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Sarò sincero questo capitolo della famosa serie di Activision non mi è piaciuto, lo sviluppatore Treyarch che si occupa della serie Black Ops all’interno del team di Call of Duty ha integrato la campagna, il multiplayer e la modalità zombie in un unica esperienza in condivisione cooperativa. Il problema di questo episodio non si basa sulle meccaniche oppure con le mappe, che le ho trovate tendenzialmente buone e forse leggermente meglio bilanciate per i meccanismi d’attacco e copertura, ma la stratificazione dell’evoluzione delle armi in stile multiplayer ognipresente che aleggia sempre durante l’esperienza fa si che non ci si diverte abbastanza.
Trovare gli elementi che ne fanno da padrona, e che funzionano, dal lato online ha fatto si che a molte persone storcessero il naso compreso il sottoscritto sia nella campagna che dal lato zombie, facenso si che non ci fosse una differenzazione fra chi gioca abitualmente online a chi magari preferisce la sezione privata. Per quanto sia divertente giocarci però l’idea che mi sono fatto durante le ore di gioco, è che Activision non abbia calcolato minimamente i giocatori dediti al single player e risaltendo forzatamente la fortuna fatta con quel progetto, che non apprezzo minimamente, chiamato Warzone.
Dopo Black Ops 2

La campagna è un esperienza che non è alla pari delle scorse generazioni di episodi, facendo calare il divertimento all’interno delle ore passate davanti allo schermo. In quanto il primo elemento che salta all’occhio è la possibilità di poter giocare fino a 4 giocatore nella medesima sessione di gioco, fornendo un interfaccia che ricorda fin troppo l’esperienza di gioco a capitoli della sezione multigiocatore e Warzone sopratutto, fornendo un interfaccia che ricorda forse troppo l’esperienza online.
La storia è un susseguirsi di momenti nel quale David Mason, figlio di Alex Mason, ormai cresciuto e con un ottimo passato nell’esercito ormai è al comando di una squadra del J-Soc che deve dare la caccia a Raul Menendez. Le vicende seguono uno dei finali di Black Ops 2, e già qui casca il primo asino nel quale la storia per quanto potesse essere intrigante non è così entusiasmante, con battute riciclate e scontate oltre al fatto che non è presente neanche una scelta della trama come nel capitolo precedente, perché stiamo parlando di BO2 uscito nel 2012 quando la PS4 e Xbox One non erano neppure sul mercato, quindi di 2 generazioni indietro.
Il secondo problema che si basa almeno dal mio punto di vista è che, anche se dal lato tecnico c’è un fotorealismo di altissima qualità con ambientazioni all’avanguardia, le aree dove interagiremmo sono prese spunto dal Battle Royale che cozza davvero male in un settore nel singolo giocatore. Mi sarei aspettato che l’intera squadra fosse seguita dal protagonista, uno qualsiasi, permettendo uno scontro fra team anche in singolo giocatore controllate dalla CPU invece l’ombra di Warzone è sempre dietro l’angolo, perché dovremmo sempre muoverci da soli, cercando casse di rifornimento posizionate a caso – almeno ci fossero delle aree militari, anche convogli – e una mini-mappa che va benissimo nell’ambito online ma meno in quello offline, facendo si che non ci siano situazioni scontri casuali come dovrebbe esserci in un ipotetico scontro armato.
Meccaniche invariate

Non si parla di meccaniche di gioco o come hanno realizzato il prodotto per l’ennesima volta, meccanicamente è lo stesso prodotto del 2019 e riproposto di nuovo con delle migliorie dal punto di vista della precisione, dove si potrà equipaggiare il protagonista con due armi alla volta, una manciata di granate e qualche attrezzo del mestiere. Questi ultimi sono delle carte bonus dove conferiscono delle abilità migliori per un breve periodo, come una maggiore velocità di movimento, poter fare un salto di 50 metri in stile Black Panther e molte altre però mi domandavo, si sentiva davvero bisogno di potenziamenti fantasy in un semi-simulatore?
Il gioco fornisce una spiegazione ma non c’è un netto divario fra realtà nella linea temporale del titolo e la finzione, da ciò che si può vedere nella sezione campagna che possiamo considerare offline, nella quale trovando queste carte si possono trovare casualmente in giro per le mappe, non avviene lo stesso nell’online nella quale nel multiplayer classico potremmo inserire questi oggetti nelle apposite sezioni. Anche se ci si muoverà parecchio la frenesia manca, almeno l’epoca d’oro dei Cod ce solo in parte e posizionarsi dietro a qualche riparo, sparare per primi e cambiare posizione per non farsi trovare di nuovo è la chiave per vincere, anche quando vedi gente online che saltano peggio che i ragni quando si sentono minacciati.
Il netto cambiamento avviene quando i medikit momenanei permettono di ricaricare l’energia con una singola dose, manco fossimo in Braking Bad che passiamo da Isenberg, l’energia dell’utente che permette di continuare a combattere durante la partita online. Questo almeno tatticamente è l’unico aspetto che salvo per il fatto che, in alcuni frangenti aiuta il giocatore ad avere l’energia totale per un eventuale nuovo scontro contro un altro avversario, visto che comunque nel gioco non avremmo una resistenza di quale onore oltre al fatto che, potremmo letteralmente utilizzare le piastre di metallo per una eventuale maggiore strato difensivo.
Multiplayer

