
La Disney, multinazionale statunitense leader nel settore dell’intrattenimento, che ha praticamente contribuito a plasmare l’immaginario di ogni bambino del pianeta, non aveva mai esplorato il territorio degli show d’animazione di breve durata prima degli anni ’80. I primi tentativi, che non ottennero purtroppo risultati degni di nota, furono I Wuzzles e I Gummi.
Venne dunque il momento per la casa di Walt Disney di azzardare una mossa più audace, un format che prevedeva puntate della durata di 60 minuti. Poi fu il presidente della Buena Vista Television (allora questo era il nome del canale televisivo made in Disney) a proporre la proiezione su un’emittente privata per la serie e la durata di 20 minuti a puntata. La scelta fu più che mai azzeccata e spianò la strada a tante altre valide serie TV, fra cui Ecco Pippo e Cip & Ciop Agenti Speciali.
Ma uno dei motivi principali per cui i fan di tutto il mondo amano DuckTales, è la leggenda che si è creata intorno ad una serie pregna di curiosità e fatti che, probabilmente, non tutti conosceranno. Di seguito voglio mostrarvi fra queste curiosità sopra menzionate, 10 a cui nessun vero abitante di Paperopoli potrebbe rinunciare!
1. I cambiamenti rispetto al fumetto di Carl Barks
Sebbene il creatore di Paperon de’ Paperoni e della sua amata Paperopoli fu Carl Barks, la serie TV DuckTales vide apportate alcune modifiche rispetto alle idee originali dell’autore. Paperino venne relegato a personaggio secondario, con ogni probabilità per la difficoltà di comprendere in video il suo linguaggio, mentre Paperone fu ingentilito dalla produzione rispetto alla versione fumettistica. L’assenza del “tutore” di Qui, Quo e Qua ebbe come giustifica il suo arruolamento nella marina militare, con i tre pargoli affidati dunque al ricco zio. Fu inoltre aggiunto un personaggio tutto nuovo, il simpaticissimo Jet McQuack, che gli spettatori ricorderanno per la sua capacità di mettersi spesso nei guai per poi uscirne maldestramente. Altri 2 nuovi volti nel mondo dei paperi sono la tata Bentina Brakley e la sua nipotina Gaia (adottata in seguito dal burbero Paperone).
2. Come riconoscere Qui Quo e Qua

Dite la verità, avete sempre trovato difficile distinguere Qui, Quo e Qua. Non c’è da sorprendersi, considerando che il loro disegnatore inizialmente li realizzò in modo da essere irriconoscibili l’uno dall’altro e solo dopo si preoccupò di differenziarli. Il colore diverso fra i 3 gemelli paperi è stato reso ufficiale tramite DuckTales. Spesso però gli autori si confondevano in fase di colorazione e, di conseguenza, vennero ideati alcuni trucchi per non sbagliare più. I nomi originali dei paperi, comparsi per la prima volta al cinema nel 1938, erano Huey (Qui), Dewey (Quo) e Louie (Qua). Dewey porta il blu e infatti venne così chiamato per il colore della rugiada (in inglese dew), Huey invece è rosso perché veste il colore più brillante (brightest hue in inglese), mentre Louie ricorda leaf green (verde foglia in inglese) e da qui il colore verde dei suoi abiti.
3. Le stagioni e gli spin-off di DuckTales
La prima stagione, data 1987-1988, comprende 65 episodi. Dato il successo della prima sfilza di episodi, venne subito realizzata una ulteriore stagione e, per l’annata 1989-1990, si pensò a 2 episodi special di 2 ere, suddivisi ognuno in 9 puntate regolari. Gli episodi in questione vennero intitolati Super DuckTales e Il tempo è denaro. Per la quarta stagione del 1990 (anno in cui è nato il sottoscritto) vennero rilasciati solo 7 episodi. Dalla serie nacque poi la celebre pellicola dal nome “Zio Paperone alla ricerca della lampa perduta” (uno dei film che mi hanno praticamente cresciuto, visto e rivisto decine di volte). Tale lungometraggio è temporalmente posizionabile fra la terza e la quarta stagione di DuckTales. Furono anche realizzate 2 serie a fumetti di 13 e 18 numeri, una portata a compimento dalla Gladsone, l’altra da Disney Comics, senza contare i videogame per NES e Game Boy, intitolati DuckTales e DuckTales 2. La saga animata dei paperi approdò anche su PC, Commodore 64 e Amica, col gioco DuckTales: The Quest for Gold.
4. Il grandissimo successo
DuckTales è stata la prima serie della storia su cui è stato investito tantissimo denaro, mentre all’epoca si pensava che l’animazione fosse un campo poco retributivo. Disney per vinse la scommessa e la loro creatura è stata infatti tradotta in oltre 25 lingue.
5. La prima serie animata americana trasmessa in URSS
Altro primato della serie consiste nel fatto di essere stata la prima serie animata americana mandata in onda anche in URSS. Un successo del genere diede il via libera a nuove importanti produzioni, fra cui le avventure di Winnie The Pooh, datate 1988.
6. Un solo doppiatore per 4 personaggi
I fan ricorderanno della nipotina Gaia, membro acquisito della famiglia dei paperi, non tutti però sanno che nella versione originale americana vi era un unico doppiatore per Qui, Quo, Qua e Gaia stessa. Il nome di questo grande talento di questa leggenda del doppiaggio? Russi Taylor! E non è finita qui, perché la nostra Russi è stata la voce anche di Minni!
7. DuckTales e la Famiglia Addams
Se pensavate di non poter mai collegare DuckTales alla Famiglia Addams, vi sbagliavate di grosso. Uno dei principali antagonisti della saga, Amelia la fattucchiera, è infatti palesemente ispirata a Morticia Addams, oltre che a Gina Lollobrigida e Sofia Loren. Ci avreste mai creduto?
8. DuckTales e Indiana Jones
George Lucas e Steven Spielberg entrambi affermano che sono state le avventure a fumetti di Zio Paperone a ispirarli nella creazione di Indiana Jones. Se ci pensate, nonostante Jones abbia meno interesse di Paperone per i soldi, sono molto simili di carattere. Coraggiosi e pieni di energia, due volti immortali del mondo dell’intrattenimento.
9. DuckTales e Mega Man

DuckTales ha in comune qualcosa persino con Mega Man. Parte del team che ha lavorato al videogame Capcom ispirato a DuckTales è stato anche coinvolto nella realizzazione di Mega Man. Disney e Capcom insieme a quanto pare.
10. L’uomo dietro la canzone
Mark Mueller, autore della canzone di DuckTales, ha scritto non solo la canzone per la serie dedicata ai paperi ma anche per Cip & Ciop agenti speciali. Dunque il nostro Mark non ha solo dato vita all’indimenticabile “Whoo-oo!”. Ma l’autore non si è fermato alle sigle per i cartoni animati, ha scritto anche il testo di Crush di Jennifer Page e “That’s What Love is For” di Amy Grant. Non male, vero?
BONUS: Quanto è ricco Paperone?
Sappiamo benissimo che Zio Paperone conserva nel suo deposito ricchezze inimmaginabili, ma alcuni fan si sono dilettati in calcoli matematici che ci danno un’idea più o meno precisa, circa 31 miliardi di dollari, contenuti in un “salvadanaio gigante” di altezza di circa 39 metri. Chi non vorrebbe essere suo nipote adesso?
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