Fallen World (Valiant) – Recensione

Star Comics e Valiant continuano la loro pubblicazione di volumi dedicati al mondo supereroistico un po’ atipico rispetto al solito. Abbiamo visto la nuova serie dedicata a Bloodshot, Doctor Mirage e cosi via, ma quello che mancava è ovviamente il buon Rai. L’eroe del futuro che alla fine è riuscito a sconfiggere il Padre e a ristabilire una nuova società. Almeno questo è quello che si pensava. La verità è tutt’altra e purtroppo sarà sempre Bloodshot a pagarne le conseguenze.

La verità è che Bloodshot nel futuro continuerà a salvare le persone e sarà proprio questo a portarlo alla distruzione. Sentire di continuo le voci che chiedono il suo aiuto lo muove di continuo, fino a farlo portare dai rimasugli del Padre. Un IA cosi avanzata prende però il possesso del nostro eroe diventando egli stesso il corpo del Padre. Ciò ovviamente porta a una nuova guerra di Rai contro il suo creatore, ma il prezzo da pagare è alto.

Con i naniti di Bloodshot il nuovo villain sempre non avere alcun limite, nonostante la tecnologia sia vecchia, il suo funzionamento è quasi impossibile da fermare. Dall’altra parte abbiamo gli esseri umani, che venerano il Nuovo Giappone come una sorta di paradiso, che però gli cadrà letteralmente a casa.

La sceneggiatura di  Dan Abnett funziona in molti punti della stori, ma non nella sua forma complessiva. I personaggi li conosciamo già tutti e quindi le spiegazioni al riguardo non servivano e non c’erano. Tanti sono i personaggi Valiant e tanta è la storia della casa editrice.

Il fattore positivo della narrazione di Fallen World è sicuramente la sua velocità. Si parte subito in quinta, senza rallentare mai e senza alcuna titubanza. Gli eventi si susseguono in modo repentino e grazie ai cambi di location continui è difficile annoiarsi. Il problema è che delle volte la storia sembra avere una certa difficoltà nell’appassionare. I personaggi stessi hanno quel brio che manca e i dialoghi spesso non riescono a dare l’idea della grandezza di chi le dice.

Il disegno è firmato da Adam Pollina, che bisogna dire mette in luce un’ottima fisicità dei personaggi. Tutti i partecipanti alla storia appaiono in modo deciso, vivo e famigliare. Rai nella sua nuova forma è magnifico, ma anche tutti gli comprimari. In questo caso le espressioni facciali non sempre riescono a dare il meglio di se, ma divertono comunque senza alcuna pretesa.

Le scene d’azione invece vivono di staticità visto lo stile estremamente dettagliato del disegnatore. Sembra quasi di vedere dei frame di un film d’animazione e ovviamente non è assolutamente un difetto.