Tokyo Mirage Sessions ♯FE Encore – Recensione

Tokyo Mirage Sessions ♯FE Encore
Abbiamo avuto la possibilità di provare e recensire Tokyo Mirage Sessions ♯FE Encore

Recentemente ho avuto la possibilità di provare e giocare, ad una delle esclusive Nintendo meno chiacchierate del panorama dei videogiochi. Il titolo risulta essere un crossover delle serie di Fire Emblem e Shin Megami Tensei, per quanto riguarda le meccaniche di gioco ma per quanto riguarda la trama si discosta di molto dai titoli precedentemente citati.

Inizialmente il titolo uscì per Wii U nel giugno del 2016, ottenendo un discreto successo tra gli appassionati e sono stati proprio questi ultimi a richiedere, un porting sulla ibrida di casa Nintendo sulla quale ho provato Tokyo Mirage #FE Encore.

Andiamo al teatro

La storia inizia con Tsubasa Oribe, la protagonista femminile del titolo, che va ad vedere lo spettacolo della popstar e sorella Ayaha. Ma durante l’opera qualcosa va storto e il pubblico, compresi anche il gruppo di teatro e assistenti, scompaiono misteriosamente e la giovane donna può solo assistere impotente.

Cinque anni dopo all’avvenimento vediamo una Tsubasa cresciuta, bella e piena di vita che durante l’ultimo anno delle superiori cerca di sfondare nel panorama delle Idol giapponesi. Qui veniamo a conoscenza di un suo amico d’infanzia, co-protagonista maschile del gioco, Isuki Aoi che assisterà la ragazza durante lo spettacolo.

Durante la manifestazione verremmo alla conoscenza del presentatore, il quale di volta in volta presenta al pubblico le ragazze che partecipano al programma. Ma tutto cambia quando arriva il momento di Tsubasa, e il presentatore in realtà è un demone che rapisce la ragazza e noi dovremmo trovare un modo per salvarla.

Le idol vengono rapite

Ok la trama è particolare ma comunque godibile al punto giusto, non mi ha fatto impazzire ma allo stesso tempo non è malaccio ma dipende molto dai gusti delle persone. Parlando del gameplay che è il punto forte del titolo, mi ha ricordato il periodo dei giochi a turni dell’era Final Fantasy.

Anche se controlleremmo Itsuki nella torre durante le prime fasi della storia, ma non solo anche dopo la prima ora di gioco, verremmo aiutati da alcuni compagni. Queste alleati aiuteranno il protagonista in diverse occasioni, e potremmo scambiarli in qualsiasi momento in base ai loro poteri e abilità differente l’uno dall’altro in base al loro tipo di classe.

Ma come fanno ad avere dei poteri i ragazzi? In pratica il nostro mondo è collegato con un altro, i quali si comunicano avvicenda per sopravvivere. Nell’altro mondo esiste una razza incorporea che si deve collegare ad una persona per continuare a vivere, che gli donerà poteri e abilità sovrannaturali e gli farà anche da angelo custode.

Ma non tutti gli spiriti sono buoni perché ce una fazione, tra cui il presentatore, che ambisce a rapire le persone per fare degli esperimenti. Per tanto dovremmo letteralmente non solo salvare Tsubasa ma anche tutte le persone, che vengono quotidianamente disturbate da queste entità incorporee che la maggior parte non vede.

Mi ricorda tantissimo Final Fantasy VIII

La caratteristica principale del titolo che mi ricorda FF8, è la possibilità di confrontarci contro i nemici in battaglie a turni. Ma a differenza della serie targata Square Enix, dove i combattimenti si eseguivano frontalmente, qui avverrà in un contesto differente nella quale i nemici sono posti al centro di un arena mentre i nostri eroi gli circonderanno.

Ogni personaggio avendo abilità peculiari avrà il compito di aiutare gli alleati, oppure di confrontarsi contro il nemico di turno oppure assistere un alleato. Ogni personaggio ha rispettivamente 4 elementi divisi in attacco, poteri speciali, oggetti consumabili e la possibilità di fuggire ( nel caso in cui incrociamo qualcuno che non volevamo affrontare).

