che era stato diretto da Hayao Miyazaki.

(Valerio Esposito)

l ladro gentiluomo che tutti conosciamo, ha sicuramente fatto parte della mia infanzia , al punto che ho una giacca rossa, una camicia blu ed una cravatta gialla nell’armadio. Lo seguivo ogni giorno ai tempi in cui andava in onda alle 13.30 ogni giorno. I testi de L’incorreggibile Lupin, Hello Lupin ed il Valzer di Lupin li conosco quasi a memoria. Forse per colpa dei palinsesti mediaset, o forse per via della qualità delle stesse, non credo di avere una vera e propria serie preferita. Ma se proprio dovessi scegliere credo che la terza serie, “Lupin, l’incorreggibile Lupin” abbia un ascendente particolare si di me. Lo stesso discorso lo potrei fare per quanto riguarda i film dedicati al caro Lupin. In questo caso infatti, proprio non riesco a decidermi tra Lupin ed il castello di Cagliostro e Lupin e le tattiche degli Angeli.

(Angelo Balzano)

Il mio primo approccio, o almeno ciò che ricordo meglio, con il ladro Lupin fu quando comprai una sua videocassetta in edicola. Ero piccolo, molto piccolo, conoscevo la serie grazie alla televisione, ma quella cassetta la rividi talmente tante volte da impararla quasi a memoria. Gli episodi erano solo due, molto semplici: Lupin su una nave da crociera che affrontava un ricco pelatone fatto di metallo. La sua giacca rossa mi rimase impressa negli anni, e ancora oggi penso che sia il colore che più preferisco su di lui. Così semplice, eppure così efficace. Lupin è sempre stato un’opera di puro intrattenimento, eppure due film sono riusciti a rapirmi completamente. Un dualismo straordinario quello di Verde contro Rosso e La Tomba di Daisuke Jigen. Da una parte, il film ci insegna che non è la persona a essere veramente importante, ma è simbolo che rappresenta. Non importa chi veste i panni di Lupin, Lupin sarà sempre Lupin. Un messaggio forte e sicuro, in totale contrapposizione a ciò ch viene mostrato nell’altro film. La probabile scomparsa di Jigen dal team segna lo spettatore, che teme di aver perso uno dei personaggi chiave. Dunque, è il personaggio a essere importante, o la persona dietro a quella sagoma? Questo pensiero mi ha sempre divertito.

La cura e l’amore dietro agli ultimi lungometraggi, tali la Tomba di Daisuke Jigen e Uno schizzo di sangue per Goemon Ishikawa, hanno mostrato l’amore nei confronti di quel prodotto, e dei suoi personaggi sia da parte dei fan che dei produttori. Persino La donna chiamata Fujiko Mine mostra una qualità altissima, mostrando gli alti livelli che questo brand è riuscito a raggiungere. Lupin ha segnato e continua a segnare un’epoca, anche se il suo creatore è morto, il personaggio continuerà a vivere. Vivrà attraverso le mani dei nuovi sceneggiatori e animatori, e vivrà dentro il cuore dei fan, così come la fiamma di Monkey Punch non smetterà mai di illuminare gli occhi del ladro gentiluomo.

(Gabriele Gemignani)

Personalmente con Lupin III ho un rapporto di doppio amore. Da una parte c’è tutto l’anime, il manga e i videogiochi. Dall’altra invece ci sono le auto e la musica; due punti fermi nella mia esistenza. La piccola Fiat 500 rappresenta per Lupin un auto di grande valore, mentre per me rappresenta quel sogno che mi costringe a sbavare ogni volta che vedo una sfilata delle vecchie e piccole Fiat. La musica in secondo luogo è un elemento che caratterizza l’anime fin dalla sua primissima uscita, ma è quando Yuji Ohno con la sua band prende in mano la situazione che si riscalda il mio cuore. Come molti jazzisti nipponici, è piuttosto sconosciuto e sottovalutato, ma ha dalla sua la personalità che non manca ai musicisti statunitensi ed europei.

L’anime dal canto suo è qualcosa che mi rimarrà dentro forse per sempre vista la sua grande importanza su un periodo della mia vita. Un periodo spericolato e spensierato dettato dalla sregolatezza e dalla volontà d’infrangere ogni regola. Ricordo che ai tempi possedevo una bella collezione dei film d’animazione del ladro gentiluomo e alcune serie ed era uno dei tanti tesori. La potenza di un personaggio come Lupin ha forse influenzato leggermente anche me, ma cosi hanno fatto anche Goemon, Jigen e perché no, anche Zenigata.

Ci sono tanti film che ricordo con grandissimo piacere e tanta malinconia, ma in pole position si trova l’ormai citato da tutti “Il Castello di Cagliostro”. Un film d’animazione che nella sua spensierata semplicità mette a nudo l’animo di Lupin e dei suoi compagni, senza annoiare, senza delle inutili retoriche. Ringrazio profondamente il maestro Monkey Punch (fa ancora strano chiamarlo cosi) per averci donato una piccola perla come Lupin III.

