Questo sito contiene diversi annunci Amazon. A ogni vostro acquisto riceviamo una piccola commissione.
Spotify semplifica l’accesso al suo Partner Program: da oggi bastano 3 episodi pubblicati, 2.000 ore di visualizzazione e 1.000 spettatori coinvolti negli ultimi 30 giorni, contro le precedenti 12 puntate, 10.000 ore e 2.000 utenti. L’obiettivo è attrarre più creatori video per competere direttamente con YouTube.
Il programma remunera i podcaster in base al numero di utenti premium che guardano i loro video e tramite revenue sharing sulle inserzioni degli utenti free.
Sponsorship gestibili e nuove integrazioni
Dal prossimo aprile, Spotify introdurrà strumenti di gestione per le sponsorship integrati in Spotify for Creators e Megaphone, la sua suite di hosting e monetizzazione. I creatori potranno inserire, pianificare e monitorare annunci sponsorizzati letti dagli host.
Parallelamente, arriva una nuova API che consente alle piattaforme di hosting (Acast, Audioboom, Libsyn, Omny e Podigee) di pubblicare e monetizzare automaticamente i video su Spotify – una mossa chiave per semplificare l’ingresso dei creator.
Strategia video in espansione
Secondo Spotify, il consumo di video podcast è quasi raddoppiato dall’introduzione del programma, e gli utenti ascoltano il doppio dei podcast video ogni mese. Parte del merito sarebbe della maggiore visibilità attribuita ai contenuti video nell’app.
In parallelo, la società inaugura un nuovo studio a West Hollywood, base del network The Ringer, che sarà aperto anche a creator selezionati. Spotify dispone già di strutture a Los Angeles, New York, Stoccolma e Londra.
Con queste mosse, Spotify punta a consolidare la propria presenza come piattaforma video per creator, offrendo un ecosistema di pubblicazione, monetizzazione e produzione professionale oltre l’audio tradizionale.









