Petrov: il fumetto di Bruno Olivieri sull’uomo che salvò il mondo senza volerlo

Petrov Cover

Ci sono persone che diventano famose senza volerlo, senza pensarci. Diventano famose perché fanno qualcosa che passa alla storia come straordinario — in alcuni casi come unico. Stanislav Petrov, per molti, è ancora un nome sconosciuto. Eppure è l’uomo che, nella notte del 26 settembre 1983, decise di non premere il pulsante. Il sistema di allerta sovietico segnalava il lancio di missili nucleari americani. Tutto indicava che la guerra fosse iniziata. Petrov, invece di rispondere al fuoco con il fuoco, usò la materia grigia: qualcosa non tornava, e quella sensazione gli salvò — letteralmente — il mondo. È di questo che parla il nuovo fumetto firmato da Bruno Olivieri ed edito da Tunuè, che ringrazio per avermi fornito il materiale.

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Il racconto su Petrov è una storia interessante, che mette al centro un uomo, un errore del sistema, il coraggio e forse la follia. La follia di fidarsi del proprio istinto contro ogni procedura, in un contesto in cui la procedura era tutto. Olivieri ricostruisce con cura il periodo e l’atmosfera dell’Unione Sovietica degli anni Ottanta — buia per certi versi, ma stranamente ordinaria per chi ci viveva dentro — restituendo una visione convincente di quel mondo, dei suoi personaggi e della tensione sotterranea di quegli anni.

L’unica riserva riguarda alcuni dialoghi della vita quotidiana, che in certi punti suonano un po’ artificiali, quasi costruiti. Non rovinano la lettura, ma si notano. È un difetto minore in un racconto che per il resto scorre con ritmo e intelligenza.

Lo stile di Bruno Olivieri non passa inosservato, e va detto subito. Il suo tratto non punta al realismo, ma alla stilizzazione — una scelta precisa, non una mancanza. Le figure non hanno spigoli duri: vantano quella linea leggermente disomogenea e imprecisa che è la firma di Bruno, capace di ammorbidire un mondo che, rappresentato in modo più realistico, avrebbe rischiato di diventare oppressivo. È uno stile che ho sempre apprezzato, e che qui trova un contesto narrativo in cui funziona particolarmente bene.

Petrov non volle eroismi, non cercò la gloria. Fece semplicemente la cosa giusta nel momento sbagliato, e il mondo non se ne accorse. Questo fumetto è un piccolo modo per ricordarselo — e per chiedersi quante volte, nella storia, qualcuno abbia fatto lo stesso senza che nessuno lo sapesse mai.

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