Future State: The Next Batman – Recensione

Future State: The Next Batman cover

Terminato un evento, ne inizia un altro. Questa sequenza la conosciamo tutti, ma stavolta c’è una particolarità in casa DC. Dopo un quanto meno discusso Dark Nights: Death Metal arriva uno stacco lungo due mesi. Le pubblicazioni regolari si fermano infatti per dare spazio a un qualcosa di particolare e doveroso, DC Future State. Storie ambientate in un futuro lontano e alternativo. Un “What if..?” in chiave diversa. Si tratta di un evento doveroso perché in fin dei conti si tratta di quel che avremmo visto all’interno della 5G di DiDio.

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Queste recensioni ovviamente non copriranno tutte le testate, ma si soffermeranno solamente su quelle che mi hanno colpito di più. I pareri brevi riguardo le altre pubblicazioni le troverete sempre su Facebook e Ludomedia comunque. Detto questo, il primo numero di DC Future: The Next Batman è riuscito a metà, ma era anche giusto aspettarselo.

Future State: The Next Batman cover

La prima storia è firmata da due nomi come John Ridley e Nick Derington con protagonista un parente strettissimo di Lucius Fox. L’ambientazione che abbiamo è quella di una Gotham totalmente militarizzata e controllata in modo totalitario da un potete di nome Il Magistrato. Si tratta di un luogo pericoloso in cui la polizia ha carta bianca sui proprio metodi e sappiamo tutti cosa accade in questi casi. In questo mondo, il senso di Batman è quello di un salvatore di tutti, anche dei criminali stessi.

Ridley imbastisce una storia scritta bene e soprattutto che risulta emozionante fin dal primissimo numero. Oserei dire che cattura fin dalle prime pagine. Non è però il momento di parlare di personaggi e del loro sviluppo in quanto è ancora presto. Le matite di Derington e i colori di Tamra Bonvillain creano uan Gotham futuristica, opprimente e oscura. Un ottimo lavoro di gestione delle vignette che catturano e ci portano nel cuore di Gotham, grazie a delle splendide sequenze dinamiche. I colori leggermente flat racchiudono al proprio interno una grande energia che sicuramente verrà sprigionata nel prossimo numero.

La seconda storia è firmata da Brandon Thomas e Sumit Kumar. Si tratta di una storia che smorza un po’ i toni rispetto a quella di prima, ma senza lasciarci con dell’amaro in bocca. In questo frangente vediamo brevemente gli Outsiders e in particolare Katana, che ci mostra la sua forza e determinazione. Il tutto sempre in una Gotham dominata dal Magistrato. La narrazione è interessante e segue in un certo modo tutte le vicende, ma fa una cosa in particolare. Mostra una Katana cazzuta come poche altre volte. Interessante anche il tratto di Kumar, votato alla precisione, ma soprattutto alla pulizia delle vignette. Alcune tavole risulta essere palesemente banalotte, mentre altre sorprendono in positivo. La splash page mi ha poi colpito in modo veramente diretto. Ad aiutare a rendere tutta la vicenda più interessante ci pensa no l’inchiostratore Raul Fernandez e il colorista Jordie Bellaire. Pulizia, pacatezza e delicatezza sono le parole chiavi di qesto secondo racconto.

La terza storia è forse quella meno interessante. Il team creativo è firmato da Paul Jenkins e Jack Herbert e vede come protagonisti i reietti di Gotham formare un team di Knights. I protettori delle Wasteland. I villain che formano un’alleanza per combattere il Magistrato dal basso. La narrazione noiosa che purtroppo fa scadere tutto il bello delle prime due. I disegni di Jack Herbert uniti ai colori di Gabe Eltaeb sono però un vero e proprio punto elevato del racconto.

Le tre storie aprono la narrazione della Future State per questi due mesi cosi particolari. Risulta evidente che alcune storie funzioneranno e altre no, ma nel bene o nel male, scopriremo qualcosa di divertente.