War of the Realms #2 – Recensione

War of the Realms

L’evento dell’anno è iniziato da due settimane con una guerra immensa, delle morti importanti, altra azione e troppa epicità. Jason Aaron è infatti partito bene, ma con qualche piccolo intoppo. Nulla di grave ovviamente in quanto War of the Realms in due numeri ha già racchiuso più eroi di tantissimi altri eventi precedenti e la sua imponente importanza va oltre il tempo. Il secondo numero non è un modo per farci conoscere altri personaggi, ma è già l’azione più viva e cruda in cui l’autore ci getta senza pietà. Inutile dire che lo spoiler del primo numero è nell’aria.

La battaglia contro le forze di Malekith imperversa in tutto il mondo e sembra chiara una cosa: il male è più forte e crudele che mai. Stavolta infatti sembra che il destino della terra sia veramente segnato da un nemico potente, astuto e con un esercito variegato. Anche i buoni hanno però i loro assi nella manica, tra cui Punisher, Iron Fist e un arrabbiato e forse leggermente ubriaco Logan. Wolverine compare infatti nell’evento, sorprendendo un po’ tutti, visto che lo credevano morto. Intanto Jane Foster decide di gettarsi nello scontro come una vera guerriera, nonostante sia senza poteri e senza il martello di Thor, che continua a essere assente. Qualcosa creerà un certo squilibrio però, ma è spoiler.

Il secondo numero di Jason Aaron è solido e fluido come dovrebbe essere un fumetto di questa portata. I personaggi si presentano con il loro tipico carattere e sono riuscito a sentire l’odore del whisky di Wolverine da casa mia. Cosi anche gli altri personaggi, che lottano sulle strade, ma senza dimenticare qualche battuta divertente. Tony Stark in questo caso mi ha fatto fare qualche piccolo sorriso. La costruzione narrativa chiaramente vuole comunque dimostrarci che non dobbiamo fidarci troppo dei numeri precedenti e delle sue morti, ma capire che si tratta di un fumetto in cui l’inganno (no, non è un riferimento a Loki) è la normalità degli eventi.

Alle matite Russell Dauterman da il meglio delle sue abilità con una battaglia piena di personaggi, ma sfrutta qualche piccolo escamotage. Non inserendo troppi personaggi nella stessa vignetta Russel garantisce una buona resa qualitativa, rinunciando a qualche scena. I volti giocano un ruolo importante con delle espressioni che in certi punti finiscono per colpire in modo davvero deciso. Dall’altra parte i colori molto leggeri e delicati di Matthew Wilson danno quel tocco di classe in più.

War of the Realms 2

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