Doom Eternal: The Ancient Gods Part One – Recensione

Avevate ancora sete di sangue (di demone)? Buone notizie! È uscita la prima espansione single player di Doom Eternal, dal titolo, appunto Doom Eternal: The Ancient Gods Part One, e sempre dal titolo possiamo dedurre che non sarà l’ultima. Ho giocato approfonditamente questa espansione, scovandone tutti i segreti (credo), e qui vi scrivo cosa mi ha trasmesso.

Non è ancora il tempo di riposare

Innanzitutto bisogna tener presente che The Ancient Gods Part One è pensato per essere giocato subito dopo la fine del Doom Eternal originale. Fin dall’inizio la difficoltà sarà elevata, e lo shock sarà importante per quelli che, come me, non si danno al massacro demoniaco da quando hanno completato Doom Eternal, questa primavera. Non nego che durante la prima run mi sono trovato costretto ad abbassare la difficoltà, per poi prendermi una rivincita in seguito… in normal. Si parte anche con tutti potenziamenti dell’originale già sbloccati, quindi l’esplorazione della mappa avrà senso “solo” per trovare un nuovo gruppo di potenti rune, oltre che per i collezionabili e le sfide bonus.

Uno Slayer disobbediente

La storia ruota intorno al personaggio del Serafino, un’entità chiave per mettere definitivamente fine all’invasione demoniaca, che cercherà di guidarci verso la salvezza del genere umano. Abbastanza scontato intuire come il nostro Slayer si comporterà nei confronti di un essere ultraterreno che cerca di spiegargli qual è il modo giusto per uccidere cose, ma tant’è.  

La trama, che a sorpresa si è rivelata un punto focale di Doom Eternal, viene comunque ampliata in The Ancient Gods Part One, e mi ha fatto piacere constatare che gli sceneggiatori hanno fatto un buon lavoro. i personaggi restano fedeli a loro stessi, il poco loquace Slayer riesce a comunicare il suo stato mentale col linguaggio del corpo, nonostante l’elmo. Nonostante i mistici guerrieri, demoni, angeli e divinità, mi ha particolarmente colpito il normalissimo stagista che ci offrirà supporto per tutto il gioco, un coraggioso essere umano che vi sarà più d’aiuto di quanto ci si aspetterebbe.

E niente, ci provano con il colpo di scena/cliffhanger finale a sbalordirvi e far salire l’hype per la seconda parte, ma io l’ho trovato un cliché banalotto alla Beatiful; a chi piace e a chi non piace. A me non piace.

Nemici fastidiosi

Come questo The Ancient Gods Part One espande il gameplay? Soprattutto con tre nuovi tipi di nemici. Avremo una sorta di torretta vulnerabile per pochi secondi alla volta e solo mentre attacca, uno spettro che attraverso una “possessione” (demoni che possiedono demoni, ok) potenzierà i nemici in modo simile ai totem, che potremo distruggere solo negli istanti che separano la distruzione del suo vecchio ospitante fino a quando non ne troverà un altro, (ma solo con il fuoco secondario del fucile al plasma), e per finire il Maykr del Sangue, anche lui vulnerabile solo mentre esegue i suoi attacchi più forti. Notate uno schema?

Più che al comportamento, al design, agli attacchi, per i nuovi nemici è stata messa enfasi nella finestra e nelle condizioni che ci consentono di danneggiarli, in due casi incoraggiandosi ad usare la modalità cecchino del mitragliatore, e nel terzo obbligandoci ad usare esclusivamente il raggio del fucile al plasma. Tali nemici, più che forti o interessanti, risultano fastidiosi. Cari sviluppatori, mettere dei vincoli così specifici alla vulnerabilità dei nemici aumenta sì la difficoltà, ma rallenta ed appesantisce l’azione a livelli quasi frustranti, specialmente in un gioco frenetico come il vostro.

Vorrei davvero che qualcuno mi spiegasse perchè non è lui il boss finale

Slayer Mario Bros.

Pensavate di padroneggiare il platforming di Doom Eternal? In The Ancient Gods Part One ci saranno delle piccole e gradite sorprese anche da questo aspetto. Le nuove sezioni platformer non sono frustranti, non sono noiose, e non danno l’idea di deja-vu e questo è un grande traguardo, visto che nell’originale alcuni salti e volteggi raggiungevano livelli demenziali, quasi da circo. Non molto altro da dire; accompagnati da musiche coinvolgenti ed azzeccatissime, e da orde su orde su orde di demoni, dopo 6-10 ore, a seconda di quanto ci tenete a raccogliere i segreti, e dopo un boss senza infamia e senza lode, arriva la sconvolgente rivelazione finale il cui pensiero dovrebbe accompagnarci fino all’uscita della seconda parte.

Doom Eternal: The Ancient Gods Part One
  • 7.8/10
    - 7.8/10
7.8/10

Summary

Null’altro che un More of the same settato su una difficoltà da fine gioco, il che non è necessariamente una cosa negativa. Come ho scritto all’inizio, consiglio l’acquisto a tutti quelli che ne vogliono ancora, che dopo questi mesi ancora hanno sete di sangue e squartamenti, o che sono super ansiosi di vedere come prosegue la storia dello Slayer. Se invece ne siete sazi, o vi aspettate delle vere e proprie novità, potete tranquillamente passare oltre.