Noscia di Maltovivo – l’American IPA potente e gustosa

Oggi voglio parlarvi di una birra (di una serie) del birrificio Maltovivo, situato Benevento. Si tratta di Noscia, un’American IPA dal gusto deciso ed equilibrato, capace di deliziare un palato tanto quanto dissetare in una giornata calda e afosa. Proprio come quelle che stiamo vivendo. Come sapete, si tratta di una versione americana della famosissima IPA e per questo bisogna aspettarci più grinta e decisione, come quando viaggiate in auto e vi sorpassano con prepotenza rischiando molto. Ok, l’esempio forse non è perfettamente calzante, ma è questa la sensazione di un American IPA. L’etichetta purtroppo è andata distrutta durante il trasporto con il corriere, ma poco importa.

Passiamo invece alla birra in questione. Noscia si presenta con un colore ambrato e i suoi 6%. A guardarla nel bicchiere ci si aspetta quasi di trovare un fossile, rimasto intrappolato all’interno di quel colore cosi atavico. La carbonazione è considerevole e la schiuma forma un roccioso cappello molto persistente al tempo. 

L'American IPA di Casa Maltovivo, Noscia

Al naso arrivano immediatamento i sentori dei luppoli presenti all’interno di Noscia. Parliamo di Chinook, Cascade Amarillo e Centennial, che donano i sentori agrumati in cui è possibile riconoscere il pompelmo e alla fine arriva quel leggerissimo sentore di resina che fa sentire immediatamente nei pressi del mare sotto i pini. 

Al palato la birra si mostra subito per la belva che è, mostrando la decisione di un rinoceronte che rincorre un auto in mezzo alla savana. Ben evidenziata la rotondità, che permette di percorrere ogni step gustativo. Inizialmente arriva l’amaro degli agrumi e grazie al malto si passa poi al sapore più dolce, ma non meno marcato. Questo via vai dell’amaro e dolce lotta in bocca regalando alla fine un retrogusto misto a lunga persistente. In certi momenti è possibile percepire il caramello, poco evidenziato e quindi più nascosto rispetto ai sapori maltati e luppolati. 

Si tratta di una birra che ha vinto parecchi premi a partire da quello della Birra dell’Anno nel 2006. Assaporandola è chiaro che i premi sono meritati e la materia prima gioca qui un ruolo importante, preferendo la qualità sopra tutto il resto.