I Migliori Giochi Digimon di Tutti i Tempi: La Classifica Definitiva

La classifica dei migliori giochi Digimon
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Digimon ha camminato su un sentiero difficile nei videogiochi. A differenza di Pokémon, che ha mantenuto una formula coerente, il franchise ha sperimentato in ogni genere immaginabile. Questo significa che il catalogo è pieno di perle nascoste, ma anche di titoli completamente dimenticabili. Dalla PS1 al 2025, ecco i venti giochi Digimon che contano davvero.

19. Digimon Racing (2004)

Un kart racer su Game Boy Advance con Digimon. L’idea è strana, ma il gioco è sorprendentemente solido. I personaggi si digivolgono durante le gare per acquisire nuove abilità, creando un twist unico nel genere. Non è capolavoro, ma merita rispetto per l’originalità.

18. Digimon All-Star Rumble (2014)

Questo fighting game è considerato il peggior titolo della serie da molti, principalmente perché arriva in un’epoca in cui i giochi di combattimento si erano evoluti notevolmente. La grafica moderna è attraente, ma il gameplay manca di polisciatura. Se non ami gli JRPG, potrebbe piacerci, ma ci sono scelte molto migliori nel genere.

17. Digimon World 4 (2005)

Un hack-and-slash che rappresenta il primo tentativo del franchise nel genere action. Ha il merito di provare qualcosa di diverso, ma arriva poco convincente e genericista, soprattutto se paragonato a Devil May Cry 3 o agli esordi di God of War. Le meccaniche di azione rimangono piatte e i Digimon aggiungono poco al fascino generale.

16. Digimon World Championship (2008)

Sviluppato per Nintendo DS, questo gioco usa il touch screen in modo così contorto da risultare quasi ingiocabile. Il sistema di combattimento attivo è confuso e poco intuitivo. Un esperimento fallito che mostra come non sfruttare il potenziale di un hardware.

15. Digimon Digital Card Battle (2000)

Un adattamento video di un gioco di carte collezionabili che funzionava meglio su carta. Prova a sfruttare il medium digitale con digi-parti equipaggiabili, ma le lunghe battaglie, l’intelligenza artificiale traballante e le strategie rotte lo rendono più frustrante che divertente. Un’interessante curiosità storica, nulla di più.

14. Digimon World 3 (2002)

Conosciuto come “Digimon World 2003” in Europa (nome decisamente più accattivante), questo capitolo rappresenta un tentativo di seguire la formula Pokémon. Il gioco offre un mondo più grande e una battaglia JRPG più tradizionale, ma cade nella ripetitività. I dungeon si assomigliano tutti, gli scontri richiedono troppo tempo, e l’esperienza complessiva è noiosa. Non è disastroso, ma è facile capire perché sia stato dimenticato.

13. Digimon Battle Spirit (2003)

Questo fighting game su Game Boy Advance merita più credibilità di quanto riceva. I Digimon iniziano come rookie o champion, e possono digivolvere in ultimate o mega durante il combattimento. I pixel art sono puliti e belli, e il gioco funziona sorprendentemente bene su un portatile. Underrated e spesso oscurato dal fatto che il fandom preferisce associare Digimon con le console PlayStation.

12. Digimon Rumble Arena 2 (2004)

Un fighter tipo Super Smash Bros. con roster di Digimon e belle modelle 3D che giustificano l’upgrade alle console di nuova generazione. I controlli sono goffi e molte meccaniche non hanno tenuto bene nel tempo, ma per i fan che vogliono giocare con amici in stile classico, rimane il miglior fighting game del franchise.

11. Digimon World 2 (2001)

Il secondo capitolo PS1 abbandona completamente il sistema di allevamento di Digimon World per offrire un vero JRPG turnato in 3v3. Le battaglie sono lunghe, i dungeon sono tutti uguali, e il ritmo è esasperante. Eppure, per chi ama il genere e ha la pazienza di affrontare il grind, contiene un fascino particolare. È nostalgia pura per chi c’era al lancio.

10. Digimon ReArise (2018)

Un gioco mobile gacha che rappresenta il primo dei titoli free-to-play di Digimon. Le meccaniche sono standard per il genere, ma la grafica è impressionante e offre un twist moderno sulla collezione e la digivoluazione. Il problema? Il servizio si è concluso nel 2022. Non puoi nemmeno giocarci se non hai accesso ai file privati. Una curiosità storica che non ha avuto seguito.

9. Digimon World Dawn & Dusk (2007)

Questi due giochi DS rappresentano un punto di svolta nel franchise. Seguono le orme di Digimon World DS ma con storie più profonde e sistemi di allevamento più sofisticati. Con centinaia di Digimon da catturare, la progressione è gratificante, anche se il grind può diventare opprimente. La pixel art è straordinaria per l’epoca, e il sistema di battaglia posizionale offre più profondità del semplice ordine dei turni. L’unico difetto è la limitazione dovuta al sistema a due versioni, identico a Pokémon, che non ha molto senso per il franchise con le sue molteplici vie di digivoluazione.

8. Digimon World DS (2006)

Il primo della subserie Digimon Story (anche se occidentalmente viene ancora chiamato “Digimon World”), questo gioco su Nintendo DS rappresenta il momento in cui il franchise inizia a capire la sua identità. L’esplorazione ricorda Mega Man Battle Network, le battaglie turnate 3v3 sono soddisfacenti, e il roster è ampio. La storia è leggera e il sistema di allevamento è più semplice rispetto ad altri titoli, il che lo rende accessibile. Un punto di partenza eccellente per nuovi giocatori.

