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Instagram genera automaticamente titoli “SEO-style” e descrizioni per i post degli utenti, visibili solo nei risultati di ricerca (nei tag <title> e nella sezione “text” letta da Google) e non nell’app. Questi testi sono spesso sensazionalistici e non corrispondono a ciò che l’utente ha scritto o pubblicato, trasformando di fatto i creator in “pedine” per l’ottimizzazione SEO di Meta.
Esempi di titoli sbagliati
Un post su un gioco da tavolo chiamato Bloomhunter è stato descritto come se parlasse del videogioco Floramino, con informazioni totalmente errate. In altri casi, video casuali (come un coniglio che mangia una banana) o post di biblioteche e cosplayer hanno ricevuto titoli generici e clickbait come “Meet the Bunny Who Loves Eating Bananas…”, che nessuno degli autori avrebbe scritto e che alterano il modo in cui appaiono e vengono percepiti fuori da Instagram.
Come funziona tecnicamente
Questi titoli AI non sono l’alt text per l’accessibilità: sono un layer aggiuntivo, creato apposta per i motori di ricerca e verificabile con strumenti come il Rich Result Test di Google. L’obiettivo è migliorare il ranking dei contenuti Instagram su Google e nel nuovo ecosistema in cui i post pubblici vengono indicizzati e usati anche nelle risposte AI.
Cosa dice Meta e cosa puoi fare
Meta ha confermato di aver “iniziato a usare l’AI per generare titoli per i post che compaiono nei risultati dei motori di ricerca”, aggiungendo che servirebbe ad aiutare le persone a “capire meglio il contenuto”, ma ammettendo che “non saranno sempre accurati al 100%”. Gli utenti possono disattivare l’indicizzazione dei propri contenuti, ma questo rimuove del tutto la visibilità su Google, riducendo la scoperta dell’account.
Per verificare se sei coinvolto, puoi cercare i tuoi post su Google e controllare anteprima e snippet, oppure usare strumenti come il Rich Result Test inserendo l’URL del tuo post Instagram.









