Dylan Dog 361: Mater Dolorosa – Recensione

Autore: Roberto Recchioni (testi), Gigi Cavenago (disegni), Angelo Stano (copertina)
Genere: Horror, Thriller
Editore: Bonelli Editore
Prezzo: 3.20€

Rispetto alla data d’uscita, abbiamo avuto la possibilità di leggere Dylan Dog 361: Mater Dolorosa con un anticipo enorme e questo ci ha permesso di assaporarne pienamente le tavole e avere un quadro più analitico. Ciò che abbiamo visto ci ha stupiti e intrattenuti per tutta la durata del volume, un vero e proprio omaggio alla saga dylaniana. Proprio qui infatti abbiamo rivisto i personaggi nuovi e vecchi, rivedendo nel contempo anche i luoghi più cari all’indagatore dell’incubo. Iniziamo quindi con questo volume il nostro percorso alla scoperta dei trent’anni di Dylan Dog. La sceneggiatura e il soggetto sono di Roberto Recchioni, autore di Orfani e John Doe, mentre i disegni sono stati realizzati da Gigi Cavenago, un’artista talentuoso dallo stile pittoresco.

Ricordando il passato

Mater Dolorosa non è un albo da leggere senza conoscere alcuni retroscena del personaggio, che questo sia chiaro. I riferimenti sono ovviamente tutti inerenti a grandi volumi con delle storie eterne, ma restano sempre un passato che non tutti hanno vissuto. Il Dylan che ritroviamo all’inizio è un personaggio profondamente addolorato e sembra che il malore lo stia stringendo in un abbraccio sempre più stretto. Tra le reminiscenze di un passato remoto e il presente incerto l’indagatore si recherà in quel luogo in cui ha passato un periodo magnifico della sua vita, amando una donna fino all’ultimo, sino a quel Lungo Addio. Il Moolight che lui conosceva non esiste più però e l’artefice di tutto è John Ghost, la nuova nemesi di Dylan, ma bastano pochi dialoghi per capire che gli intenti del signore del caos non sono quello che sembrano.

Dall’altra parte abbiamo invece la reminiscenza di una vita che ormai sembra solo un vago ricordo. Il vascello, l’oceano, il padre Xabaras, la madre Morgana e la malattia di un piccolo Dylan, che lo divora lentamente. Il padre, eternamente alla ricerca della cura per il figlio crea quello che poi si rivela essere il siero della vita, che ha finito per creare solo un’ora di morti viventi. I tre e l’equipaggio, sempre più sull’orlo di ammutinamento sono inseguiti da un galeone che porta con se Mater Morbi, la madre di tutte le malattie. Un intreccio tra il reale e il finto, presente e passato, ma soprattutto tra un amore incondizionato e uno malato, Dylan dovrà farsi largo e cercare di comprendere qualcosa.

Un quadro che parla

La sensazione nel leggere Mater Dolorosa è quella di sfogliare qualcosa di prezioso, di antico e di immenso valore. L’arte di Gigi Cavegano travolge, stravolge e comprime ogni dubbio sull’albo e sulla sua qualità. Lo stile pittoresco di pittura dell’autore ha reso possibile la creazione di alcune scene talmente affascinanti da sembrare dei quadri da tenere in casa e non delle semplici tavole. L’uso dei colori è stato adattato in modo sapiente in modo da mostrarci ogni sfaccettatura dell’opera senza nemmeno dover leggere i testi. Anche i volti dei personaggi assumono qui un aspetto leggermente più nuovo rispetto al solito, ma con delle espressioni semplicemente da ricordare a lungo.

Roberto Recchioni non necessita di presentazioni in quanto la sua fama ormai lo precede. Il lavoro fatto su quest’albo anche da parte sua è stato enorme. Una storia curata all’ultimo dettaglio permette di farci assaporare tanti momenti della vita di Dylan, ricordandoli come si fa dopo aver rivisto un vecchio amico. I dialoghi hanno sempre un motivo per restare lì dove sono e non mai messi a caso per il puro gusto di farlo.

In definitiva si tratta di un numero molto speciale e forse intimo. Invidiamo coloro che lo leggeranno per la prima volta, provando le stesse emozioni che abbiamo provato noi.

Sull'autore

Rostislav Kovalskiy

Un giovane appassionato del mondo videoludico e di tutto ciò che lo circonda. Cresciuto con i videogiochi e libri tra le mani ha deciso di unire la sua passione per la scrittura con quella per i videogiochi ed ecco perché si trova qui.

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