I 5 Migliori (e 5 Peggiori) boss di Kingdom Hearts 3

Kingdom Hearts 3

Ormai è passato un anno dal rilascio dell’ultimo capitolo della saga di Kingdom Hearts 3 e ci avviciniamo sempre di più all’uscita di RE: Mind, l’espansione del gioco che promette tante novità, come due nuovi “episodi”, limit cut e segreto ma, soprattutto, 13 nuovi boss, probabilmente i membri dell’organizzazione. Il gioco base, dal canto suo, non manca di boss di ogni tipo: semplici, difficili, divertenti o frustranti. In questo articolo volevo esporre quali secondo me sono i bossi “migliori” e quali i “peggiori” presenti in Kingdom Hearts 3, senza contare – per ovvie ragioni – quelli che verranno aggiunti con RE: Mind. Non si tratta di una vera e propria classifica con un vincitore assoluto e uno sconfitto su tutti i fronti; ciò su cui mi sono concentrato è soprattutto il design dei boss, senza dare troppa importanza (ma nemmeno troppa poca) al livello di sfida che ci offrono i suddetti boss. Inoltre è doveroso avvertire che, per forza di cose, l’articolo conterrà spoiler sui boss della storia.

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I peggiori

Darkside

Questo è il primo boss che affrontiamo nel gioco, durante l’intro tutorial all’interno del mondo finale. È sicuramente il boss più facile dell’intero gioco, ma il problema non è tanto in questo, quanto nel fatto che ci venga riproposto lo stesso boss, con lo stesso design fin dal primo capitolo della saga. E, se Sora con il passare dei giochi (e l’aggiunta di nuove meccaniche) è diventato più abile e forte, lo stesso non si può dire per Darkside che resta il solito boss “gimmick” che era negli altri titoli.

Titano di roccia

Anche questo boss era già presente nel primo gioco della saga, ma in questo caso forse era addirittura meglio prima che adesso. È il primo (se non si conta il golem della piazza) boss nel mondo dell’Olimpo. La parte più “difficile” (immaginate tante virgolette) e divertente di questa boss fight è la scalata per arrivare al boss e questo la dice lunga. Una volta che lo avremo di fronte ci basterà dare qualche colpetto ai piedi, utilizzare il comando delle montagne russe ed il boss verrà sconfitto quasi in automatico.

Marshmallow

Direttamente dal film di Frozen, ad Arandelle possiamo affrontare il guardiano del castello di Elsa, Marshmallow. Anche in questo caso la bossfight non sarà tra le più difficili. Il suo essere un grande pupazzo di neve lo rende estremamente debole contro le magie di fuoco e, per qualche strano motivo, alle cime degli alberi. Oltre questo, nulla differenzia questo boss da uno dei nemici standard più grandi del normale.  

Dark Cube

Questo boss, invece, lo affronteremo a San Fransokyo, mondo dedicato a Big Hero Six. Non solo non ci offre un granché in quanto a sfida, ma è anche un boss estremamente deludente in quanto a design. L’idea dietro i cubi oscuri è la stessa che nel film era dietro alle nanomacchine: migliaia di piccoli cubi che possono assumere varie forme, l’unico limite è la fantasia… fantasia che nel caso di questa boss fight si limita a trasformarli in una mano gigante che diventa un pugno gigante e ci attacca. Insomma una vera e propria occasione sprecata.

Vanitas

E per finire ecco “l’elefante nella stanza. Un altro dei peggiori boss presenti in Kingdom Hearts 3 è sicuramente Vanitas. Lo stesso Vanitas che in Birth By Sleep ci dava tanto filo da torcere, in questo capitolo invece non riesce ad impensierire più di tanto Aqua. Forse il fatto che la maestra del Keyblade possa contare su una difesa a 360° e che le sue magie siano fortissime ci aiuta, tuttavia è innegabile che anche a difficoltà critica spesso Vanitas resta fermo quasi come ad attendere che lo riempiamo di botte. La cosa più fastidiosa, poi, è che nella cutscene subito dopo è Aqua quella in svantaggio, ma è per il bene della trama quindi lo si accetta.

I migliori

Sköll

Passando ai boss che ho preferito, è sicuramente impossibile dimenticare Sköll che dà lustro al mondo di Frozen dopo un Marshmallow così poco convincente. L’heartless lupo di ghiaccio ha un ottimo design non solo estetico, la boss fight ci impegnerà quel tanto che basta da farci rivalutare l’esperienza ad Arandelle. Ha mosse varie, sia fisiche che non, ed imparare ad evitarle o pararle sarà una vera sfida. L’unica pecca è che Hans non merita un Heartless così figo. 

Davi Jones

Nei Caraibi, invece, come boss finale ci ritroveremo ad affrontare il temibile Davi Jones. Tra i boss che ho preferito è sicuramente il più semplice della lista, ma questo non lo rende un pessimo boss: grazie al suo moveset riesce comunque a rendere il combattimento interessante ed ha più di qualche asso nella manica, come quando sparisce nel terreno. In ogni caso non sarà questa una sfida priva di minacce.  

 Anti Aqua

Aqua, nella sua versione “Xehanortizzata”, non è solo un punto cardine della narrazione di questo terzo capitolo, ma anche uno dei boss più divertenti che ho affrontato. Tiene fede al suo titolo di “maestra del Keyblade”. Il suo moveset è simile a quello che abbiamo quando la controlliamo, sia in questo gioco che in Kingdom Hearts 0.2, ma sotto steroidi. Magie potenti, illusioni e ottimo utilizzo del Keyblade le hanno fatto guadagnare un posto in questa lista.

Saïx

Tra i membri dell’organizzazione presenti nella “boss rush” finale, Saïx è l’unico ad essere considerabile un vero e proprio boss, dato che gli altri li affronteremo solo in gruppi da tre. Il nessuno di Isa non è molto diverso da quanto visto in Kingdom Hearts 2: Se è in berserk, sarà meglio non avvicinarsi, attacchi veloci e potenti non ci daranno tregua finché non si esaurirà tale stato. Una volta calmo, però, la storia cambia, gli attacchi di Sora, Roxas e Xion gli faranno molto male.

Dark inferno

Per finire non potevo non menzionare Dark Inferno, il boss segreto del terzo capitolo della saga. Come succede anche negli altri titoli della saga Dark inferno è la sfida più ardua che Kingdom Hearts 3 ci pone di fronte. La boss fight è composta da tre fasi di difficoltà crescente e ognuna di queste aggiunge nuovi attacchi al moveset del nemico. Sconfiggerlo richiederà molta attenzione e tempismo, ma superare questa sfida ci renderà più che soddisfatti.

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