Highguard crolla: Tencent ritira i fondi, meno di 20 sviluppatori rimasti a tenere in piedi il gioco

La storia di Highguard è il riassunto perfetto di come un live-service game possa naufragare in tempi record. Lo shooter free-to-play sviluppato da Wildlight Entertainment — studio fondato da veterani di Respawn Entertainment, i padri di Apex Legends e Titanfall — ha perso il 90% dei giocatori nell’arco di una settimana dal lancio del 26 gennaio 2026, passando da un picco di circa 100.000 giocatori simultanei su Steam a meno di 250 nelle settimane successive.

Il colpo finale è arrivato dall’interno. Il 11 febbraio, appena due settimane dopo il lancio, i dipendenti di Wildlight sono stati convocati a una riunione in cui la dirigenza ha comunicato che lo studio era a corto di liquidità e che la maggior parte del team — circa 100 persone — sarebbe stata licenziata con un “piccolo” indennizzo. Secondo Bloomberg, il motivo concreto è il ritiro del finanziamento da parte di Tencent, che sino a quel momento aveva supportato in modo riservato lo studio — una scelta di riservatezza insolita che aveva alimentato speculazioni per mesi — e che ha staccato la spina dopo che il gioco non aveva raggiunto i target di retention fissati internamente.

Restano oggi meno di 20 sviluppatori al lavoro per cercare di salvare il gioco, con una nuova patch in sviluppo. Ma le prospettive sono difficili: il lancio di Marathon e la rinnovata popolarità di Overwatch riducono ulteriormente lo spazio per Highguard nel mercato degli shooter competitivi. Alcuni ex dipendenti hanno usato la parola “hubris” per descrivere l’atteggiamento del management: forti dell’esperienza su Apex Legends, avrebbero sottovalutato quanto fosse cambiato il mercato dei live-service rispetto al 2019.

Una storia che — tra fondi ritirati, review bombing il giorno del lancio e una direzione creativa cambiata a metà sviluppo (il gioco era iniziato come un survival shooter alla Rust prima di virare verso lo shooter competitivo) — rischia di diventare un caso di studio su cosa non fare nel gaming moderno.

Di Rostislav Kovalskiy

Un non troppo giovane appassionato di tutto quel che ruota attorno alla cultura POP. Vivo con la passione nel sangue e come direbbe Hideo Kojima "Il 70% del mio corpo è fatto di film".