Lucca Comics and Games: Hirohiko Araki teme i fan

Rieccomi di ritorno da “Il più emozionante appuntamento europeo nell’ambito dei fumetti, dell’animazione, dei giochi di ruolo e da tavolo, dei videogiochi e del fantasy” a detta loro e per le edizioni passate concorderei, ma quest’anno va detto anche altro. Sappiamo tutti quanto sia famoso il Lucca Comics and Games a livello mondiale per la presenza di ospiti di un certo calibro, quantità di eventi, iniziative e materiale che (grazie ad un organico efficiente) si amalgamano in un’esperienza unica nel suo genere. Ma non quest’anno.

Sono stati due gli elementi disturbanti dell’evento: pioggia e deficienza logistica. La prima ha provocato una certa reticenza tra i partecipanti e tra i cosplayer, sfoltendone il numero soprattutto nei primi due giorni dell’evento accompagnati da un cielo grigio e un vento gelido. Una pessima condizione climatica ovviamente non è una colpa, non si può criticare un evento vessato dal maltempo ma al contrario si può giudicare ampiamente la scarsa organizzazione rivelatasi quest’anno.

Ci sono sempre stati programmi e cartine cartacee dell’evento alla base del movimento e della distribuzione di informazioni in fiera così da non dover essere sempre dipendenti dagli smartphone ma, come se non ne fossimo già abbastanza assoggettati durante tutto l’anno, la fonte prioritaria di informazioni e movimento (e più facilmente reperibile dei materiali sopra citati) è stata un’applicazione a mio parere ancora in fase di sviluppo.

Nei vari stand adibiti a biglietterie ad ogni richiesta di informazioni tutti i membri dello staff hanno risposto allo stesso modo:”Controlla sull’app” nonostante fosse imprecisa e per nulla dettagliata, ancora una volta la tecnologia non riusciva a soddisfare una richiesta, un pò come un centralino automatizzato con opzioni limitate.

Morale della favola, circa due ore e mezza sono andate sprecate cercando l’ufficio preposto all’accredito stampa, dal momento che a chiunque chiedessimo ci faceva raggiungere punti della fiera nei quali ci facevano andare altrove per ottenere altre informazioni sbagliate; solo dei colleghi sono stati abbastanza efficienti da indirizzarci dove dovevamo andare e dove nessun altro, compresi i membri dell’info point, aveva saputo indicarci.

LA BEFFA AL DANNO

Tra gli ospiti di punta di quest’anno, per la gioia di migliaia di fan che seguono con passione il suo lavoro e motivati nell’intraprendere file di svariate ore solo per acquistare un suo volume commemorativo, abbiamo avuto Hirohiko Araki. Un uomo a cui servono poche presentazioni ma per chi non lo sapesse è l’autore (tra le varie opere) de “Le Bizzarre Avventure Di Jojo”. Data la presenza di costui, la casa editrice Star Comics ha deciso di dedicare il suo stand interamente a “Le Bizzarre Avventure Di Jojo” in suo onore, sia all’interno che all’esterno tanto da tralasciare il proprio logo.

QUELLO CHE ANCORA NON È STATO DETTO

Mentre ci trovavamo all’interno dello stand “Star Comics” siamo venuti a conoscenza di una preziosa informazione tramite i membri addetti al merchandising e lo staff: Araki sarebbe venuto lì a vedere come avevano organizzato il tutto e ad incontrare i suoi fan. Sembra una gran cosa direte voi, è venuto da lontano, si sono dati da fare per mostrargli quanto in Italia apprezzino il suo lavoro e quanto altro personale abbiano messo a sua totale disposizione…ma qualcosa non andò come da programma.

Eravamo lì ad aspettare, a sentire gli addetti alla sicurezza che stavano organizzando le modalità di ingresso e uscita, pronti a deviare e gestire il flusso costante di fan. E poi il declino. Hirohiko Araki, ospite di punta del Lucca Comics and Games 2019 arrivò con un mezzo dai vetri oscurati, vide la folla ignara del suo arrivo intenta ad acquistare le sue opere e, come impaurito, decise di andarsene. Sono rimasto svariati minuti a dialogare con il membro dello staff che stava organizzando, anzi che aveva organizzato, il suo arrivo presso lo stand a lui dedicato cercando di capire cosa può spingere un uomo tanto idolatrato a non voler essere partecipe di una tale fama entrando nel panico.

Forse Araki disegna personaggi molto eccentrici ed estroversi proprio per compensare a quello che in realtà è il suo carattere. Uno degli elementi chiave de “Le Bizzarre Avventure Di Jojo” è lo Stand, una manifestazione dello spirito combattivo che potrebbe anche prendere il sopravvento ed uccidere l’ospite di questo potere qualora l’essere umano non sia abbastanza determinato da controllarlo: è quasi ironico pensare che se Araki fosse nella sua stessa opera, soccomberebbe sotto il peso della sua stessa creazione. Io in primis ero un grande fan, suo e del suo lavoro, ma appena sentii le parole dell’organizzatore “Araki non viene più, non se la sente perchè c’è troppa gente. Sembrava spaventato.” non potei provare altro che delusione.

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