7. Digimon Survive (2022)

Bandai ha osato enormemente con questo titolo. Non è un JRPG tradizionale: è un visual novel con combattimenti tattici su griglia come contorno. Se ami le visual novel, qui troverai la migliore narrativa che il franchise abbia mai offerto. I personaggi sono ben costruiti, la storia ha elementi horror rari per il franchise, e il tono è inaspettatamente maturo.

Il sistema di battaglia non è il fiore all’occhiello, e gli lunghi tratti narrativi potrebbero annoiare chi non è interessato al genere. È una scommessa che paga solo se entri nel progetto con le giuste aspettative.

6. Digimon World: Next Order (2016)

Una sorta di seguito spirituale del primo Digimon World, questo gioco porta il sistema di allevamento lento nel mondo moderno. È un’esperienza contemplativa: allevi i tuoi Digimon, li guidi nella battaglia (che avviene automaticamente), e gradualmente li vedi crescere. Con un design quasi open-world e una grafica moderna, offre la stessa sensazione vibrante dell’originale senza sentirsi primitivo.

O questo gioco ti conquista completamente, o ti annoia terribilmente. Non esiste compromesso. Per i 30 ore che funziona, è un’esperienza soddisfacente.

5. Digimon Story: Cyber Sleuth – Hacker’s Memory (2017)

Un seguito diretto di Cyber Sleuth che non reinventa la formula, ma la affina. Lo stesso mondo digitale, la stessa struttura di battaglia 3v3, lo stesso approccio alla collezione. Quello che lo distingue è la narrativa: con le fondamenta già stabilite, il gioco può concentrarsi su una storia d’autore più ricca. Segui il mondo degli hacker che stava ai margini del primo gioco, e incontri personaggi memorabili che comprendono veramente l’appello della serie animata.

Sì, è molto simile al suo predecessore, il che deluderà chi sperava per un salto significativo. Ma come esperienza a sé stante, è solida e spesso superla in qualità narrativa.

4. Digimon Story: Cyber Sleuth (2015)

Con questo gioco, Digimon ha finalmente trovato il suo posto nei JRPG moderni. Arriva dopo anni di assenza dai mercati occidentali, e lo fa con stile. Un detective privato che indaga su strani fenomeni in un mondo digitale parallelo è il concept perfetto per il franchise. La battaglia 3v3 è tattica senza essere complessa, il grinding è presente ma non punirtivo, e il roster di oltre 200 Digimon garantisce che il tuo team sarà veramente personale.

La storia è leggera rispetto ai grandi nomi del genere, ma questo è un punto di forza per l’accessibilità. Cyber Sleuth è il punto di partenza ideale per chiunque voglia esplorare il franchise senza affrontare i vicoli ciechi dei titoli precedenti.

3. Digimon World Re:Digitize (2012-2013)

Uscito esclusivamente in Giappone per PSP nel 2012, con un port migliorato su 3DS nel 2013 chiamato “Decode”, questo gioco rappresenta un ritorno alle radici. È un simulatore di creature lento e riflessivo, simile al primo Digimon World, ma con design di personaggi più moderni e anime-style grazie ai character designer di Durarara!! e Shin Megami Tensei: Devil Survivor.

È un peccato che il gioco non sia mai arrivato in Occidente, perché per molti fan del genere creature-raising sarebbe stato perfetto. La sua assenza dalla nostra classifica ufficiale è una ferita ancora aperta nel fandom occidentale.

2. Digimon World (1999) – Il Fondamento

No, non è un errore. Digimon World merita il secondo posto per il suo impatto storico e la sua unicità duratura. Ventisei anni dopo il lancio originale su PS1, rimane un’esperienza inconfondibile. È basato su pura istintività, scoperta, tentativi ed errori.

In un’era dove i videogiochi spiegano tutto nei tutorial, Digimon World chiede fiducia. Non tutti lo apprezzeranno—molti lo troveranno frustrante—ma coloro che si sintonizzano con le sue vibrazioni scopriranno un’avventura epica quanto personale. È il fondamento su cui tutto il resto è costruito, e per questo rimane irrinunciabile.

1. Digimon Story: Time Stranger (2025)

Se Cyber Sleuth era la prova che Digimon poteva stare al passo con i grandi nomi del genere JRPG, Digimon Story: Time Stranger è la dimostrazione che il franchise è finalmente pronto a scrivere il suo futuro autonomamente, non vivendo all’ombra di Pokémon.

Uscito a ottobre 2025 su PS5, Xbox Series X/S e PC, questo gioco rappresenta l’evoluzione naturale di tutto quello che il franchise ha imparato in due decenni. La trama del viaggio nel tempo è affascinante, e l’elemento emotivo del rapporto tra una ragazza e il suo Digimon aggiunge profondità genuina a quella che potrebbe essere una storia ordinaria.

Il sistema di battaglia 3v3 ritorna raffinato, con più opzioni di personalizzazione attraverso agenti umani equipaggiabili e un’enfasi maggiore sulle riserve. Con oltre 400 Digimon, il sistema di costruzione del team è vasto e complesso senza risultare opprimente. De-digivoluazioni, DNA digivoluzioni, potenziamenti: ogni scelta conta.

Per la prima volta, un gioco Digimon sembra completo e senza compromessi dovuti a limitazioni hardware o di bilancio. Time Stranger non ha qualifiche significative. Non è costruito attorno a un’idea stramba. È semplicemente un gioco ben fatto, finalmente pronto a competere non solo con Pokémon Legends Z-A in arrivo, ma con i migliori JRPG disponibili.

È il punto di svolta. È il numero uno indiscusso.

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