Gli attacchi sono dei semplici affondi di spada o di lancia, che i nostri alleati e i protagonisti eseguiranno, mentre gli oggetti consumabili aiuteranno il giocatore in diversi modi dal recuperare energie, disturbare il nemico oppure ripristinare la barra d’esperienza. Quest’ultima caratteristica è importante ai fini dell’utilizzo delle abilità perché, nel l’uso prolungato delle tecniche consumerà parte di quella barra.

Selezionando la lista dei poteri potremmo scegliere l’abilità che avremo bisogno, per esempio Tsubasa è in grado di lanciare magie curative mentre Itsuki poteri legati alle lance. Ognuno ha le determinate caratteristiche di base che si evolveranno nel corso dei combattimenti, più il livello sale e maggiore saranno le caratteristiche acquisite.

Potenziamo i nostri eroi

L’aspetto dei potenziamenti mi ha stupito e colpito allo stesso tempo, non è un classico miglioramento delle abilità dove ti arrangi e basta in base ad uno schema pre impostato. Nelle prime ore di gioco avremmo a disposizione un agenzia che ci aiuterà a controllare i nostri poteri, dove le persone in cui ci lavorano si fanno chiamare Master Mirage.

Questi ultimi saranno divisi in varie discipline da chi aiuta nell’addestramento, a chi fornisce missioni secondarie fino ad arrivare a Tiki che agevolerà i nostri potenziamenti. Quest’ultima ci spiegherà tutti i dettagli dei miglioramenti, dall’utilizzo delle risorse trovate in giro per la mappa fino ad arrivare a che cosa potenziare.

L’arsenale avrà un compito molto importante non solo dal lato estetico, che ognuno di noi personalizzerà in maniera differente, ma anche nel potenziamento delle abilità e delle armi. Tramite una schermata molto semplice ci dirà quali oggetti avremmo bisogno, e in quali quantità, e migliorare di conseguenza non solo le nostre capacità ma anche quelle dei nostri alleati.

Una città da scoprire

La mappa di gioco non si limiterà esclusivamente alla torre della prima missione, o all’edificio della gilda, ma anche diversi quartieri realmente esistenti di Tokyo. Qui avremmo una città viva e piena di cose da fare, da aiutare passanti fino ad arrivare a fare compere in negozi ed eseguire dei corsi di miglioramento delle nostre capacità.

In base a ciò che avremmo bisogno potremmo migliorare le nostre abilità magiche, le nostre qualità in combattimento fino ad arrivare al miglioramento delle nostre doti artistiche. Una cosa che non ho compreso bene è che, per quanto Tokyo sia una città di circa 9.273.000 di persone la maggior parte sono interamente monocromate.

In sostanza quando ci muoveremmo per le strade vedremmo delle figure di uomini e donne colorate di giallo, verde, rosso e via dicendo tranne i personaggi alla storia storia o delle missioni secondarie. Immagino che sia legato alla quantità di memoria presente nel gioco, per farlo adattare alla Switch, ma è una scelta artistica che mi è piaciuta parecchio e si ad dice molto bene allo stile del gioco.

Perlomeno in un contesto del genere come Tokyo Mirage #Fe Encore non ci annoieremmo, perché avremmo sempre qualcosa da scoprire e da fare. L’unica cosa che mi sento di dire è che il gioco è interamente doppiato in giapponese, e con i sottotitoli in inglese per tanto molte persone potranno storcere il naso in merito a questa scelta.

Tokyo Mirage Sessions ♯FE Encore
  • 8/10
    Tokyo Mirage Sessions ♯FE Encore - 8/10
8/10

Commento Finale

Un porting molto carino e divertente adatto a persone di tutte le età, mi ha colpito molto la trama che risulta essere interessante e accattivante al punto giusto. L’unico aspetto che non mi ha fatto impazzire è l’assenza dell’italiano all’interno del gioco, neanche in forma scritta e questo può risultare un problema per chi non è vezzo alla lingua anglosassone e giapponese.