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Dopo parecchie ore passate in pista con Ride 6, l’ultimo capitolo della serie motociclistica sviluppata da Milestone, posso dire di trovarmi davanti a un titolo tecnicamente molto valido ma che, almeno per me, non riesce completamente a fare il salto di qualità in termini di coinvolgimento.
Ride 6 non è un brutto gioco, anzi, però mi ha lasciato una sensazione un po’ tiepida: tanta sostanza tecnica, ma meno personalità di quanto sperassi. Vediamo insieme com’è andata in questa recensione.
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Ride 6 offre una componente single player piuttosto corposa, che include la modalità Carriera e modalità veloci in cui si possono affrontare Gran Premi, sfide e prove a tempo.
Parto dalla modalità carriera, che per molti (me compreso) resta il cuore pulsante di un gioco di questo tipo. Qui purtroppo non sono rimasto pienamente soddisfatto. Il sistema di progressione basato sulle stelle sa davvero di già visto: completi gare, accumuli stelle, sblocchi nuovi eventi e moto. Tutto lineare, fin troppo.
Il problema non è che funzioni male perché in realtà fa il suo dovere ma che manca quel senso di crescita o di narrativa sportiva che potrebbe spingere a dire “ancora una gara e poi smetto”. Dopo un po’ diventa routine.
Come già citato poco più su, oltre la modalità carriera c’è un’altra sezione single player che include Gran Premi veloci, sfide dedicate e prove cronometrate. Questa modalità aiuta sicuramente ad allungare la longevità del gioco e offre un’alternativa più immediata per chi vuole semplicemente correre senza pensare alla progressione della carriera.
Altro punto che mi ha convinto poco è l’interfaccia. I menu non sono sempre chiarissimi e a volte orientarsi richiede qualche secondo di troppo. Non è nulla di drammatico, ma è una di quelle cose che nel tempo si fanno sentire.
Il negozio delle moto, sia nuove sia usate, secondo me è uno degli aspetti meno riusciti: la navigazione è poco chiara, molte informazioni non sempre sono chiarissime e, ho avuto la sensazione di essere il tutto molto confusionario.
Si trova quello che serve, certo, ma senza la fluidità che ci si aspetterebbe da un titolo moderno.
E poi una nota personale: la musica dei menu non mi ha proprio preso. Gusti soggettivi ovviamente, ma l’ho trovata poco adatta al contesto e alla lunga quasi fastidiosa.
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Il vero salto: grafica e resa tecnica
Qui invece il gioco cambia marcia. Dal punto di vista visivo è probabilmente il miglior capitolo della serie con Milestone che si è decisa finalmente a cambiare motore grafico e infatti, l’impatto visivo si nota subito.
Le moto sono realizzate con una cura impressionante, tantissimi i dettagli, materiali credibili, i riflessi sono molto convincenti e i dettagli meccanici sono molto precisi.
Anche la pista è resa molto bene: l’asfalto, i riflessi della pioggia, le condizioni meteo variabili contribuiscono davvero all’immersione. Sotto la pioggia il colpo d’occhio è notevole e si percepisce un deciso passo avanti rispetto al passato.
Non è solo bellezza estetica: queste condizioni influenzano anche la guida e rendono le gare più interessanti e decisamente più coinvolgenti.
Se c’è un aspetto tecnico che stona sono i volti dei piloti. Sembrano asset rimasti indietro rispetto al resto del comparto grafico.
Non rovinano l’esperienza, ma il contrasto con moto e ambientazioni così curate si nota parecchio. È una cosa che la serie si trascina da anni e probabilmente è arrivato il momento di aggiornarla seriamente.

Sul fronte gameplay il gioco resta solido, assolutamente divertente. C’è la possibilità di scegliere la modalità Arcade e Pro. Personalmente ho provato entrambe ma, la maggior parte delle ore le ho passate con la la modalità Pro. La guida è tecnica ma accessibile, è scalabile a proprio piacimento, ho trovato un buon feeling con le moto e anche una differenza percepibile tra le varie categorie e modelli.
Non è una simulazione estrema, ma nemmeno arcade puro. Sta nel mezzo e secondo me è la scelta giusta per la serie.
Quando tutto funziona, il circuito bello, il meteo dinamico e la tua moto preferita sotto di te, sfrecciare è davvero divertente. È più la struttura generale del gioco che, a volte, finisce per smorzare un po’ l’entusiasmo.
Il contenuto non manca: moto, eventi, modalità e personalizzazioni sono numerosi, tantissime le piste presenti così come le moto.
Il problema, come dicevo prima, è più come vengono proposti che la quantità in sé.
Chi ama le due ruote troverà comunque parecchio da fare, anche online (con la modalità Multiplayer) o cercando di migliorare tempi e prestazioni.
In definitiva, Ride 6 è un titolo valido, tecnicamente riuscito e con una base di gameplay solida. Però non riesce del tutto a rinnovarsi dove servirebbe: carriera, interfaccia e presentazione generale potevano fare un passo avanti più deciso.








