Mille Tempeste di Tony Sandoval – Recensione

Nel mondo del fumetto ci sono alcuni artisti capaci di andare oltre una narrazione semplice, affrontando temi particolari in modo originale. Prendete per un attimo Tony Sandoval, l’artista messicano che da anni dipinge in modo eclettico le sue opere, che trascendono sempre delle semplici storie, andando verso delle vette nuove.  L’editore italiano Tunué pubblica sempre le sue opere e cosi vale anche per Mille Tempeste, un albo particolarmente gustoso, uscito per la prima volta nel 2015. Con questa nuova edizione molto “portable” l’acquisto del volume è d’obbligo per chiunque ami delle storie fantasy sul limite dell’urban, uno stile particolarmente preciso e molto espressivo.

La storia ruota attorno alla vita di nome Lisa, una ragazza dai capelli bianchi nel pieno della sua pubertà. Il corpo ha iniziato la sua trasformazione, che viene notata dai suoi coetanei e che in fondo non spaventa la giovane ragazza. Nonostante questo, ella conserva lo spirito fanciullesco che in pochi sopportano. Lisa adora la solitudine e sempre da sola, adora cercare le ossa, i sassi strani e oggetti vari. Una passione che la porta ad allontanarsi dalla madre adottiva e dal padre assente, ma soprattutto, la porta a sembrare strana agli occhi degli altri. I suoi compagni la credono una strega che fa sortilegi nel bosco e come sappiamo, delle volte i bimbi possono essere cattivi anche senza volerlo.

Tutto cambia nella vita della giovane fanciulla però, dal momento che scopre il passaggio per un mondo parallelo. Un luogo simile al nostro, ma differente allo stesso tempo, abitato dalle creature demoniache intrappolate in quella che potrebbe sembrare una prigione a tutti gli effetti. Lisa dovrà affrontare il proprio destino con coraggio e con la consapevolezza di essere diversa e che in realtà, essere diversi, non è poi tanto male.

Tony Sandoval è un narratore di incredibile talento, capace di raccontare vicende in modo appassionato, leggero e onirico. Mille Tempeste in effetti rappresenta una delle sue opere più oniriche e sognanti, sul limitare tra il sogno e la realtà. Lisa è una ragazza particolare, disinibita, ma si vede perfettamente che come tutte le altre della sua età, adora le stesse cose. I dialoghi che si scambiano tutti sono delle volte sopra le righe, ma sempre nei momenti giusti. Sandoval infatti aggiusta il tiro nel momenti più pacati, mostra le peculiarità della ragazza e degli altri bambini e crea un mondo affascinante che però, abbiamo già visto in WaterSnakes. Si tratta però di una piacevole sorpresa che tocca a voi scoprire.

Lo stile grafico di Sandoval è riconoscibile da un semplice sketch. Dimenticate le giuste proporzioni e l’estremo realismo e abbracciate uno stile più dark, delicato e dai colori spenti, quasi come a fine autunno. I personaggi sono espressivi e spesso i volti parlano anche senza l’ausilio del testo, che diventa cosi superfluo. Potrei dire che lo stile dell’autore messicano nasconde al proprio interno delle parti parecchio poetiche, capaci di emozionare in un singolo istante il lettore e non sarebbe una bugia. L’acquerello è delicato e i colori sono tutti pacati, morbidi e leggeri. Per questo motivo, sembra di stare verso la fine dell’autunno, quando il rosso accesso ha fatto spazio a un marrone chiaro, spegnendo i paesaggi nei dintorni.

Mille Tempeste è un’opera che unisce più generi al proprio interno e tutti questi trovano spazio senza spingere o annientare l’altro. La delicatezza con quale l’autore procede nella psiche di Lisa e degli altri ragazzi non è da tutti e vedere dei riferimenti diretti a un’altra sua opera vuol dire che tutto è connesso e collegato, proprio come piace a molti lettori odierni. Ottima anche la nuova versione targata Tunué, perfetta per una lettura al mare quest’estate.

Mille Tempeste Book Cover Mille Tempeste
Tony Sandoval
Fantasy
Tunué
9 luglio 2020

Lisa è un ragazza che ama girare da sola in spazi aperti in cerca di oggetti strani e particolari. Un giorno s’imbatte in un albero dalla forma bizzarra: sembra un portale e la ragazza non può fare a meno di cedere all’impulso di attraversarlo.