Koyoharu Gotouge Short Stories – Recensione

Alcuni autori hanno una certa fama acquisita grazie a un’opera particolarmente famosa. Parliamo di manga (o fumetti) capaci di vendere un grande numero di copie, creando un vero e proprio franchise, ma poi manca spesso qualcosa. Mancano quei primi passi che l’autore fece nel mondo del fumetto e che gli valsero una possibilità di continuare il mestiere. Talvolta queste storie non le vediamo mai, mentre delle volte le troviamo in alcuni albi particolari, come in questo caso. Koyoharu Gotouge Short Stories è un albo targato Star Comics che racchiude delle storie forse un po’ acerbe, ma con una personalità che cerca sempre di uscire e di mostrarsi senza paura. L’autore di Demon Slayer ha dalla sua una capacità di narrare in modo articolato e veloce delle storie che potevano andare avanti a lungo e uno stile riconoscibile tra i mille.  

L’intero volume è composto da quattro storie che raccontano altrettante vicende completamente dislegate. Piuttosto che descrivere ogni storia e annoiarvi spoilerandovi tutto, andiamo per le viuzze poste in mezzo alle storie. Ciò che colpisce dopo una prima lettura è la grande quantità di argomenti trattati. Le storie brevi hanno infatti diversi protagonisti ed è chiaro che in realtà ognuno potrebbe essere qualcuno di importante. Abbiamo un modus narrativo molto simile, con una breve presentazione senza presentazione e poi l’azione, che a volte funziona, a volte no. Bisogna infatti dire che in alcune storie come quella dei due fratelli, si notano molti dettagli difettosi durante il combattimento. Dettagli che qualcuno potrebbe non considerare tali, ma è il caos a regnarci in modo chiaro e distinto. Si potrebbe capirne i motivi leggendo, ma lì subentra il problema del corpo di uno dei protagonisti, il cui studio sembra essere stato molto blando e superficiale.

Tolti questi piccoli errori, bisogna capire che si tratta di quelle storie che sono servite all’autore per farsi le ossa e vanno presi come tali. A colpire comunque sono i caratteri dei personaggi e il concetto del bene e del male che viene percepito. Nessun indecisione in questo caso, ma tanta sicurezza sul fatto che si tratta di un’artista che aveva già allora in mente la giusta costruzione psicologica.

Lo stile di Koyoharu Gotouge è distintivo ed è facile riconoscerlo anche solo dal piccolo tratto di matita. Linee precise, ma rese grossolane nascondono una grande delicatezza nella descrizione e nel rapportarsi con il mondo fittizio. Le proporzioni non fanno mai dubitare e conquistano fin da subito il lettore grazie all’ottima qualità e un grande studio. Koyoharu ha puntato molto sull’espressività dei personaggi, che con il volto parlano anche senza il testo. Ottima la resa finale dei racconti, che non annoiano mai e anzi, riescono a intrattenere e ispirare.