(Rostislav Kovalskiy)

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Havocpoint.it12/06/2020 @ 13:11
Offertona ragazzi!!!!
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Havocpoint.it12/06/2020 @ 11:31
Nel trailer cinematico di debutto rilasciato ieri, Capcom ha rivelato uno scorcio della nuova e suggestiva ambientazione e trama di Resident Evil Village. Ambientato alcuni anni dopo l’acclamato Resident Evil 7 Biohazard, la nuova trama inizia con Ethan e sua moglie Mia che vivono pacificamente in una nuova location, liberi dai loro incubi del passato. Proprio mentre stanno costruendo la loro nuova vita insieme, la tragedia li colpisce ancora una volta. Christ Redfield, il leggendario eroe della serie Resident Evil che ha fatto una breve apparizione in Resident Evil 7 Biohazard, si ricongiunge con la coppia e sconvolge orribilmente la loro vita, lasciando Ethan devastato e gettato in un incubo completamente nuovo.



L'azione in prima persona in Resident Evil Village inizia con i giocatori che assumono il ruolo di un Ethan sconvolto e distrutto mentre cerca di scoprire i nuovi e misteriosi orrori che affliggono un villaggio un tempo pacifico. Nel corso di questo terrificante viaggio, i giocatori arrancheranno per ogni singolo respiro, mentre saranno cacciati da nuovi nemici feroci che hanno infestato la zona innevata. Incanalando le capacità delle console Next-Gen, il realismo dettagliato e l'implacabile sensazione di paura aumenteranno ad ogni disperata battaglia per la sopravvivenza, mentre i momenti di calma lasceranno i giocatori a chiedersi quali nuovi orrori li attendono.
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Resident Evil Village - Trailer di annuncio 4K (SUB ITA)
Ieri sera, in occasione dell’evento digitale di Playstation “Future of Gaming”, Capcom, sviluppatore ed editore leader mondiale di videogiochi, ha annunciato...
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Havocpoint.it12/06/2020 @ 11:30
Square Enix Ltd. e Disney hanno annunciato che KINGDOM HEARTS HD 1.5 + 2.5 ReMIX e KINGDOM HEARTS HD 2.8 Final Chapter Prologue ora possono essere scaricati tramite Xbox Game Pass. I membri di Xbox Game Pass possono anche accedere all’acclamato KINGDOM HEARTS III come parte dell’abbonamento mensile, cosa che permette ai fan di vecchia data e ai nuovi eroi del Keyblade di scoprire l’intera saga di KINGDOM HEARTS sulla famiglia di dispositivi Xbox One.

KINGDOM HEARTS HD 1.5 + 2.5 ReMIX include:
· KINGDOM HEARTS FINAL MIX
· KINGDOM HEARTS Re:Chain of Memories
· KINGDOM HEARTS 358/2 Days (filmati rimasterizzati in HD)
· KINGDOM HEARTS II FINAL MIX
· KINGDOM HEARTS Birth by Sleep FINAL MIX
· KINGDOM HEARTS Re:coded (filmati rimasterizzati in HD)

KINGDOM HEARTS HD 2.8 Final Chapter Prologue include:
· KINGDOM HEARTS Dream Drop Distance HD
· KINGDOM HEARTS χ Back Cover (film)
· KINGDOM HEARTS 0.2 Birth by Sleep –A fragmentary passage–

Inoltre, i giocatori che hanno completato KINGDOM HEARTS III su Xbox One possono mettersi alla prova con il DLC Re Mind * **, un nuovo episodio giocabile in cui Sora combatte dal punto di vista dei suoi amici e svela nuove verità lungo il cammino. Nel DLC i giocatori possono anche affrontare 13 battaglie boss nell’episodio Limitcut e una battaglia boss nell’episodio segreto, divertirsi con la nuova modalità Foto-saluto, provare la funzionalità di Presentazione e scegliere una nuova modalità “Menu Premium”, che include vari livelli di difficoltà e sfide. È anche disponibile il pacchetto KINGDOM HEARTS III Re Mind + Video del concerto, che include tutti i contenuti di KINGDOM HEARTS III Re Mind e anche il video del concerto KINGDOM HEARTS – World of Tres – Orchestra registrato il 30 novembre 2019 a Osaka, in Giappone.
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Havocpoint.it12/06/2020 @ 10:02
I lunedì da supereroi proseguono su Rai4 (canale 21 del digitale terrestre) con la prima stagione in prima visione di “Marvel’s Daredevil”: dal 15 giugno “l’uomo senza paura” creato dal genio di Stan Lee arriva con doppio episodio alle 21.20.

