Angry Birds Il Film

Angry Birds – Il Film (2016) – Recensione

Genere: Animazione, Commedia, Azione
Regia: Clay Kaytis, Fergal Reilly
Durata: 97 minuti
Produzione: Rovio Mobile, Sony Pictures Animation, Sony Pictures Imageworks
Distribuzione: Warner Bros.
Uscita: 15 giugno 2016

Gli uccelli irascibili e variopinti sono pronti a invadere i cinema con Angry Birds – Il Film, ovvero una trasposizione cinematografica dell’omonima serie di videogiochi che con i suoi scaricamenti hanno fatto toccare numeri da capogiro. Nell’esplicitare questo, era quasi inevitabile o quantomeno lampante una diramazione del franchise in altri rami, stentamente azzardati.

Ma, Rovio è talmente cresciuta da insidiarsi in tali settori: il successo inalveato, con il quale Angry Birds è diventato velocemente tra i più popolari, ne ha consentito però anche una sorta di declino alla stessa velocità. Che la società finlandese abbia licenziato orde di dipendenti per risanare, con un occhio di riguardo, i presunti sbilanciamenti finanziari che erano avvilite da mosse di marketing ambiziose? In ogni caso, Angry Birds – Il Film ha fatto il suo dirompente esordio sul grande schermo. E ne discutiamo nelle prossime righe.

Gli uccelli arrabbiati sono tornati… sul grande schermo!

Il lungometraggio animato ci trascina in un’isola tropicale occupata da uccelli incapaci di volare, ma che vivono in completa armonia e gioia. Red è però un uccello iroso e questo lo diversifica dalla massa, in quanto abbraccia la misantropia. Proprio il suo carattere lunatico e irascibile farà si che venga condannato a vivere ai margini della società. Ma, per fortuna, incontrerà altri uccelli che si trovano nelle sue stesse condizioni: ovvero, il rapido Chuck e il volubile Bomb per citarne alcuni. Nel frattempo, però, sull’isola appaiono dei misteriosi maialini verdi e gli uccelli cercheranno di scoprire il motivo del loro arrivo sul posto.

Angry Birds – Il Film è adatto a tutti, a partire dai più piccoli ai più grandi, per via di una narrazione che vela un messaggi importanti circa una società sempre più rapace, con poca coscienziosità, avvilita dall’ipocrisia e dal finto buonismo dilagante. E, sull’altro versante, una società asservita dal bigottismo, dall’analfabetismo funzionale, da una percezione sbagliata nei confronti del prossimo. Un modus che schernisce gli individui assoggettati, identificati come macchia ignominiosa della società, e tali da renderli misantropi e arrabbiati.

Ma gli uccelli spavaldi non hanno paura di mostrare ciò che sono in grado di fare. Chuck agisce e parla più rapidamente di qualsiasi altro volatile, Bomb esplode per il suo coraggio, Terence è il più volubile tra tutti gli uccelli: insomma, tutti i personaggi saranno imprescindibili per salvare la comunità dagli immancabili maiali.

L’insegnamento morale in Angry Birds – Il Film sta nella repressione della rabbia e dell’ira, e saperla controllare quando serve; nell’essere calamitati dell’umorismo, o nel vivere con naturalezza senza correre il rischio di erigere un’ulteriore barriera delle relazioni sociali. Un aspetto molto ingombrante del film è tuttavia contrassegnato da una certa insensatezza. Nel dettaglio, il nastro rischia di impedire un tuffo verso l’importanza del tema grazie ad un una serie di gag e cliché introdotte in maniera caotica. La trama sembra, in ogni caso, diluirsi grossomodo a una stupidità ingenuamente sgraziata, alle vicende dei personaggi, per quanto siano prettamente elaborati. La qualità grafica è, invece, mastodontica e tutti i dettagli dei personaggi sono rimasti inalterati dal gioco vero e proprio. Un plauso va soprattutto a un compito laborioso, eseguito con successo da Francesca Natale.

Commento finale

Angry Birds – Il Film non nasconde la sua riluttanza nell’apportare qualcosa di diverso per il genere ma, in ultima analisi, si è prospettato essere un prototipo di massima di ciò che avrebbe potuto essere un’avventura divertente e molto spiritosa. Non che non lo sia, tutt’altro: è una pellicola godibile nella piena spensieratezza, grazie ai suoi personaggi colorati e variegati e a una miriade di battute, ma con uno script che riuscirebbe, malgrado, ad essere irrilevante per il pubblico.

Sull'autore

Luigi Fulchini

Studente e uno dei fondatori di HavocPoint.it. Scrive di videogiochi.

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