Forse la fase di gioco online è un aspetto che da che mondo ad un altro è gestita meglio, visto anche che l’intera struttura di Black Ops 7 è un dannato titolo che indirizza il giocatore in questa sezione, con le classi che avanzano il livello delle armi che non si vede solo in questa sezione ma anche nella campagna di gioco e nella modalità Zombi, come se ci allenassimo per buttarci in Deathmatch a Squadre ad un momento all’altro. Ed è proprio questo il problema del titolo, considerare ogni singolo utente identico dove la campagna non è divertente e dopo averla conclusa, ci si butta a capofitto nella sezione online del progetto Call of Duty a pagamento oppure su Warzone, ed è questo secondo un grande errore.
In quanto il multiplayer è divetente ed è ben strutturato potendo andare in gioco velocemente, anche grazie al cross play fra utenti PC e Xbox ma quelli Playstation non so bene dove siano, sarà che si avranno server dedicati per gli uni e gli altri ma sta di fatto che non ne ho visto neppure un giocatore da PS5/PS4. Sta di fatto che la creazione degli equipaggiamenti è praticamente rimasto invariato dal Modern Warfare del 2019, il reboot per capirci, nella quale avremmo la possibilità di creare fino a 10 classi distinte fra fucili da cecchino, fucili d’assalto, pistole, granate a frammenazione, flashbang e molto altro.
Le armi sono modificabili in quanto si potrà alterare ogni elemento dell’arma dal calcio, una nuova ottica, delle torce da installare di fianco all’arma, delle prese sotto il calcio e molti altri elementi che forniranno vantaggi e difetti in base all’attrezzo che installeremmo, ricordo che potremmo installarne 5 al massimo per arma. Le modalità di gioco sono le classiche del settore potendo buttarci a capofitto in Dominio, Deathmatch a Squadre, Tutti contro Tutti e molti altri anche se Uccisione Confermata non mi sarebbe dispiaciuta giocarla, ma è legata al brand Modern Warfare per tanto dobbiamo adattarci e non volere l’impossibile.
Modalità zombi

Questa modalità si salva a metà in quanto la storia del mondo di Black Ops degli Zombi è interessante, anche se non ne sono mai stato un grande fan ma ci gioco volentieri, e per quanto le caratteristiche siano le medesime degli scorsi episodi la narrativa invece l’ho trovata un po’ confusa. In quanto il narratore durante le varie ore di Zombi ci racconterà un po’ la storia però a spicchi, senza una continuità se non andare direttamente su internet a capire che cosa sia successo fra Black Ops 2 e Black ops 7.
Il gameplay è invariato rispetto alle precedenti interazioni e l’equipaggiamento lo dovremmo riscattare direttamente dalle pareti, infatti saranno disegnate sui muri le armi che dovremmo acquistare abbattendo un numero sempre maggiore di zombi. Più orde abbatteremo e maggiori saranno i guadagni da spendere, fra armi e granate, fino alle carte equipaggiamento e le piastre per una maggiore resistenza che aiuteranno a resistere ad un numero sempre superiore di nemici.
La caratteristica che mi è piaciuta è sullo stile del secondo Black Ops, con con varie mappe che riprendono dai vecchi capitolo, oltre al fatto che dovremmo visitare e cercare nuove possibilità di creare un equipaggiamento e ricaricare le munizioni, oltre al fatto che le casse di rifornimento in stile Warzone non sono presenti nella modalità zombi per fortuna, e non ho mai capito perché le hanno inserite in quanto non le ho mai trovate utili. L’ultima informativa è il mantenimento della classe dell’arma, in quanto dopo un numero minimo di nemici sconfitti, il livello della bocca da fuoco si alzerà e questo fa si che il giocatore si abitui alla modalità multiplayer, caratteristica che è sempre andata bene in quella sezione e in quella doveva rimanere e non traspotarla oltre.
Conclusione
A dirla tutta il titolo che doveva essere una mezza rivoluzione in buono per la serie si è ritrovata a fare i conti con la realtà, da quanto ho letto dai resoconti di Activision non hanno mostrato quante ore giocate e quanti utenti erano connessi simultaneamente online, almeno nella prima settimana di lancio, il che mi fa pensare che sia andato male. Il problema del gioco non è tanto da un punto di vista delle meccaniche, che sono solide e adatte ad una realtà di un FPS tattico, o dal lato tecnico che sono sempre stati all’avanguardia, invitando volti importanti come Milo Ventimilia come protagonista di Black Ops 7 oppure collaborando in passato con influencer come iJustine per la pubblicità di Black Ops 2 per esempio.
La caratteristica che hanno sbagliato secondo me è trattare ogni modalità con lo stesso occhio, con un interfaccia in stile online e caratteristiche derivano direttamente dal mondo di Warzone, cercando di far piacere una sola sezione dei giocatori di Call of Duty ossia quelli che abitualmente giocano online. Questo pensiero secondo me è vero solo in parte, ci sono tanti giocatori che non toccano minimamente il settore online perché non gli piace, e preferiscono provare qualcos’altro.
Nel mio caso ho sempre preferito il lato singolo giocatore, campagna e missioni speciali di Modern Warfare oppure la sezione Zombi, e ogni tanto andare fare qualche partita online ma terminare l’esperienza dopo qualche livello. Il titolo l’ho provato su Xbox Series X/S ma è presente anche su Playstation 4, PS5, Xbox One e PC per tanto segue le abitudini della serie e arrivando un po’ su tutte le piattaforme.









