Napoli Comicon, i disegni rubati e gli autori scomparsi

Il fumetto è un modo per veicolare dei messaggi e delle storie che ho sempre apprezzato e altrettanto ho sempre amato i personaggi che non potrebbero esistere in questa nostra realtà, ma che vivono una vita propria sulla carta. Purtroppo si tratta di un mondo creato da noi, esseri umani, e quindi talvolta è soggetto a dei problemi un po’ spiacevoli. L’ultimo di questi è avvenuto qualche mese fa durante il Comicon di Napoli, ma è andato in risalto solo qualche giorno fa.

Come ogni fiera del fumetto, anche Napoli Comicon ha i suoi concorsi e le sue premiazioni. Esiste il premio Imago dedicato ai giovani disegnatori wannabe e quest’anno è stato assegnato anche uno speciale insieme alla Città della Scienza. Tutto bello, ma forse anche troppo bello per essere vero. In effetti il problema è arrivato con un grande ritardo rispetto all’assegnazione del premio, ma meglio tardi che mai.

Il 7 ottobre su Twitter il disegnatore Brett Booth scrive alla pagina ufficiale del Comicon su Twitter facendo notare che in realtà il premio vinto è stato semplicemente ricalcato dal suo disegno originale di Supergirl. Qui casca l’asino e arrivano i problemi. Diventa quindi chiara una cosa sola: “il disegno dei vincitori è un mero plagio”. Su Twitter scoppia un po’ la polemica di tutti coloro che giustamente hanno trovato ripugnante questo modo di comportarsi da parte dei due autori, mentre altri si scagliano contro il Comicon, che purtroppo non poteva prevedere una tale mossa dei disegnatori. Se da una parte è vero che bisognerebbe controllare in modo capillare i disegni, dall’altra parte è chiaro che controllare tutti i disegnati fatti fino a quel momento è umanamente impossibile. Altrettanto vero è che non c’era una regola che proibiva la ricalcatura del disegno.

Come potete vedere Aureka non è solo uguale a Supergirl, ma sovrapponendo le due immagini, si ottiene la stessa identica persona.

Comicon Napoli

Gli autori, Leandra Di Meo e Dario Santaniello, hanno invece pensato bene di pavoneggiarsi davanti agli schermi dopo la loro vittoria, immeritata. Purtroppo attualmente è impossibile chiedere qualcosa ai due “autori” in quanto hanno deciso (giustamente) di sparire dalle reti in modo evitare la grande shitstorm. Sul sito NerdMovieProductions è però apparsa una dichiarazione a dir poco strana.

“Non so come sia potuto succedere. È vero che ho fatto delle ricerche sul web per trovare delle reference grafiche di tipo supereroistico ed è anche possibile che abbia visto la pin up disegnata da Brett Booth, artista che nemmeno conoscevo, ma poi ho proceduto per conto mio. Mi sono andata a riguardare perfino i dipinti di Alphonse Mucha per trarre ispirazione. È altrettanto vero che Eureka assomiglia ai personaggi di Jim Lee, artista nella cui factory, ho scoperto, Booth ha lavorato. Mi scuso per tutto quanto si è potuto generare a causa, però, di qualcosa di cui non mi sento colpevole.”

Questa dichiarazione non è solo l’arroganza di una persona che cerca di scaricare la colpa sull’autore originale con “ È altrettanto vero che Eureka assomiglia ai personaggi di Jim Lee, artista nella cui factory, ho scoperto, Booth ha lavorato”, ma poi colpisce con una frase ancora più pensate. Non le frega molto di questo in quanto non si sente in colpa per aver rubato un lavoro altrui. Tutto questo stupisce e rende allo stesso tempo tristi. Si tratta di una piccola sconfitta nel mondo dei fumetti. Ovviamente queste cose accadevano prima e accadranno anche in futuro, ma una notizia cosi colpisce sempre in modo piuttosto negativo.

Se i due autori vogliono parlare dell’accaduto e spiegare meglio questa strana situazione allora invito a scrivere a r.kovalskiy@havocpoint.it. Perché si può uscire da un problema con dignità, senza passare per dei semplici ladri.

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