Richiamo della Foresta

L’essere umano vive nelle grandi città fatte di metallo e di cemento, si sposta su dei veicoli artificiali e utilizza gli oggetti sempre più sofisticati. Eppure, sono convinto che ognuno ha dentro di se quella piccola scintilla che ogni tanto si accende e riporta la mente a uno stato più semplice, con la voglia di avventura e di esplorazione. Forse è solo un mio parere e probabilmente dipende dalla mia indole del viaggiatore, ma ne sono assolutamente convinto. Ognuno ha dentro di se una fiamma, che per la maggior parte della vita resta spenta, uccidendo cosi quello che siamo veramente.

Ricordo che da piccolo mi piacevano molto i romanzi d’avventura e ovviamente i fantasy, nei quali l’avventura e il viaggio erano comunque una costante e un topoi che ogni scrittore rispetta. Mi immergevo in quelle pagine piene di montagne innevate, di uomini coraggiosi ,di animali pericolosi e in quei momenti un po’ sentivo di appartenere al mondo delle avventure, degli esploratori e dei cercatori di tesori. A volte era la nonna a leggermi alcuni racconti e con estremo piacere ricordo ancora le serate passate in cucina a sentire i racconti di Jack London. La sua voce intonata creava la giusta atmosfera, mentre fuori dalle doppie finestre (vivevo nel mio lontano paese natale) la neve cadeva fitta. Ora sono io che mostro alla nonna i film e alcuni libri, che legge volentieri. In effetti legge cosi tanto da far invidia al migliori lettore, ma questa è un’altra storia. Fatto sta che sono andato al cinema a vedere il film “Il Richiamo della Foresta” con Harrison Ford e il fuoco dentro me è divampato ancora una volta.

Come dicevo prima, l’avventura era una parte di me, ma forse erano i palazzi di cemento, forse erano le auto o la mia età, ma nonostante l’amore per l’avventura, il Richiamo della Foresta non riuscivo a sentirlo quasi mai. Solo dopo essere arrivato nella mia città attuale, situata tra i monti, che quella voce ha iniziato a farsi sentire. Inizialmente era una breve sensazione di desiderio di camminare un po’, ma successivamente, lo stesso desiderio si è trasformato in una bestia. La voglia della natura e del restarne in contatto mi ha portato a cercare le vie nuove di avventure e di esplorazione. Ho iniziato a coprire a piedi tra i monti la distanza tra le diverse città (ovviamente relativamente vicine) e lo faccio ogni anno quando la stagione lo permette. Nonostante la stanchezza, nonostante i dolori, l’esperienza vale tutto e anche di più. Questa è come una magia che va oltre la semplice comprensione, affonda le sue radici da qualche parte nel nostro “io” atavico ed esplode non lasciandoci scampo. Potrei chiamare questa sensazione il mio personale “Richiamo della Foresta” e come Buck, seguo una linea precisa, ma che ormai sembra essere meno nitida. Questo perché il mondo è cambiato e sta continuando a farlo in negativo.

Proprio il desiderio dell’avventura del mondo reale che mi spinge spesso a prendere i titoli grandi e imponenti come The Witcher o un No Man’s Sky. Sapere di trovarmi da solo, in una navicella tra le stelle, non mi spaventa. Al contrario, la sola idea mi elettrizza e per questo decido spesso di viaggiare da solo a piedi o in auto. Si tratta del modo perfetto per conoscere se stessi e avere un confronto diretto. I videogiochi in parte riescono a colmare il mio desiderio di viaggiare, ma solo in parte. Spesso e volentieri, titoli come Uncharted o Red Ded Redemption gettano solo la benzina su un fuoco ormai acceso. Per questo ho deciso di esplorare i castelli abbandonati, i siti archeologici meno conosciuti e di viaggiare in mezzo alla natura poco contaminata, conoscere gli animali e ritrovarmi perso (che già a dirlo, suona strano).

No Man's Sky
Nave interstellare al rapporto

Ogni gioco, ogni fumetto, libro o altro, fanno parte di un mio viaggio personale alla scoperta di quel richiamo antico che in troppi non sentono più. Sicuramente, delle volte capita di sentire una vocina lontana e allora si parte da qualche parte con l’aereo. Si cerca disperatamente qualcosa senza sapere di farlo. Cercate il vostro “Richiamo della Foresta” e ravvivate il fuoco della scoperta.

Autore

r.kovalskiy@havocpoint.it

Un non troppo giovane appassionato di tutto quel che ruota attorno alla cultura POP. Vivo con la passione nel sangue e come direbbe Hideo Kojima "Il 70% del mio corpo è fatto di film".

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