Nintendo e quella geniale mossa dello Switch Lite

Le console portatili per noi sono una normalità da tantissimi anni e ammettiamolo, a volte sono una vera comodità. Portare in giro un videogioco, giocarci un po’ ovunque, senza avere i limiti dettati dalla console casalinga è una cosa fantastica. Personalmente ricordo ancora le giornate passate a giocare a Pokemon sul GameBoy Color e a Metal Gear Solid sulla vecchia PSP. Ovviamente ho avuto anche quelle console che non avevano un nome. Le cinesate che permettevano di giocare a Tetris o ai giochi semplici realizzati con dei semplici quadrati. Proprio la portabilità di una console accendeva quel pallino in me e talvolta mi faceva passare delle notti insonni in compagni di amici a combattere contro i mostri in Monster Hunter o a lottare contro i boss in MGS Peace Walker.

Proprio questi motivi mi hanno sempre spinto ad allontanarmi da Nintendo Switch, che di portabile aveva solo il nome. Vedere gli amici camminare con delle piccole valigette contenenti la console, alcuni gadget e i giochi era un pugno in un occhio, ma loro erano (e forse lo sono ancora) felici di quel gigante che portavano in giro. A volte era possibile vedere qualcuno con un tablet, un telefono, un power bank e un Nintendo Switch. Persone che trasportavano pesi per giocare o guardare i film, ma felici (o almeno lo sembravano). L’annuncio di una versione più piccola di Switch mi ha quindi scosso profondamente e in modo altamente positivo.

Nintendo Switch Lite è in effetti una mossa parecchio saggia per il videogioco e i videogiocatori. Non starò qui a parlare dei numeri in quanto potete leggere l’ottimo articolo di Tommaso Stio sulle pagine di Gameplay.cafe al riguardo. Quello di cui parlo è qualcosa di più personale, viscerale e umano. Un pensiero che non deve essere per forza condivisibile, ma che in un certo senso è qualcosa di cosi logico da lasciare fuori da ogni ragionevole dubbio.

Nintendo Switch Lite è qualcosa che sinceramente attendevo per diversi motivi. Il primo tra questi è palesemente la sua portabilità. Avere qualcosa di più piccolo, maneggevole e trasportabile è un’ottima notizia per chi non gioca solamente sul trono sacro. La nuova dimensione è adatta per praticamente ogni zainetto o tracolla e per ogni ragazzo di giovane età che non vuole portarsi dietro mille cose. Qui viene il secondo punto, che forse è quello più importante.

Ho sempre trovato dubbia la resistenza di un Nintendo Switch e provandolo più e più volte la sensazione era quella di giocare con qualcosa di fragile, e pronto a rompersi. Non è colpa dell’azienda ovviamente, anche se un po’ di attenzione in più potevano metterci tranquillamente. Ragionando tranquillamente, senza arrabbiarsi troppi, si capisce che una console è fatta sopratutto per un pubblico giovane e anche per noi (non viceversa). Un bambino difficilmente apprezzerà un tablet gigante da portare in giro, ma con troppa attenzione. Difatti, quelli che vediamo con lo Switch sono sempre adulti o per lo meno è quello che vedo in giro per l’Europa. Tralasciando i piccoli e singoli casi ovviamente.

Una console portatile, fatta su misura per un giovane ragazzo, ma anche per un vecchio pirata che vuole viaggiare leggero e tranquillo è ciò che ci voleva fin dal suo annuncio. La speranza ovviamente è quella di avere una console robusta, che non scricchioli come fa il pad della mia amata PS4. Parlo di scricchiolii subdoli, lamentosi e maligni. Quelli che fanno presagire la morte dell’oggetto a brevissimo.

L’unico neo di questa versione Lite è l’impossibilità di collegarla alla televisione. Ragionandoci, però, ci si rende conto che si tratta di una feature abbastanza inutile, anche se alcuni titoli visivamente ne risentiranno leggermente, ma il guadagnato è troppo grande per non gioirne.

Insomma, W Nintendo Switch Lite.

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