Il videogioco è un media che, nonostante la sua giovane età, ha subito un’evoluzione costante, rapida e forse troppo veloce in certi punti. Oggi pochi brand occupano un vertice troppo grande per essere sostenuto, e l’intero sistema videoludico sta lentamente scricchiolando. Sotto gli occhi di tutti.
Al Napoli Comicon, Andrea Pessino ha parlato di questo durante il suo talk con Francesco Fossetti e Marco Mottura — e devo dire che è stato uno di quegli incontri in cui senti i tuoi stessi timori, ma detti da qualcuno che il videogioco lo vive in modo ancora più diretto. Un uomo che ha sempre sviluppato titoli capaci di spingere le console ai loro limiti.
Pessino non le manda a dire. Con pacata maestria descrive un’industry in cui rischiare è diventato quasi impossibile — e dove non c’è rischio, non c’è innovazione. Gli investitori hanno paura, i progetti si omologano, e il risultato è un impoverimento progressivo dell’intera offerta.
Tra i temi toccati, la VR: da tecnologia potenzialmente rivoluzionaria a argomento quasi da dimenticare. Un device senza offerta, poco appetibile per un pubblico che ha smesso di crederci. Eppure all’inizio sembrava qualcosa di dirompente.
E poi il Game Pass, che ha abbattuto la barriera d’ingresso a zero — permettendo a chiunque di provare titoli nuovi — ma ha anche contribuito a snaturare i grandi franchise, rompendo la percezione del prodotto premium e l’importanza del brand.
Quello che ho apprezzato di più di Pessino, però, è la sua onestà. Si rende conto dei propri errori, non cerca scuse, non punta il dito contro gli altri. Ammette, e va avanti. Con la grinta di un giovane, nonostante i suoi sessant’anni.
Come sempre, il Napoli Comicon riesce a offrire una visione a 360 gradi di un’industry in costante evoluzione — non sempre nella direzione giusta.

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