Lapis X Labyrinth – Recensione

Lapis X Labyrinth è finalmente arrivato. Se si parla di Nippon Ichi Software non può che venire in mente la decennale saga di JRPG tattici Disgaea, nata nel 2003 e che tutt’ora continua ad appassionare pletore di videogiocatori. NIS, però, non è soltanto questo. Alla casa nipponica piace anche infatti creare titoli di sicuro minor impatto, ma che riescono ad attirare quella ristretta cerchia di appassionati di JRPG a cui della trama frega veramente, ma veramente poco.

Ed è questo il caso di Lapis x Labyrinth, action-JRPG in due dimensioni che sconfina nel dungeon crawler e nel loot gathering game, creando un’accozzaglia di sottogeneri amalgamati in maniera… Particolarmente convincente.

Oh my loot!

La nostra avventura parte con due eroi creati nell’immediato scegliendo classe, colore dei capelli, nome, voce e poco altro, lasciando poco spazio al gioco di ruolo e alla caratterizzazione, ma permettendo al giocatore di gettarsi immediatamente nell’avventura. Dovremo ridare vita a un piccolo villaggio un tempo meta di avventurieri, ora rimasto senza un soldo. E per farlo… Dovremo esplorare il classico dungeon pieno di insidie, nemici, tesori e gemme.

Aperta e chiusa la sterile premessa narrativa, passiamo al cuore pulsante di Lapis x Labyrinth: il gameplay. Frenetico, colorato ed estremamente appagante, il titolo Nippon Ichi fonda tutto ciò che riesce a dare al giocatore sulla parametria. Attenzione, però: portare a termine Lapis x Labyrinth non si rivelerà particolarmente tedioso e potrete andare avanti tranquillamente a suon di button smashing. In questo modo, però, non arriverete al cuore pulsante del titolo.

Le classi da scegliere per creare il nostro party sono otto, alcune piuttosto classiche, altre più particolari, tipo la Maid. La scelta è completamente a vostro carico, potrete anche costruire un party di quattro personaggi della stessa classe o creare combinazioni diverse in base al vostro stile. Una volta scelto il leader, gli altri personaggi si impileranno letteralmente sulla sua testa. Non potranno combattere in contemporanea, ma garantiranno vari bonus e potranno essere utilizzati per attacchi speciali ricaricabili a tempo.

Il leader, dal canto suo, avrà a disposizione diverse tipologie di attacco incatenabili mediante anche la pressione dei tasti direzionali, e un’abilità specifica per la classe. Un classico action-jrpg, direte voi, ma il cuore pulsante di cui parlavamo prima non l’abbiamo ancora trovato. Il looting.

Big chest ahead

Ogni volta che scenderemo nel labirinto avremo a disposizione cinque minuti per trovare tutti i sigilli che bloccano i portali al piano successivo e distruggerli. Nel mentre, potremo fare razzia di qualsiasi oggetto, scrigno e drop che troveremo sul nostro percorso. Ad aiutarci nella raccolta interverrà anche la Fever Mode, una modalità che si attiverà col passare del tempo che ci renderà invincibili e ci permetterà di aumentare il contatore della combo dei tesori, donandoci anche bonus permanenti per il resto del livello.

Tutto bello, tutto divertente, tutto colorato, sì ma qualcosa che non va c’è. Sebbene i mostri siano diversi tra loro ed ognuno con punti deboli e abilità specifiche, col passare del tempo si inizierà a notare il difetto principale di Lapis x Labyrinth: la ripetitività. Ogni quest sarà composta da alcuni livelli iniziali in cui dovrete per l’appunto distruggere i sigilli per sbloccare i portali, e un livello finale con un boss più o meno duro a seconda della missione che state affrontando.

l variare degli sfondi non è così significativo e il level design, col tempo, darà sempre più l’impressione di essere un insieme di asset riutilizzati senza grande attenzione per i dettagli. Ogni livello rimane comunque coloratissimo e piacevole da vedere, ma alla lunga… Sempre uguale al precedente.

Il livello di sfida, invece, sarà in crescita sempre graduale e precisa. Inizialmente sarà facilissimo ottenere valutazioni elevate alla fine degli stage, ma col passare delle quest dovrete sempre più far caso alla parametria degli equipaggiamenti e al bilanciamento del team.

Ogni membro potrà equipaggiare un’arma, un’armatura e un artefatto che ne varieranno le varie abilità e caratteristiche, tutti oggetti che otterrete, ovviamente, raccogliendoli nei livelli e che potrete potenziare nelle varie strutture che sbloccherete col proseguire dell’avventura nel nostro amato villaggio.

Da una taverna fast food che ci dona cibo in cambio di denaro, a una commerciante che fa del baratto la sua vita, passando per un fabbro poco raccomandabile fino ad arrivare alla maestra di arti marziali in grado di aumentare le caratteristiche dei nostri chibi guerrieri, la città si riempirà sempre più di possibilità di miglioramento e personalizzazione, facendo man mano scoprire sempre più quanto possa essere divertente giocare a Lapis X Labyrinth.

Per chi se lo stesse chiedendo, no, non c’è localizzazione italiana del titolo, fruibile sottotitolato in inglese. Come un po’ per tutti i titoli Nippon Ichi Software.

Lapis X Labyrinth
  • 7.8/10
    - 7.8/10
7.8/10

Commento Finale

Lapis X Labyrinth è il paradiso per chi ama i dungeon crawler con una spiccata propensione al looting. Frenetico, galvanizzante e divertente, coloratissimo e giapponesissimo, il titolo di Nippon Ichi Software saprà regalare grosse soddisfazioni a tutti coloro che avranno la pazienza di scovarne i piccoli segreti e le meccaniche nascoste che lo portano lontano dal completamento per button smashing. La ripetitività di fondo ce l’aspettavamo, vista la struttura di base del gioco, e la mancanza di localizzazione italiana potrebbe allontanare i non avvezzi. Ma fidatevi: se siete amanti del genere, non ne rimarrete delusi.

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