Capitani Italiani

Gli States hanno una certa fama fumettistica grazie agli eroi che hanno messo in piedi e che hanno saputo influenzare anche i personaggi di altri paesi. Eroi che nella loro invincibilità nascondono le debolezze umane, le paure comuni e i desideri più semplici. Ammettiamolo, essere un supereroe è una gran bella cosa, ma allo stesso tempo si tratta di un peso che in pochi vorrebbero e potrebbero sopportare. Potremmo dire che gli eroi in realtà sono uomini e donne che nella propria sconfitta trovano un modo per andare avanti, cercando una vendetta che nel tempo diventa un modo di vivere. Un mood continuo di brutte esperienze che alcuni autori riescono a mettere in mostra con una rara delicatezza. Ebbene, è arrivato il momento anche per l’Italia di avere i propri eroi, i Capitani Italiani.

Una collana di fumetti editi da Remer Comics che spinge molto proprio sul supereroismo e sulle città italiane, che a lungo sono rimaste senza un degno protettore. Ogni città in fin dei conti rappresenta un essere vivente a se stante che prende vita sotto le sembianze di personaggi più o meno stravaganti. Ecco quindi che Venezia ha il suo leone antropomorfo di nome Capitan Venezia e che dalle prime righe travolge con il dramma, il desiderio del perdono e una vita giovane che non sembra voler andare avanti.

Capitani Italiani

Ovviamente in realtà quasi tutte le città hanno i loro protettori, che in un certo senso rappresentano quelle che sono le leggende della lupa romana oppure l’animo ribelle di una Napoli in balia della malavita. Questo è un momento storico in cui bisogna prendere quel che c’è di buono e di proteggerlo e di pensare forse con un po’ d’orgoglio alla propria città natale.

Inutile dire che il riferimento ai fumetti Marvel è alto e viene visto sia all’interno dei personaggi singoli, che durante l’azione congiunta di un team improvvisato. Ci sono gli omaggi come il buon Furyo che cerca di unire gli eroi sotto un’unica bandiera, cercando di convincere il governo del vantaggio tattico nell’avere queste persone speciali dalla propria parte. Dall’altra parte abbiamo diversi personaggi che in fin dei conti ci ricordano in parte gli Avengers o i Defenders.

Forse il problema maggiore è la caratterizzazione degli albi, che prendono in esempio delle storie (quasi sempre) già partite e non si arriva però al livello di Valiant con il suo Unity e le varie diramazioni riguardanti i singoli personaggi. Fatto sta, però, che alcuni personaggi, più degli altri, conquistano anche il lettore più indeciso.

La bontà della narrazione italiana arriva anche grazie a una buona scelta narrativa che rispecchia in modo abbastanza concreto quello degli USA. Ogni capitano ha (quasi sempre) un suo disegnatore e sceneggiatore diverso. Spesso parliamo di persone che in quelle città ci sono nate e ci abitano come un Pasquale Qualano oppure Antonio Sepe. La gran fatica sta però nelle mani di Fabrizio Capigatti, che ha pensato a Capitan Venezia nel 2006 e che alla fine si è rivelata quella vincente.

Con questo articolo vorrei dare il benvenuto anche sulle mie pagine a questa serie e non solo presto vedrete delle novità al riguardo, ma sicuramente anche delle guide alla lettura.

Autore

r.kovalskiy@havocpoint.it

Un non troppo giovane appassionato di tutto quel che ruota attorno alla cultura POP. Vivo con la passione nel sangue e come direbbe Hideo Kojima "Il 70% del mio corpo è fatto di film".

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