Come tante altre persone nate a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, sono letteralmente cresciuto a pane, cartoni e videogiochi. E delle volte le due cose andavano a combaciare. Ricordo ancora la prima volta che vidi quel capolavoro che è Toy Story, e ammetto di riguardarlo periodicamente perché offre sempre qualche spunto di riflessione interessante. Ed è anche un bel tuffo nel passato.
Lo stesso tuffo che ho fatto grazie a Toy Story Round Up e Toy Story 3, che mi ha gentilmente fornito il publisher.
Da amante dei videogiochi, adoro profondamente alcuni titoli del passato che mi hanno accompagnato per una parte importante della mia vita. Round Up funziona un po’ come la Disney Afternoon Collection o la splendida raccolta dedicata alle Teenage Mutant Ninja Turtles: all’avvio veniamo catapultati in un mondo fatto di tutti i videogiochi dedicati a Toy Story.

Si parte dal primo, glorioso capitolo uscito per Genesis, per passare a Super Nintendo, PlayStation, Game Boy e compagnia cantante. La chicca delle chicche, a mio avviso, sta però nei contenuti extra: si possono ascoltare tutte le musiche, guardare un piccolo documentario e farsi una retrospettiva sui vari giochi. Aggiungere questi contenuti è forse la cosa migliore per vecchi dinosauri come me.
Ovviamente non tutti i giochi sono invecchiati allo stesso modo, e alcuni capitoli potrebbero risultare ostici. Anche il gioco di kart, nonostante il grande divertimento, porta gli strascichi di un’epoca ormai passata e di uno stile troppo vetusto.
D’altra parte ci troviamo davanti ad alcune perle che altrimenti sarebbero rimaste dimenticate da tutti. Ed è molto interessante vedere le differenze tra lo stesso gioco a seconda della piattaforma, così come tra un Game Boy e un Game Boy Color.
Il vero punto di svolta, inevitabilmente, è Toy Story 3, il capitolo che mi mancava e che ho giocato con gran piacere. È un platform d’azione con componenti per nulla scontate e a volte persino troppo moderne per l’epoca.
Il gioco ricalca alla perfezione il capitolo cinematografico e, muovendosi su un tavolo da gioco simile a quello del Monopoli, ci porta in diverse missioni. Alcune hanno un peso maggiore delle altre e altre sono dei riempitivi, ma, a conti fatti, tutto funziona perfettamente ancora oggi.
Le meccaniche per guidare tre personaggi attraverso i livelli sono sempre ben progettate e permettono di sfruttare gli ambienti sia in orizzontale che in verticale. Devo ammettere che avere più personaggi da manovrare mi era sembrato un azzardo, e invece funziona benissimo in praticamente ogni frangente della storia.

Graficamente, nonostante gli anni trascorsi, Toy Story 3 si difende alla grande anche nel 2026. I modelli poligonali sono perfettamente in linea con quelli visti nella saga cinematografica, e vederli rappresentati così fedelmente fa sempre piacere. I giochi di luce restituiscono le giuste sensazioni ed emozioni, così come gli ambienti: alcuni sono stati riprodotti alla perfezione, altri hanno subito un restyling più o meno importante.
Questa collection è ovviamente per chi desidera immergersi di nuovo in una saga che fa tornare bambini, ma non solo. Il terzo capitolo, preso singolarmente, è perfetto anche per le nuove generazioni, che forse non reggerebbero la pesantezza di certi gameplay del passato. Un giocatore di vecchia data, al contrario, troverà pane per i suoi denti.
