Dylan Dog 362: Dopo un Lungo Silenzio – Recensione

Autore: Tiziano Sclavi (testi), Giampiero Casertano (disegni)
Genere: Horror, Thriller
Editore: Bonelli Editore
Prezzo: 3.20€

Abbiamo atteso questo momento per mesi, no, anni. Il grande ritorno. Old Boy si era addormentato un po’ secondo alcuni negli ultimi anni e la mancanza di suo padre si faceva sentire. Non era quindi difficile immaginare l’emozione che nascondeva dietro all’annuncio di una nuova storia di Dylan Dog scritta direttamente da Tiziano Sclavi. Abbiamo sentito Roberto Recchioni annunciarlo durante il Comicon, raccontando peraltro anche che si tratta di un’opera molto voluta da lui, ma l’attesa era ancora tanta e quindi abbiamo pensato semplicemente di non pensarci troppo. A volte aiuta. È però quando abbiamo preso tra le mani l’albo che è scattato qualcosa, come un fuoco ancestrale che si è acceso, riscaldandoci il cuore. Dopo un lungo silenzio torna Tiziano Sclavi a raccontarci una storia fatta di solitudine e di brutte abitudini.

Un nemico invisibile

Quella di Dylan Dog: Dopo un Lungo Silenzio è una storia particolare e ha come fulcro uno dei mali più grandi non solo di Dylan, ma dell’umanità: l’alcool. Il mostro invisibile che in silenzio uccide senza pietà, facendo cadere anche gli umani più stoici tra le sue grinfie. Dylan è un ex alcolista e come tale non può toccare l’alcool, per non ricadere in quella maledizione, ma durante un incontro galante con quella che sembra essere la donna dei suoi sogni, Crystal, accetta di bere un bicchiere di vino, finendo nell’angusto labirinto senza uscita. Owen Travers è invece un uomo che ha iniziato a bere dopo aver perso sua moglie e ora questa si trova perennemente a casa sua, ma sempre in un tombale silenzio. Dylan accetta il suo caso e dopo aver bevuto qualche birra e perso la lucidità percepisce distintamente la presenza della moglie di Owen, chiamando anche altre persone ad aiutarlo.

Si tratta di una storia potente, capace di mostrarci tutti quei lati dell’essere umano che l’alcool mette in mostra. Rabbia, ossessione e la repulsione verso chi cerca di aiutarti. Il mostro invisibile e silenzioso è sempre lì a dirti qualcosa senza proferir parola, legalizzato dallo stato, nonostante uccida più della droga pesante, creando la stessa dipendenza. Alla fine però l’unico modo per uscirne vivi è quello di farsi aiutare. Avere il coraggio di mostrarsi da chi cerca come te di uscirne e di tenersi strette le persone care.

Un regalo palpabile

Tiziano Sclavi ci ha davvero fatto un regalo con Dylan Dog: Dopo un Lungo Silenzio e non possiamo far altro che inchinarci alla sua immensa persona. Lo sceneggiatore ha rimesso di nuovo la grande malattia che affliggeva Dylan e ci ha mostrato qualcosa di orribilmente vero. Una storia in cui il vero mostro non è quello soprannaturale o umano, ma risiede all’interno di una bottiglia. I dialoghi inseriti al posto giusto con dovuta mestizia e sapienza non sono mai pesanti; al contrario. Ogni fase dell’albo passa con un’incredibile velocità, lasciando l’amaro in bocca.

Anche Giampiero Casertano non ha bisogno di spiegazioni. I volti dei personaggi prendono vita a ogni vignetta e le inquadrature magistralmente ci mostrano i punti salienti, quelli importanti ed essenziali per il lettore. Il bianco e nero non affaticano mai la vista e sono perfetti in questo numero.

Sull'autore

Rostislav Kovalskiy

Un giovane appassionato del mondo videoludico e di tutto ciò che lo circonda. Cresciuto con i videogiochi e libri tra le mani ha deciso di unire la sua passione per la scrittura con quella per i videogiochi ed ecco perché si trova qui.

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