Cuphead per PS4 – Recensione

Alcune persone vivono la loro intera esistenza senza correre alcun rischio. Cercano di non prendere delle decisioni avventate e di non rischiare mai qualcosa di grosso, ma quelle stesse persone, nella praticamente totalità dei casi, finiscono sempre per non fare niente di straordinario o grande. Altre persone invece, rischiano, si gettano nella mischia e talvolta non riescono a uscire a galla, ma quando ci riescono… lo fanno con grande stile. Pensate per un attimo allo StudioMDHR, che ci ha donato una perla tanto brillante quanto difficile, Cuphead. Gli sviluppatori hanno scommesso tutto per sviluppare quel diavolo di gioco. Hanno abbandonato il proprio lavoro, ipotecato la casa e hanno puntato ogni risorsa economica in sviluppo. Il risultato è un gioco che ha avuto la capacità di attirare i giocatori di ogni età, ogni preferenza di genere e ogni livello di calma. Cuphead ha ripagato i loro sforzi in modo chiaro e dimostra che per un proprio progetto bisogna metterci anima e cuore.

Dopo le versioni PC, Xbox One, e Nintendo Switch, il gioco che ha fatto tirare più calendari di Dark Souls approda anche su PS4 ed è bello come sempre. Ovviamente mi sono immerso nel coloratissimo mondo di gioco e ho affrontato ogni tipo di pericolo e alla fine, ecco il mio verdetto. Ah, se ve lo state chiedendo, il voto è 9.5. Lo dico da subito.

Il patto con il diavolo

Non voglio dilungarmi sulla storia di Cuphead in quanto è cosi semplice e banale da non aver bisogno di lunghe spiegazioni. Cuphead e Mugman fanno un patto con il diavolo, questi imbroglia i due e li costringe a lavorare per lui. Questo per non finire all’inferno senza un’anima.

Da questa piccola premessa si sviluppa il piccolo gioco di StudioMDHR e su Playstation 4 sembra più bello che mai. Su Nintendo Switch il gioco era già al limite del perfetto e con questa nuova versione ci troviamo invece davanti alla perfezione stessa. Ogni cosa è al posto giusto, ogni frammento del mondo cartoon vive la sua vita proprio dove dovrebbe e l’insieme crea un  effetto incredibilmente nostalgico sugli appassionati della vecchia animazione.

La versione Playstation 4 brilla come un diamante come ho già detto, mentre sullo schermo si presenta con i suoi solidissimi 60fps e una risoluzione pari ai 1080p. L’unica differenza con il resto è rappresentata dalle animazioni dei nostri nemici, fermi ai 28fps. Una scelta saggia in realtà, che riflette l’animazione stessa e la rispetta come si deve.

Il punto di svolta

Cuphead nella sua semplicità ed immediatezza ha rappresentato per molti un vero e proprio abisso invalicabile. La difficoltà del gioco è in effetti il punto sul quale gli sviluppatori hanno deciso di puntare tutte le forze ed è il punto più sfruttato dai vari gamer e streamer. Ovviamente è tutto ben calibrato, ma per riuscire a superare un boss dovrete imparare a memoria i pattern di ogni nemico e di ogni sua trasformazione. Si tratta di un esercizio mnemonico che andrà ad accompagnare tutta la giocata, ma alla fine, battere ogni boss sarà un vero e proprio piacere per l’animo.

Là dove l’esperienza contro i boss si farà sentire in modo potente, duro e ci farà tirare giù i calendari, ci saranno dei momenti che non ho mai apprezzato, le sezioni “Run and Gun”. Si tratta di una modalità semplice in cui bisogna sparare ai nemici e correre. Il problema è la struttura dei livelli, che non rispecchia la restante superba qualità del prodotto in questione.

Ma il DLC?

La speranza iniziale era quella di vedere il DLC The Delicious Last Course uscire nel 2019. Poi la speranza era di vedere il DLC uscire insieme al gioco per Playstation 4, ma cosi non è stato. Sicuramente gli sviluppatori necessitano di più tempo per migliorare l’espansione e soprattutto, ottimizzato per ogni tipologia di device. Purtroppo a oggi non sappiamo niente di nuovo riguardo The Delicious Last Course e forse ci toccherà aspettare ancora un po’.

Quel design delizioso

A colpire subito è lo stile di Cuphead. Tutto si ispira ai cartoni animati degli anni 30 e giocando sembra di guardare una puntata di una qualche serie molto famosa. Le animazioni sono fisse a 28fps proprio in virtù del fatto che nel cinema e nell’animazione, quello è il framerate per secondo utilizzando ancor’oggi. I colori flat un po’ spenti, il design dei nemici. Ogni frammento del gioco è un emozione per i vecchi nostalgici, come me.

Anche al livello sonoro, ci troviamo davanti a un omaggio alle musiche del passato. La predominanza del Bebop, Big Band e cosi via. Ci sono poi delle mescolanze con altri generi moderni, ma la predominanza è quella della musica d’epoca. Il mix tra il visual e il sound è quella ciliegina sulla torta che corona tutta la festa.

Cuphead
  • 9.5/10
    - 9.5/10
9.5/10

Commento Finale

Cuphead è bellissimo su ogni console e forse lo sarebbe anche sul mobile. Si tratta di un gioco semplice da spiegare, ma dannatamente difficile da giocare e finire. Negli anni è entrato nell’immaginario come un gioco di una difficoltà elevatissima ed è proprio cosi. La soddisfazione è però incredibile dopo il completamento di ogni boss. 

Sull'autore

Rostislav Kovalskiy

Un giovane appassionato del mondo videoludico e di tutto ciò che lo circonda. Cresciuto con i videogiochi e libri tra le mani ha deciso di unire la sua passione per la scrittura con quella per i videogiochi ed ecco perché si trova qui.