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Peccato per i fan di Morbius, ma l’era dei flop sonyani stile “supereroi con budget da film Netflix” è finita. Il CEO Sony Pictures Tony Rothman ha confermato il reboot completo dell’universo degli spin-off Spider-Man, con “nuove persone” al timone. E no, non stiamo parlando di un ennesimo villain con midlife crisis: Sony sembra aver trovato la chiave giusta con Spider-Noir.
Dopo il disastro di Kraven the Hunter, Morbius e Madame Web – tutti con Rotten Tomatoes in negativo e incassi da far piangere un contabile – il trilogy di Venom resta l’unico faro ($1,5 miliardi worldwide). Ma pure lì, il mordi-mordi ha fatto il suo tempo. Il trailer di Spider-Noir su Prime Video (con Nicolas Cage nei panni di un detective privato anni ’30 che diventa vigilante) ha fatto esplodere l’hype, grazie a un tono noir che sa di fresco e non di “copio l’MCU ma male”.
Il piano? Sfruttare il pozzo infinito dello Spider-Verse. Niente più biopic di villain da discount: Sony punta su identità distinte per ogni progetto. Spider-Noir funziona perché è diverso – genere noir, estetica unica, Cage che mastica il ruolo. Stesso approccio per gli annunciati film animati su Venom, Spider-Gwen e Spider-Punk: universo espanso sì, ma con personalità, non un calderone indistinto.
La mossa vincente: anthology style, pescando da universi paralleli senza forzare crossover forzati (per ora). Lasciamo all’MCU i multiversi da mal di testa – Sony può brillare proprio evitando di copiarli. Un eventuale payoff in un futuro Spider-Verse live-action? Perché no. Ma prima, faccia vedere che sa fare un progetto standalone decente.
Finché Spider-Noir non arriva (e non delude), Sony ha un arsenale di film da sfoderare. Ma se continua con i reboot di reboot, meglio spegnere le luci e tornare a fare cartoni.









