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Fallout 76 – A spasso nel nuovo mondo – Un provato un po’ speciale

Fallout 76

Si sta avvicinando sempre di più l’uscita di Fallout 76, il videogioco targato Bethesda che per la prima volta si approccia a un totale comparto multigiocatore. Una bella sfida piena di monti altissimi che l’azienda dovrà scalvare, ma solo grazie al feedback dei videogiocatori. Avendo provato la B.E.T.A. del gioco ho ovviamente pensato di scrivere subito un bel provato, ma poi mi ha assalito un dubbio. Scrivere un articolo similissimo a una recensione in cui parlo dei vari aspetti del gioco ha poco senso. Spesso leggendo questi tipi di articoli ci si trova davanti alle stesse frasi che poi verranno scritte anche nella recensione e disquisire per ore sul sistema di combattimento prima del necessario non è una cosa saggia. Non lo è nemmeno parlando della trama. Quindi voglio provare un approccio diverso stavolta. Desidero scrivere le impressioni di un abitante del Vault, di un giocatore e appassionato della serie. Descrivere quelle sensazioni che proviamo durante le prime fasi di un gioco e che alla fine spiegano parecchio senza svelarne la natura. Lasciamola in preparazione in vista della recensione. Ovviamente perdonate la prosa che lascia molto a desiderare e sintetica. Se dovessi descrivere la storia come si deve, ci uscirebbe sicuramente un piccolo racconto ed è troppo per un semplice simil-provato.

Un simpatico abitante del Vault che ha deciso di voler morire.

La guerra non cambia mai

Mi risveglio nella mia stanza del Vault, vuota e spoglia, come quella di tutti gli altri. Pochi rimasugli di una vita precedente, qualche cianfrusaglia e degli oggetti che probabilmente nemmeno mi appartengono. Da quando mi trovo qui, tante cose sono cambiate e tra queste segno sopratutto la quasi totale scomparsa della proprietà privata. Ognuno può entrare nella stanza dell’altro e fare quel che gli pare e piace. Prendo il Pip-boy e mi dirigo verso l’uscita. Il Vault 76, la salvezza di tutta la Virginia dell’ovest, è silenzioso e vuoto. Sono ormai tutti fuori ed eccola, quella strana sensazione che mi prende allo stomaco nei momenti più importanti della mia vita. Non è la voglia di andare in bagno, cioè, forse sì, ma non solo per lo meno. Un nodo alla gola e una pesantezza allo stomaco mi attorcigliano nel loro abbraccio, ma ahimè, devo andare anche io. Le disposizioni del grande boss erano chiare e ognuno di noi deve cercare di ripopolare la terra dopo la guerra tra quei coglioni di comunisti e noi, un paese che si è sempre battuto per la libertà.

Sento dei passi provenire da un angolo remoto del Vault e il panico pervade ogni millimetro del mio corpo come una scossa elettrica. Come quando prendi una veloce scossa che però ti scombussola tutto. Alla fine mi accorgo che è solo un altro abitante che come me cerca di raggiungere l’uscita. Sul suo volto vedo il glorioso sorriso di un cittadino pronto a morire per la causa, ma in realtà si sente la puzza della sua paura a un miglio di distanza. La paura che hanno sicuramente tutti. Si ferma davanti a me, mi guarda e fa un balletto per poi farmi il gesto di un cuoricino. Sarà sicuramente un pazzo. Senza aspettarmi inizia a correre verso l’uscita dimenticandosi dell’equipaggiamento, dei vestiti e dei medicinali. Un vero genio e sicuramente un protetto della Vault-Tec.

Fallout 76 B.E.T.A.
Un poveraccio rimasto ucciso dalle bombe.

Country Road

La luce abbagliante del sole inonda il mio viso di un calore che non pensavo di dover mai riprovare sulla mia pelle smorta. Gli occhi bruciano parecchio e le orecchie fischiano. Per l’emozione forse. Man mano che il mio cervello inizia a capire cosa sta succedendo tutto diventa più chiaro e riesco a fare il primo respiro profondo. Grave errore.

L’aria fetida e calda sembra volermi bruciare dall’interno. Come quando un drago che non si è mai lavato i denti e malato di ogni malattia immaginabile vi soffia direttamente in bocca lasciandoci anche qualche sputo. Sento un conato di vomito salire su per la gola, ma lo trattengo, non qui e non ora. Mi pento d’essermi alzato da quel letto che adesso non sembra nemmeno cosi male.

– Anche tu qui, eh? – dice una voce maschile che non conosco e non riesco a mettere a fuoco. – Respira piano, devi abituarti alla natura… o quel che ne rimane. Questo posto è un fottuto casino amico e non so davvero come riusciremo a ripopolarlo. Non so nemmeno se ci riusciremo.

– Accogli tutti in questo modo? – chiesi con una nota di sarcasmo strofinando gli occhi e osservando le terre che mi circondavano. In effetti era una landa piena di alberi smorti, gemiti inumati, spari e chissà cos’altro. Ovunque aleggiava un odore che ricordava quello dei corpi morti in decomposizione. – Cosa diavolo è questo fetore?

