Strange Adventures #1 di Tom King e Mitch Gerad – Recensione

Strange Adventures

Ci sono alcuni sceneggiatori che riescono a fare dei veri e propri miracoli con alcuni personaggi, non riuscendo a farlo con altri. Tom King ha creato una maxi serie dedicata a Mister Miracle non è stata solo accolta meravigliosamente dalla stampa, ma anche dal pubblico. La sua abilità da scrittore sembra esplodere quando si trova davanti a delle storie che toccano solo in minima parte la continuity dell’universo DC e gli permettono di sbizzarrirsi in modo del tutto autonomo. In Batman abbiamo visto un percorso un po’ inverso con un inizio che sembrava promettere tanto, ma alla fine abbiamo visto più dialoghi di un romanzo e l’azione pari a 0. Un Batman castrato dal suo vero “io” che ha costretto la DC a correre ai ripari e in effetti l’attuale run sembra riscattarsi di questa rinascita.

Intanto King ha avuto un nuovo impiego che lo ha portato a scrivere una maxi serie dedicata a un altro personaggio messo un po’ in secondo piano, Adam Strange. La nuova serie di Strange Adventures è sbarcata negli USA con le matite di Mitch Gerad e ha confermato quanto detto prima. Tom King è un narratore eccellente di storie non troppo lunghe e non legate a un mondo in continuo divenire.

La storia che si apre davanti a noi in Strange Adventures ci mette davanti a una concreta differenza rispetto a un Mister Miracle. Adam è un personaggio famoso, sorridente e grazie al suo libro è diventato anche un celebre narratore delle sue avventure. Ricordiamo tutti infatti che per anni ha combattuto tra le fila aliene in nome della liberta e alla fine ha trovato anche una moglie, Alanna. La guerra è però un momento difficile per tutti e alla fine, si elogia la vittoria piangendo i morti. Adam con la famiglia ormai vive tranquillo sul pianeta terra, ma qualcuno sembra ricordare la sua cruenta battaglia contro l’impero Pykkt. Un’accusa che lo porterà a rivivere il suo passato doloroso, la battaglia e la fuga. La stessa accusa che porterà Adam davanti a un alleato che conosciamo tutti, ma che non vi svelo, in cerca di aiuto.

Tom King gioca molto con la psicologia dei propri personaggi e forse sarà il suo vecchio impiego presso le forse militari governative, lo fa dannatamente bene. I personaggi mostrano le proprie debolezze, la propria umani e quei difetti che spesso si tengono velati al pubblico. La scrittura pacata in un certo senso ci immerge in una lettura tranquilla, ma emozionante, fatta di flashback e di riflessioni che a dirla tutta, mancavano nella scrittura di King.

Mitch Gerad ha accompagnato Tom in diverse avventure e ho sempre apprezzato il suo stile, perché si adatta perfettamente alla narrazione personale. In Mister Miracle abbiamo visto una griglia precisa che proseguiva di pagina in pagina e anche stavolta questa viene rispettata quasi sempre. Delle volte è facile vedere una struttura diversa e alla fine questa diversificazione è meravigliosa per molti motivi. Il primo di questi è proprio la varietà. Il tratto di Mitch permette ai personaggi di esprimersi tranquillamente nel loro linguaggio grazie a una serie di espressioni facciali di tutto il rispetto. Il dettaglio la fa spesso da padrona e Adam appare più bello che mai. Questo primo numero mostra tutta la bravura del disegnatore e il suo amore per il personaggio in questione e ora l’attesa per il numero due diventa ancora più stancante.

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