Nato nel 1964 dalla penna di Stan Lee e le matite del disegnatore Bill Everett, Daredevil è uno dei più celebri e amati personaggi Marvel Comics che incarna alla perfezione il principio di “supereroe con super-problemi” caldeggiato dalla Casa delle Idee nel suo periodo di maggior attività creativa. Vittima di un incidente quando era solo un bambino, che lo ha privato della vista, Matt Murdock subisce una misteriosa mutazione a tutti gli altri sensi, acuiti in seguito al contatto con una sostanza radioattiva. Seguendo la sua vocazione di diventare uno stimato avvocato, Matt si impegna anche nella lotta fisica al crimine diventando l’eroe Daredevil, protettore del quartiere Hell’s Kicthen.
Premiata nel 2003 con il prestigioso Will Eisner Award come migliore serie a fumetti continuativa, visto che in 40 anni non ha mai smesso di uscire in edicola, Daredevil ha un imponente seguito di fan tanto da essere stato inserito dal portale IGN al decimo posto tra i 100 migliori eroi dei fumetti. Popolarità che ha portato l’avvocato cieco di Hell’s Kitchen ad essere trasposto al cinema proprio nel 2003, con un lungometraggio interpretato da Ben Affleck, e diventare successivamente protagonista di una fortunata serie tv in tre stagioni prodotta da Marvel Television.

Marvel’s Daredevil è stata ideata da Drew Goddard, sceneggiatore per serie di successo come Lost e Alias e candidato agli Oscar per la sceneggiatura di The Martian – Sopravvissuto di Ridley Scott, nonché regista dell’horror Quella casa nel bosco e del pulp 7 sconosciuti a El Royale. Lo showrunner della prima stagione di Marvel’s Daredevil è invece Steven S. DeKnight, creatore della serie tv Spartacus e regista e sceneggiatore del blockbuster di fantascienza Pacific Rim – La rivolta.
Vincitrice di 1 Staurn Award nel 2016 come migliore serie tv dell’anno e candidata a 2 Emmys, Marvel’s Daredevil detiene tutt’ora uno dei maggiori punteggi nell’aggregatore di recensioni professionali Rotten Tomatoes con il 98% di giudizi critici positivi.

Il successo della serie Marvel’s Daredevil è da imputare a un realismo insolito per i prodotti tratti dai fumetti di supereroi e da un tono adulto che la distingue dalle avventure delle altre opere inserite nel contesto del Marvel Cinematic Universe, nel quale, al cinema, si muovono i celebri film sugli Avengers e in tv Marvel’s Agents of S.H.I.E.L.D. e Marvel’s Runaways.
Inoltre, Marvel’s Daredevil ha fatto da apripista a un ampio progetto seriale che ha compreso anche le serie tv Jessica Jones, Luke Cage e Iron Fist, poi confluite un una stagione crossover intitolata The Defenders.

Nel cast della prima stagione di Marvel’s Daredevil troviamo Charlie Cox (Boadwalk Empire) nei panni dell’avvocato Matt Murdock e del suo alter-ego Daredevil, Elden Henson (Hunger Games – Il canto della rivolta) in quelli dell’amico e collega Foggy Nelson e Deborah Ann Wall (Escape Room) come Karen Page, futura segretaria nello studio legale Nelson & Murdock. Nel ruolo dello storico villain William Fisk, boss della mala noto come Kingpin, troviamo l’attore Vincent D’Onofrio; mentre Rosario Dawson interpreta l’infermiera Claire Temple, personaggio comune a tutte le serie che compongono il progetto The Defenders.
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Havocpoint.it12/06/2020 @ 9:57
Dal 14 giugno i pomeriggi di Rai4 (canale 21 del digitale terrestre) ospiteranno la dodicesima stagione di “Doctor Who”, ogni giorno alle 15.50, con gli episodi in prima visione assoluta che hanno per protagonista l’attrice Jodie Whittaker, il primo Dottore donna nella storia della popolarissima serie tv britannica.
Nata nell’ormai lontano 1963, la serie Doctor Who vede al centro della storia il Dottore, eccentrico protagonista di origine extraterrestre con il potere di reincarnarsi e di viaggiare nello spazio-tempo, che dalla scorsa stagione ha il volto dell’attrice Jodie Whittaker.

Accompagnato dai suoi tre migliori amici, Ryan, Yaz e Graham, il Tredicesimo Dottore è pronto per affrontare le sue sfide più difficili. La serie prende il via con il doppio episodio Spyfall, che già dal titolo omaggia il nuovo corso della celebre saga cinematografica di James Bond, a cui faranno seguito numerose avventure che metteranno i protagonisti faccia a faccia con terrificanti mostri extraterrestri, viaggi nel tempo e una miriade di minacce spaziali, oltre al ritorno di creature storiche per la serie come i Cybermen e i Judoon.

Una stagione caratterizzata anche da guest star del calibro di Stephen Fry, Sir Lenny Henry, Robert Glenister e Goran Višnjić.
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Havocpoint.it ha aggiornato il suo stato.12/06/2020 @ 9:55
Come sospettavo. Sony ha chiarito un po' di faccende su Spider-Man: Miles Morales. Non si tratta di un vero e proprio nuovo gioco, ma di un'espansione che troveremo con la versione PS5 del capitolo già uscito.

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