Cicogne in missione (2016) – Recensione

Genere: Animazione, Avventura, Commedia, Family
Regia: Doug Sweetland, Nicholas Stoller
Durata: 90 minuti
Produzione: Warner Bros. Animation
Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia
Uscita: 20 ottobre 2016

Dalla collaborazione fra Doug Sweetland e Nicholas Stoller nasce Cicogne in Missione, pellicola incentrata apparentemente sulla “favola” dei bambini portati ai loro genitori dalle cicogne, ma che poi rivela un tema portante molto più profondo.

cicogne in missione

Una vita da cicogna portapacchi

La trama prende forma al giorno d’oggi, in un’era in cui ormai le cicogne non consegnano più bambini ma relegate dal progresso e dalla globalizzazione a meri fattorini portapacchi ordinati via internet. Il protagonista, Junior, è una figura di rilievo, di successo ed è considerato una celebrità fra i suoi simili per la velocità e l’efficienza delle sue consegne.

Arriva dunque per la nostra cicogna il tanto sospirato momento della promozione. Condizione però indispensabile per il suo avanzamento di grado è il dover licenziare in tronco Tulip (voce di Alessia Marcuzzi), un’umana dai capelli rossi smarrita in tenera età per cause che non vi riveliamo per evitare spoiler. La ragazza ha infatti raggiunto la maggiore età e, a detta di Hunter, il boss a capo dell’impresa di smistamento pacchi (interpretato da un eccelso Pino Insegno), bisogna disfarsene il prima possibile per evitare un crollo economico.

Nel modo più strampalato e divertente possibile ci viene mostrato, che nei periodi dell’anno in cui Tulip è presente, vi è infatti un vertiginoso calo di entrate, e da qui la necessità di liberare la ragazza nel mondo degli umani. Viene dunque assegnata a Junior una responsabilità non indifferente, e la sua incapacità nell’adempiere a questo compito porterà ad una serie di conseguenze catastrofiche e allo stesso tempo estremamente divertenti.

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La famiglia Gardner

Parallelamente alla vicenda della cicogna Junior viene mostrata la quotidianità di una famiglia moderna, i Gardner, un padre e una madre immersi nel loro lavoro, che ignorano quasi totalmente il loro bambino, figlio unico il quale ovviamente sente il peso della solitudine. Da questa situazione nasce il desiderio del ragazzino di famiglia di volere un fratellino. Il piccolo decide dunque di inviare una lettera di richiesta per un compagno di giochi a quelle che una volta erano le cicogne porta bambini.

Con queste premesse, gli addetti ai lavori di Cicogne in Missione si propongono di sviluppare un film d’animazione divertente che sappia far riflettere il pubblico, ed i risultati ottenuti sono più che ottimali. La pellicola riesce infatti a costituire un concentrato irresistibile di gag al limite della comicità e della realtà, il paradosso la fa da padrone e ci saranno dei frangenti in cui non potrete proprio smettere di ridere. Parallelamente al divertimento più puro però abbiamo anche e soprattutto una riflessione critica sulla società moderna, preda di una vita frenetica da cui deriva spesso un facile cader nella monotonia e nel trascurare gli affetti.

Il tema dell’alienazione è infatti vivo nella famiglia Gardner, simbolo di questo “disagio esistenziale” che attanaglia l’uomo moderno. Dunque, nel poco tempo messo a disposizione da un film di animazione, (i soliti 90 minuti circa) viene messa tanta carne al fuoco, ma tutto viene sapientemente gestito fra grasse risate e anche qualche lacrima.

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Commento finale

Cicogne in Missione è una pellicola adatta sia al pubblico più giovane che ai loro eventuali accompagnatori adulti, condito di sano humor di stampo americano e profonde riflessioni sulla società moderna. La pellicola costituisce dunque un esempio lampante di come i film d’animazione siano sempre meno prodotti dedicati ad una fascia bassa di età e sempre più maturi. Degna di nota, infine, la prova di doppiaggio di Alessia Marcuzzi, Vincenzo Salemme, Pino Insegno e co., all’altezza delle situazioni.

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