Mister Miracle

Mister Miracle #1 – Recensione

Alcuni eroi cambiano, maturano e dimostrano qualcosa che inizialmente non era presente. Percorrono un lungo viaggio nel quale combattono contro quel demone inferocito che si cela al loro interno, talvolta uscendone vincitori, altre volte sconfitti. Delle volte poi ad aiutare ci sono le persone più care, come ad esempio la fidanzata/moglie, che mette a posto le cose. Quest’oggi sono qui per parlare di un personaggio creato dal leggendario Jack Kirby e che ha trovato una nuova linfa vitale grazie alla potenza descrittiva di Tom King e le matite di Mitch Gerards. I due autori sono come delle particelle, che insieme creano cose più incredibili come ad esempio Sherif of Babylon. Stavolta tocca a Mister Miracle, che si presenta con una serie di 12 volumi e che RW Lion propone con la sua prima uscita. Questa racchiude la prima metà della miniserie e ci racconta in modo indiscutibile un vero e proprio dramma.

Darkseid è…

Per capire la storia e il personaggio dell’albo bisogna comprendere anche la sua storia passata. Mister Miracle, il cui nome è Scott Free è il figlio del potentissimo Altopadre di Nuova Genesi. Questi, per cercare di fermare una guerra che avrebbe messo fine alla propria razza decide di stipulare un accordo con i propri nemici, di cui il capo è Darkseid. L’accordo consiste nel scambiare il proprio primogenito con quello del super villain. Cosi Scott finisce nel riformatorio del terribile pianeta Apokopolips e cresce sotto l’occhio vigile di Nonnina Cara (Granny Godness). Un giorno egli riesce a fuggire dal pianeta insieme a quella che poi sarebbe diventata sua moglie, Big Barda. Finendo sul pianeta Terra Scott si costruisce una vita, diventando l’escapista di nome Mister Miracle.
L’apertura di questa storia vede Scott tentare di togliere la vita tagliandosi le vene. Un argomento pungente e delicato che viene affrontato in modo maturo e non edulcorato. Le paure di Scott derivano dallo stesso concetto di libertà e di cosa rappresenta per ognuno di noi. Qualche sognatore si sarà sicuramente fatto delle domande simili a quelle poste da Scott nel volume, che spesso toccano anche la religione e Dio.
Nel frattempo, l’Altopadre muore e gli succede suo figlio illegittimo, ossia quello di Darkseid e inizia cosi una nuova prova di coraggio per Scott. Questo lo metterà davanti a molti quesiti e problemi, che spesso verranno risolti da Big Barda, che come ogni donna innamorata, fa di tutto per il proprio amato. In tutto questo, però, non mancano i momenti di quotidianità. Momenti che qualcuno potrebbe trovare banali, come il traffico di un’autostrada o un tramonto in riva al mare, ma sono quei momenti di semplice quotidianità che contraddistinguono una parte dell’eroe che andremo a scoprire. Anche le scene intime tra Barda e Free sono colpe di delicatezza, spontaneità e passione.

Darkseid è…

Come ho detto prima, dietro ai testi troviamo un autore che in questi anni si è distinto in una maniera profondo all’interno del panorama DC. Tom King ha condotto il Cavaliere Oscuro sull’altare e il matrimonio è previsto per il 4 luglio, ma anche in quei frangenti, c’erano delle parti dedicate proprio alla vita quotidiana tra i personaggi. Ha sempre voluto mostrare il lato più umano e quasi casalingo degli eroi, dandoci la possibilità di avere un punto di vista diverso su tutta la questione. In questo caso abbiamo a che fare con un personaggio che di solito esprime tutta la sua positività, ma che è reduce da un grande trauma, il tentato suicidio. Un gesto forte e punitivo che spesso non lo farà dormire e lo farà sentire piccolo rispetto a tutto e tutti. Reduce dal comprendere che la libertà è solo una finzione e che ognuno ha dei doversi verso qualcuno.

I dialoghi inseriti all’interno delle vignette sono sciolti, semplici e quasi sinceri, nonostante alcuni momenti più filosofici in cui si discute di Dio. Viene dato molto peso alle singole parole, domande e risposte e Tom King se la gioca in modo eccelso in ogni istante, lasciando quasi con il fiato sospeso il lettore, senza dargli tregua. Non abbiamo un momento in cui i discorsi e i singoli gesti o sguardi siano superflui e superficiali.

A questo punto bisogna parlare dell’altro Jolly che sta dietro alla creazione della serie, Mitch Gerards. Un disegnatore che ha collaborato con Tom, creando tra l’altro un fumetto per adulti dal tono quasi cinematografico, Sherif of Babylon. Spesso, egli usufruisce delle vignette messe a griglia o per meglio dire, gabbia. Lo abbiamo visto proprio in Batman e a volte anche nel fumetto bellico. In questo caso, però, tale tecnica accompagna ogni pagina e ogni capitolo della storia. Il suo funzionamento ci ricorda un po’ quel Watchmen di Alan Moore e posso dire senza timori che si tratta di una tecnica vincente in questo frangente. I personaggi giocano il ruolo fondamentale all’interno delle strette vignette, denotando alcuni particolari del loro aspetto fisico o delle loro emozioni. Queste riescono a trasparire in modo netto e preciso dai volti e a posizionarsi perfettamente in questa gabbia, attraverso la quale vediamo le vicende.

Lo stile di Mitch è il solito, con le linee leggermente abbozzate, ma precise che delineano i volti e il mondo circostante. Nonostante questo, è molto interessante vedere le tecniche che lo hanno portato a sfruttare al massimo la griglia e alcuni piani lunghi esterni sono da capogiro e ricordano quei film degli anni 90 e 80 che abbiamo visto un po’ tutti quanti. Ora non ci resta che attende la fine della pubblicazione di Mister Miracle negli USA e quindi l’uscita del secondo volume in Italia.

Quindi… Darkseid è…

Sull'autore

Rostislav Kovalskiy

Un giovane appassionato del mondo videoludico e di tutto ciò che lo circonda. Cresciuto con i videogiochi e libri tra le mani ha deciso di unire la sua passione per la scrittura con quella per i videogiochi ed ecco perché si trova qui.

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