Quattro chiacchiere con Fiore Manni

Fiore Manni

Fiore Manni è una giovane scrittrice che in passato ne ha fatte di cose. La sua prima opera scritta era Jack e la Chiave di Tutte le Cose, che mi è ovviamente piaciuto per la sua leggerezza e narrazione. Il secondo, appena uscito, è Jack e Il Viaggiatore dai Mille Volti. Entrambi i libri sono editi da Rizzoli, ma in questo articolo potete leggere un po’ di scambio di battute con l’autrice.

Domanda: Ciao Fiore e benvenuta sulle pagine digitali di HavocPoint. Nella tua vita hai fatto svariati lavori, passando dalla moda alla televisione. Non ti sei mai fermata insomma. Cosa ti spinge a percorrere le cosi tante direzioni e non soffermarti su un singolo percorso?

Fiore: Ciao! Grazie mille per la domanda. Ho iniziato un percorso lavorativo “affollato” e frenetico perché stavo cercando di arrivare a quello che volevo davvero fare, ovvero la scrittura. Adesso che ho iniziato questa nuova carriera penso proprio che non cambierò idea, anzi, mi impegnerò ancora di più per far conoscere ai miei lettori tutti i miei mondi.

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Domanda: Dai tuoi canali social si capisce che sei una grande lettrice. Quanti libri leggi in un anno?

Fiore: Da quando ho scoperto che King legge 80 romanzi l’anno mi sono rimboccata le maniche per cercare di raggiungerlo. L’anno scorso ci sono andata molto vicina, leggendone 70!

Domanda: La lettura ti ha aiutato in qualche modo nella vita di tutti i giorni?

Fiore: Un grandissimo aiuto. Da piccola ero una bambina solitaria, che viveva in un mondo tutto suo, la testa perennemente nelle nuvole. Ho trovato grande conforto nei libri che sono stati davvero i miei migliori amici. I libri mi hanno aiuto a diventare la persona che sono adesso.

Domanda: Parlando dei tuoi libri (Jack e la Chiave di tutte le cose, Jack e il viaggiatore dai mille volti). Come è nata la figura di Jack? Quanto di te c’è in un personaggio cosi particolare?

Fiore: Jack è nato un po’ per caso: avevo iniziato a scrivere una storia “buffa” per far tornare il sorriso a mia madre, dopo la morte di mia nonna. Jack è stata la prima parola che ho scritto. Mi piace pensare che Jack fosse sempre stato lì, ad aspettarmi, pronto a farsi conoscere.
Sono dell’idea che nei personaggi di un romanzo ci sia sempre molto dell’autore, specialmente nei primi scritti. Credo che Jack sia uno specchio della mia infanzia.

Domanda: Quando ti sei decisa a pubblicare il tuo libro e quanto è stato arduo il percorso?

Fiore: Ci ho messo ben due anni prima di trovare il coraggio e far leggere il romanzo a qualcuno che non fossero amici o parenti stretti. Il mio percorso è stato relativamente breve, una volta trovato un agente letterario che credesse nel progetto ho solo aspettato che un editore si innamorasse di Jack.

Domanda: Lo stile con cui scrivi è semplice, fluido, ma descrittivo. In futuro potremo vedere una Fiore più sofisticata con un genere più maturo oppure preferisci continuare sulla strada della letteratura per i ragazzi?

Fiore: Credo che la mia penna, la mia cifra stilistica sia quella, sempre un po’ ironica ma semplice e diretta, dopotutto i miei scrittori preferiti sono tutti inglesi e americani: lo stile è essenziale ed efficace. Non sono una grande fan di scritture ricche di orpelli, mascherano un po’ la sostanza della trama.

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Domanda: La lettura rappresenta un argomento assai acceso ultimamente. Si dice che i giovani leggono davvero poco. Dal tuo lato della vita editoriale, come la vedi questa situazione? Nel caso, in che modo sarebbe possibile avvicinare le giovani meni alla lettura?

Fiore: È vero che c’è un calo, ma ho conosciuto, durante i tour promozionali del libro, tante classi di avidi lettori e di maestre e professori appassionati. È compito degli adulti accendere il fuoco nei ragazzi. È stata mia madre a insegnarmi l’amore per i libri, così come tutte le mie professoresse di italiano.

Domanda: Un giorno ti piacerebbe vedere Jack in televisione o al cinema? Quali attori trovi più adatti ai vari ruoli?

Fiore: Un Jack al cinema sarebbe veramente meraviglioso! Asa Butterfield, quando era più piccolo, sarebbe stato un Jack perfetto!

Domanda: In futuro potresti abbandonare questo mestiere per qualcosa di diverso? Se sì, cosa vorresti fare?

Fiore: Penso che niente al mondo potrebbe sostituire la scrittura. Spero di poter continuare a scrivere per sempre.

Grazie mille per il tuo tempo.

Grazie a voi!

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