– Sono gli amici supermutanti qui vicino con le loro prede.

– Super cosa? Di cosa cazzo stai parlando?

– Immaginati un bodybuilder verde e puzzolente desideroso solamente di uccidere e trasformare tutti in delle bestie simili a lui o a mangiare… Si tratta di una delle simpatiche creature che troverai sul tuo cammino e chissà, magari un giorno finirai nella loro pentola. – sogghignò l’uomo, che ora riuscivo a vedere chiaramente. Era un abitante del Vault come me, ma sembrava stare qui da mesi.

– Vai a farti fottere da uno di quei supermutanti.

Senza aspettare la sua risposta mi incammino verso il basso della montagna seguendo i scalini e iniziando una nuova vita, anche se non oserei chiamare questo… vivere.

Fallout 76 B.E.T.A.
Stasera… SCOPONE!!!

Oltre le barriere

Il sole ha salutato questo mondo sconfitto e ferito facendo spazio alla luna. Il buio non è fitto, ma abbastanza oscuro e impenetrabile da mettermi paura, rendendo i miei passi lenti e incerti. Non sapere dove sono quelle creature simili agli umani, ma rosse e totalmente fuori controllo fa paura. Fa dannatamente paura e non ho nessuno con cui condividere questa mia sensazione. Devo solo andare avanti, verso l’aeroporto. Devo cercare gli indizi del Soprintendente, capire dove è andata e magari pensare a una base da installare.

In questi giorni ho incontrato tanti nemici, poche facce amichevole e nessuna famigliare. Altri abitanti del Vault sembrano occupati con delle missioni di cui conoscono solo loro il significato e non conversano con nessuno. A volte si trovano dei piccoli gruppetti ma sono rari e non cercano la collaborazione a lungo termine. Ognuno pensa alla propria pellaccia. L’istinto di sopravvivenza ha la meglio sul raziocinio.

Talvolta, quando sono molto stanco e affamato, vedo il mondo a scatti. Sembra che stia camminando con i fotogrammi e in quei momenti cerco di fermarmi e riposare. Si tratta di un problema che non capita solo con lo stress a mille per colpa dei nemici, ma anche nelle situazioni più disparate. Non voglio nemmeno ricordare la colazione di ieri in questo modo.

Fallout 76 B.E.T.A.
A spasso con gli amici.

La casa dell’orrore

Il cuore mi batte forte, sembra che stia per scoppiare esplodendo in mille pezzi. Il sangue pompa in modo veloce nel mio cervello, ma vedo comunque la vista offuscarsi e quel mostro – che tutti chiamano Ardente – che giace ai miei piedi con la testa rotta non mi fa più cosi paura. Il desiderio di ucciderne altri si fa sempre più forte, ma il mio corpo decide di voler riposare e riprendersi. Ed eccolo, l’urlo di un altro dannatissimo ardente. Eppure, sono sicuro d’averli uccisi tutti nell’edificio, ma chissà. Questi stronzi si nascondono come dei topi di fogna e attaccano nel momento meno opportuno. Purtroppo, dopo una battaglia estenuante le mie forze sono praticamente pari a zero.

Lo sento avvicinarsi. Dei passi irregolari e pesanti si avvicinano senza sosta al bagno dove mi trovo io, ancora troppo stanco per fare qualcosa. La sua faccia ricorda quella di una statua di cera mentre si scioglie sotto il sole e un grande ghigno la rende più terrificante e macabra. Sa chi sono e sa cosa vuole… la mia carne. Inizia a camminare lentamente, assaporando l’istante che precede la mia morte. Pregustando quell’odore di paura che emano. Cercando un punto dove potermi colpire senza uccidermi velocemente. Un subitaneo boato echeggia nell’edificio e la bestia davanti a me cade come un sacco di patate a terra, con il ghigno ancora visibile.

– Amico. Sei salvo. – dice una voce profonda dall’altra stanza

– Chi sei? – chiedo sconcertato

– Come te, un abitante del Vault 76. Abitavo alla tua sinistra, anche se non ci eravamo mai parlati in quel buco.

Mi alzo a fatica ed esco dalla stanza con il cuore in gola. Davanti a me, in una stanza illuminata da una flebile luce delle lampade che stranamente continua a funzionare, ci sono due persone. Un uomo e una donna. Tra le mani tengono dei fucili e i loro vestiti sono delle armature vere e proprie, ma sui loro visi vedo un sorriso. Quel sorriso amichevole che di solito si vede sul volto di un amico. Capisco d’aver trovato dei compagni.

Fallout 76 B.E.T.A.
Le macabre scoperte durante una passeggiata mattutina.

Sull'autore

Rostislav Kovalskiy

Rostislav Kovalskiy

Un giovane appassionato del mondo videoludico e di tutto ciò che lo circonda. Cresciuto con i videogiochi e libri tra le mani ha deciso di unire la sua passione per la scrittura con quella per i videogiochi ed ecco perché si trova qui.