Ghost-Spider #1 – Recensione

Ghost-Spider

Finalmente siamo arrivati a questo punto. Un momento solenne per un personaggio non messo troppo in evidenza, ma che personalmente apprezzo fin dall’inizio, Gwen Stacy nei panni di Spider-Man, Spider-Woman, Spider-Gwen… no, Ghost-Spider. Finalmente Gwen ha il suo nome ufficiale, quello che nella precedente serie era solo un pensiero, ma che ora è concreto come lo sono il sole e la luna. Iniziamo però quest’avventura nel migliore dei modi, con un viaggio, un problema e un vecchio incontro.

Gwen ha i suoi problemi nella vita, questo lo sappiamo. È giovane e affronta le sue fasi, ha un potere che le coperta diversi problemi, ha perso diversi amici negli ultimi mesi e ha anche dei problemi con i suoi nuovi poteri. La pressione, i problemi e una propensione al vedere il buon Peter Parker la riportano sulla Terra 616, ma come sempre arriva il problema primario durante il viaggio tra le dimensioni. Si tratta della scomparsa dei poteri. Peter Parker non perde tempo e scopre il motivo di questo cambiamento, mentre la giovane Gwen decide di rilassarsi iniziando a frequentare le lezioni in un mondo in cui nessuno sa della sua esistenza.

Seanan McGuire scrive una storia divertente, veloce e ben caratterizzata. Non abbiamo la vera azione, ma piuttosto il preludio di qualcosa che potrebbe arrivare. La speranza ora è quella di non vedere delle scene e dei risvolti un po’ vuoti. La parte più interessante però la giocano le matite di Takeshi Miyazawa, che descrive in modo minuzioso, ma senza mai stancare ogni scena dell’albo. I personaggi hanno una loro fisicità slanciata, agile e pronta al combattimento, mentre i volti esprimono le mille emozioni, ma senza troppo sforzo.

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