Intervista a LuFio, l’autore del graphic novel Il Cubo dei Mille Mondi

Non tanto tempo fa vi ho mostrato la mia recensione del graphic novel Il Cubo dei Mille Mondi dell’esordiente LuFio. Un gran bel nuovo acquisto per la scuderia BAO Publishing e in futuro ne vedremo sicuramente delle belle considerando il suo stile e la bravura narrativa. Oggi vi presento invece un’intervista a LuFio riguardante il fumetto e non solo.

HavocPoint: Ciao LuFio e benvenuto su Havoc Point. Per iniziare, vorresti parlarci un po’ di te?

LuFio: Ciao e grazie per ospitarmi nelle vostre pagine. Mi chiamo Luca Fiore, anche se uso il nome LuFio, sono l’autore de “Il Cubo dei mille mondi” edito da Bao Publishing e sono un appassionato di storie fantasy, sci-fi, di qualsiasi argomento che ha a che fare con le civiltà perdute e poi di disegno. Di quest’ultimo sono autodidatta.

HP: Come ti è venuta l’idea per scrivere il Cubo dei mille mondi?

LuFio: All’inizio, non avevo un’idea precisa sul Cubo. Nel periodo delle scuole superiori ho iniziato a scribacchiare alcune storie ambientate in un mondo lontano e pieno di misteri. Le accompagnavo con bozze di personaggi e di paesaggi. Poi, con l’accumularsi dei miei racconti, ho voluto creare un mondo vero e proprio, tutto mio: così è nato il continente di Alazashea. Qualche hanno fa ho deciso di sviluppare una trama, con l’idea di proporla poi a qualcuno… ma non sapevo a chi. Marco, un amico, mi consigliò di scrivere a BAO, ma ero troppo titubante e ho lasciato perdere. Una sera, a sorpresa, mi ha contattato l’editore – Caterina Marietti – e da lì ho iniziato a sistemare la storia, insieme ad Andrea Petronio e Leonardo Favia che sono stati i miei editor.

HP: Quali sono state le tue maggiori ispirazioni durante il world building?

LuFio: Ne ho avute parecchie, sia dal punto di vista artistico che dal punto di vista della letteratura. Per il primo dico subito Moebius, con il suo stile unico e ipnotizzante, e Sergio Toppi. Per quanto riguarda il secondo punto cito “La genesi di Shannara” di Terry Brooks, la trilogia “Cronache del Mondo Emerso” di Licia Troisi e “Le tredici vite e mezzo del capitano Orso Blu” di Walter Moers che mi ha influenzato più di tutti e mi ha ispirato nella creazione della mappa di Alazashea.

HP: Il protagonista sembra davvero spaesato nel nostro mondo, ma forse a tutti è capitato di sentirsi così almeno una volta. È successo anche a te? Come si combatte la sensazione di essere nel posto sbagliato con delle persone tutte uguali?

LuFio: Nel periodo delle medie e delle superiori ero in un piccolo gruppo di amici che parlavano sempre di videogiochi e fantasy. Anche se il gruppo era piccolissimo, posso dire di essere stato fortunato e di non essere mai stato solo nel vero senso della parola, anche se la sensazione di esclusione dall’esterno c’era ed era davvero opprimente alcune volte.

Alex, il protagonista del mio libro, è davvero solo e come “valvola di sfogo” si immerge nella lettura e nel lavoro al museo, che gli permette di viaggiare lontano alla ricerca di risposte. Nelle storie che legge e nei manufatti che cataloga è come se trovasse la compagnia di quelle antiche civiltà, sentendosi così meno isolato.

HP: In ogni tavola hai inserito tantissimi dettagli e succede spesso di soffermarsi a cercarli tutti. Costruire una storia così graficamente ricca è sicuramente impegnativo. Quali difficoltà hai avuto durante la lavorazione del libro?

LuFio: Prima di lavorare a “Il cubo dei mille mondi”, ho sempre e solo fatto illustrazioni: la prima difficoltà che ho incontrato è sicuramente l’inserimento di grandi disegni all’interno della gabbia del fumetto, che ha un suo limite ben definito. Mi sono trovato in un mondo sconosciuto… All’inizio, in certe vignette con i personaggi principali, tendevo a farli piccoli per poter integrare tutto lo scenario circostante. Poi, mano a mano che continuavo con il lavoro e grazie ai consigli dei miei editor, sono sono riuscito a capire come far convivere tutto!

HP: Essere un autore esordiente in un periodo così strano e brutto non dev’essere stato facile. Come speravi ce fosse questo 2020 e come lo prospetti ora che svariate fiere di fumetto sono state cancellate?

LuFio: Speravo di potermi godere le fiere, conoscere altri fumettisti, incontrare i lettori che avrebbero comprato il mio fumetto allo stand BAO… Non ci voleva proprio. Però, in generale, non ci siamo persi d’animo! Ci siamo attrezzati con dirette live e incontri online, così da tenerci tutti vicini e meno soli nel periodo del lockdown. Spero di cuore che la situazione si possa risolvere il prima possibile, così da trovarci tutti insieme a parlare delle nostre passioni e divertirci!

HP: Questo graphic novel sembra il prologo di una storia più grande. Mi sembra che possa trattarsi dell’inizio di un grande videogioco sandbox alla scoperta di un mondo vivo. Ti domando quindi, ci sarà un continuo o uno spin off? Hai già qualche idea per il prossimo fumetto?

LuFio: Mi piacerebbe continuare la trama del Cubo, raccontare cosa c’è dietro questo antico artefatto, che storie racchiude al suo interno e chi ha coinvolto. Vorrei tantissimo raccontare ancora vicende di e su Alazashea. Ma anche storie che si svolgono in mondi simili al nostro: ora sto lavorando a una nuova avventura ambientata in epoca Vittoriana, ma con molte contaminazioni da Alazashea, un mondo un po’ di steampunk, sempre secondo il mio stile di disegno.